FOGGIA - Ieri è stata una importante per la città di Foggia e l’intera provincia, quella in cui il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità il progetto di allungamento della pista del Gino Lisa. Ma dopo l'approvazione è successo anche un episodio non certo inaspettato ma non predeterminato nei tempi: il sindaco Gianni Mongelli alla fine della seduta ha azzerato la giunta.
L’azzeramento era stato chiesto con fermezza dai nove consiglieri comunali di maggioranza Peppino D’Urso (Lista Mongelli), Michele Sisbarra (indipendente ex Pd), Leonardo De Santis (Sel), Paolo D’Agnone e Sergio Clemente (Pd), Claudio Sottile e Paolo De Vito (Moderati e Popolari), Raffaele Capocchiano e Giulio Scapato (Nuovo Psi). Ma neppure loro speravano che ieri la firma sui decreti di revoca dei mandati si concretizzasse, dal momemto che l’atto politico-amministrativo più importante, il piano di risanamento da 65milioni di euro, era stato rinviato a venerdì.
Probabilmente i tempi sono stati affrettati dal basso consenso certificato dal "Governance Poll 2011" che consiste in una classifica di gradimento realizzata dal Sole 24 Ore e pubblicata qualche giorno fa. Cambiare per ripartire, è questa la parola d'ordine di Mongelli. «L’approvazione unanime del progetto di allungamento - ha scritto infatti il sindaco in una nota - deve essere interpretato come il primo atto concreto del rilancio amministrativo del governo della città, che dovrà fondarsi anche sull’innovativa operatività della Giunta». Si fonda anche su questa considerazione la decisione del sindaco Gianni Mongelli di avviare le procedure per «l’azzeramento dell’organismo di governo, che sarà rinnovato nella sua organizzazione e composizione per meglio e più efficacemente rispondere alle sfide che si profilano».



