“Il Governo vuole attuare a tutti i costi il federalismo, che però, a giudicare dalle prime avvisaglie, appare un federalismo non solidale, estremamente dannoso per il futuro del Mezzogiorno d’Italia. Intanto, le competenze regionali, in particolare quelle relative ai fondi Fas, vengono gestite direttamente dal Governo centrale, creando un’ambiguità che rischia di compromettere irrimediabilmente la ripresa economica meridionale. Il Sud ha bisogno di un patto chiaro, forte, come del resto previsto tra i cinque punti programmatici dell’attuale maggioranza, non di iniziative fini a se stesse o di fumo negli occhi come la Banca del Mezzogiorno”. Il Segretario Generale della Uil di Puglia e di Bari, Aldo Pugliese, commenta così le previsioni economiche di un “autunno nero” per il Meridione. La strada da seguire per creare e stabilizzare la ripresa economica passa inevitabilmente dallo sbloccamento e dall’utilizzazione dei fondi disponibili (circa 80 miliardi), in primis dei circa 16 miliardi di euro del Fas.
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“A patto che le risorse in questione siano gestite nel migliore e più proficuo dei modi – puntualizza Pugliese . La sede idonea in cui discutere dell’impiego dei fondi disponibili è indubbiamente la Conferenza Stato-Regioni, ma è altrettanto necessario un accordo interregionale per dare il via a grandi opere che rilancino la situazione infrastrutturale, produttiva ed occupazionale del Sud, cominciando dalla realizzazione di un’autostrada del mare adriatica, passando per un collegamento ferroviario veloce sul versante adriatico e finendo all’alta capacità Bari-Napoli, estremamente strategica per lo sviluppo del settore trasporti meridionale. Inoltre è fondamentale la realizzazione del Corridoio 8 fino al Mar Nero, un potenziamento del sistema portuale pugliese, che conferisca finalmente un effettivo protagonismo a tale settore nel contesto dell’attività commerciale e turistica del Mediterraneo, e di quello aeroportuale con l’attivazione dell’aeroporto di Grottaglie (costato a suo tempo circa 500 miliardi di lire), uno scalo dalle enormi potenzialità che a tutt’oggi rappresenta ancora una significativa cattedrale nel deserto della “Sprecopoli” pugliese”.
