“E’ una sentenza esemplare, che auspichiamo serva da stimolo anche per la Puglia, dove la problematica dell’esposizione all’amianto è drammaticamente diffusa”. Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari, accoglie così la notizia della condanna a 16 anni di carcere per disastro doloso e omissione dolosa di misure antinfortunistiche, da parte del tribunale di Torino, comminata al miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e al barone belga Louis De Cartier nell’ambito del processo “Eternit”.
“La battaglia contro l’amianto – precisa Pugliese – è però tutt’altro che vinta. La fibra killer, nella nostra regione, continua ad annidarsi ancora in molte strutture, in particolar modo delle zone industriali, mettendo a repentaglio la salute dei lavoratori e dei cittadini. Ecco perché urge un segnale di carattere legislativo. La Regione ha indugiato oltremodo: bisogna dotarsi al più presto di una legge per il risanamento dell’ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell’amianto”.
Legge, di iniziativa popolare, promossa e sostenuta dalla stessa UIL di Puglia. “In tutte le nostre sedi sul territorio – ricorda Pugliese – è possibile sottoscrivere i moduli che poi verranno presentati in Consiglio Regionale per chiedere l’approvazione della normativa. Basta una firma per cominciare a porre le basi per un territorio più sicuro”.
L’obiettivo è fissato a 15mila firme. “Il traguardo è vicinissimo – chiosa il Segretario Generale della UIL regionale – la collaborazione dei cittadini pugliesi è vitale per riuscire a tagliarlo nel più breve tempo possibile”.



