I Verdi italiani hanno annunciato oggi una "class action" contro l'Ilva di Taranto, città in cui si registra da anni un numero di malati di tumori molto superiore alla media regionale, mentre è in corso un'inchiesta della magistratura per accertare se il complesso siderurgico pugliese diffonda emissioni nocive per la salute. Oggi il presidente del partito ecologista, Angelo Bonelli, ha tenuto una conferenza stampa nella città dei due mari per annunciare l'avvio della "più grande class action italiana" allo scopo di ottenere un risarcimento collettivo per l'inquinamento e i decessi a Taranto, coordinata da una avvocata, Valentina Stefutti, già legale di parte civile al processo Eternit di Torino.
In realtà, pur usando il termine relativo alle cause collettive di risarcimento, i Verdi puntano a far costituire parte civile, nell'eventuale processo ai dirigenti del Gruppo Riva da cui dipende l'Ilva, il più ampio numero possibile di cittadini che si ritengono vittime dell'inquinamento prodotto dal polo siderurgico, per ottenere un risarcimento che stimano in circa 3 miliardi di euro.
{affiliatetextads 1,,_plugin}La nuova formulazione della "class action" verrebbe infatti considerata troppo farraginosa e onerosa per i cittadini.
"Compilando questo modulo, manifesto la mia intenzione a costituirmi parte civile nell'eventuale processo penale che si aprirà a carico degli indagati, al fine di esercitare in quella sede un'azione di risarcimento per tutti i danni da me subiti a cagione delle condotte contestate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto", dice il testo di un modulo di adesione alla costituzione di parte civile che Reuters ha potuto leggere.
"La pretesa risarcitoria complessiva, in questa fase, è stata stimata intorno ai tre miliardi di euro". ( http://it.reuters.com )



