Chi ha vinto le elezioni nel Lazio? Il centrodestra. Chi è il presidente? Renata, ex finiana oggi alemanniana alla corte di Silvio. Quindi tutto bene? No. E intanto il caso Scajola lambisce eletti e nominati. A quaranta giorni dal voto, con la prima riunione del nuovo Consiglio fissata per mercoledi 12, la legislatura Polverini è più che in alto mare. E fra complicati equilibri politici, futuri assessori e futuri non-assessori che litigano, rumors su guai giudiziari in arrivo, Renata sta perdendo la pazienza e ha anche minacciato di andarsene a casa sbattendo la porta, distruggendo così il pavimento sotto i piedi di tutti i consiglieri eletti che, sbraitando, gli stanno rendendo la vita impossibile.

LA GIUNTA - In teoria la giunta è fatta, e fa bella mostra di se sul sito regionale. Tredici assessori, dei quali due donne (ma in realtà tre, reconsiderando che la Polverini trattiene presso di sé la delega alla sanità). Il bilancino delle poltrone restituisce lo scenario seguente: siamo a 6 assessori alla componente ex Forza Italia, 4 ex di Alleanza nazionale, 2 alla Lista Polverini, 1 alla Destra. Manca l’UdC, che per ora è fuori. Dato lo scarso risultato in voti alle ultime elezioni “l’estremo centro” di Casini e Cesa è stato estromesso dai giochi di giunta. Ma gli scudocrociato non ci stanno. “Noi non abbiamo fatto proprio nulla. E’ la Polverini che non ha rispettato gli accordi, quindi è un problema suo. Noi abbiamo stipulato dei patti che, come spesso accade, non sono stati rispettati; non è che siamo degli accattoni che ci tengono buoni con un assessorato o due… Noi avevamo un accordo e chiediamo che questa venga rispettato. Tutto qui”, attaccava Casini proprio ieri, ospite di Lucia Annunziata a “In Mezz’ora”. Gli accordi di cui parla Casini sono quelli pre-elettorali che Luciano Ciocchetti, comandante del Partito nel Lazio, aveva sottoscritto con l’allora candidata Governatrice. All’UdC sarebbero spettati la vice-presidenza del Consiglio Regionale, più due assessorati pesanti. Ma dopo il deludente risultato, dopo il caso lista-PdL e la necessità di rimpolpare la quota PDL nel bilancino degli assessori, all’UDC è stata indicata la porta. Tuttavia, gli uomini di Casini non hanno alcuna intenzione di sotterrare l’ascia di guerra e tengono alto il casino. Pare che ci stiano riuscendo, se è vero che la Polverini è talmente estenuata dalla situazione che ha fra le mani da aver minacciato di far saltare l’intera partita. La proposta che il vertice PDL ha fatto all’UDC, per mantenere la compattezza della giunta, è la presidenza di quattro commissioni consiliari pesanti, più la vicepresidenza del consiglio, più due assessorati “leggeri”. Ma gli uomini di Casini non sembrano sentirci da questo orecchio: o assessorati di pregio (inizialmente si parlava dell’Urbanistica per lo stesso Ciocchetti), o appoggio esterno al governo Polverini – con tutto ciò che questo comporta.
L’INCOGNITA DEL TAR – A complicare ulteriormente la situazione c’è il ricorso al TAR di una serie di cittadini e di consiglieri regionali di opposizioni. Secondo i ricorrenti, il numero dei consiglieri di maggioranza usciti da questa elezione è sovrastimato: alla Polverini andrebbero sottratti tre seggi. Facendo un rapido calcolo, però, con l’UDC all’appoggio esterno, poichè non soddisfatta per l’esito della partita assessori, se il ricorso dovrebbe essere acccolto, la maggioranza che sostiene la Polverini andrebbe a un solo seggio di vantaggio contro un ipotetico blocco di opposizione PD+UDC. Questo per dire che, se il ricorso viene accolto, quasi certamente la partita assessori sarà riaperta in fretta e furia. Fatto sta che per Maurizio Gasparri “la maggioranza di centrodestra sara’ coesa e sara’ certamente rispettato il patto politico-elettorale con l’Udc che entrera’ presto nel governo della regione Lazio”.
fonte: http://www.giornalettismo.com/archives/62482/guerra-totale-pisana-polverini/
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