Per quasi anni ci siamo convinti, dietro consiglio del Presidente del Consiglio Berlusconi, che la crisi non toccava l'Italia. L'Italia era la nazione dell'ottimismo, della crisi celata e nascosta dalle notizie stupide e senza senso del Tg di Minzolini, rimbambita da Simona Ventura e Studio Aperto, addormentata dalle dichiarazioni degli esponenti del centrodestra che asserivano come "l'Italia stia uscendo dalla crisi meglio degli altri", "ci sono segnali di ripresa che si consolideranno in futuro", "i conti pubblici sono apposto" e "ci penso io a salvare le aziende chiamano Putin". Chiaramente chi pensava che forse la crisi era in realtà presente nelle aziende del Paese era il solito "disfattista", "colui che crea allarme sociale" ovviamente "così accecato dall'invidia e dall'odio da non vedere che il Paese è solido e competitivo".
La realtà ovviamente è un'altra e lo si apprende dall'analisi di Letta (il Gianni non l'Errico del PD) che parla di sacrifici duri. Servono soldi, precisamente 25 miliardi di euro pari a 50 mila miliardi di lire per salvere l'economia italiana e non fare la fine della Grecia. E in questi due anni che si è fatto in campo economico? Non si poteva giungere ad una manovra spalmata negli anni con una minima programmazione per gestire e contenere la crisi? Chiaramente si poteva, ma non è stato fatto per un semplice motivo. Vi erano le elezioni ed ammettere la crisi significava ammettere che i faccioni sorridenti, rassicuraneti e pieni di fard ci stavano in realtà prendendo per il culo. Ora le elezioni sono finite, certo ci sono quelle comunali dell'anno prossimo ma sono poca cosa se paragonate alle regionali sarde, alle provinciali e alle regionali del 2010.
{affiliatetextads 1,,_plugin}La crisi non esiste in Italia si diceva, si tirava insomma a campare. Intanto decine di imprenditori e di operai si sono suicidati, i primi perchè non riuscivano a garantire lo stipendi, gli altri perchè non riuscivano a garantire la vita delle proprie famiglie. Notizie che sui grandi media non compaiono con una chiara strategia che consiste nel mettere sotto il tappeto quello che può essere scomodo per il Governo. Ma le bugie prima o poi vengono a galla e il fantasma della Grecia sta cominciando ad aleggiare anche in Italia. Quante aziende medio - piccole sono chiuse ? Migliaia e migliaia da Nord a Sud lasciando centinaia di migliaia di lavoratori per strada e togliendo un reddito a milioni di persone. Ma questa è una cosa che non fa notizia. Tanto la crisi non esiste.
Un po come la tangentopoli dentro il Pdl. Un presidente di Regione indagato (Cappellacci) particolarmente famoso per il suo sorriso, il coordinatore nazionale del PDL indagato, un ministro dimessosi per gli scandali (Scajola), altri tirati in ballo come per esempio Matteoli - Bondi - Lunardi. Ma Berlusconi ci ha assicurato che la tangentopoli non esiste e che si tratta di casi "isolati". Ma questa si sa è un'altra storia.







