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Quando impararono a coltivare l'olivo e la vite, i popoli del Mediterraneo cominciarono ad uscire dalla barbaria - Tucidide, V secolo a.C.

Rigassificatore a Brindisi, il Ministro Bondi dice sì

BRINDISI - Le popolazioni brindisine scendono in piazza per protestare contro la realizzazione del rigassificatore della Brindisi Lng e il ministero dei Beni culturali controfirma il decreto di concessione della valutazione dell’impatto ambientale (con prescrizioni). Ieri il ministro Sandro Bondi ha firmato, per la parte che riguarda la competenza dei Beni culturali, il decreto di concessione della valutazione di impatto ambientale per il progetto della società inglese Brindisi Lng che intende realizzarlo a Capo Bianco, nel porto esterno. Ora - nel lungo procedimento per la sua applicazione - il decreto sarà inviato al ministero dello Sviluppo economico e alla Regione Puglia, che a loro volta dovranno convocare la conferenza di servizi per il definitivo via libera e la revoca della sospensione del decreto 17032 che il 21 gennaio 2003 autorizzò la costruzione dell’impianto energ etico.

Le popolazioni brindisine non lo vogliono, i partiti politici sono divisi tra di loro e al loro interno. Il sindaco di Brindisi Domenico Mennitti (centrodestra) si è sempre opposto e il presidente della Provincia Massimo Ferrarese (centrosinistra) non ha partecipato alla manifestazione, sostenendo che il decreto di valutazione di impatto ambientale sarà sottoposto all’attenzione del consiglio provinciale e alle sue determinazioni non appena se ne conosceranno ufficialmente i contenuti. 

{affiliatetextads 1,,_plugin}Il cantiere della Brindisi Lng di Capo Bianco allo stato è sotto sequestro penale. I termini giudiziari potrebbero segnare uno scenario di prescrizione di alcuni reati penali e il ritorno nella disponibilità della società inglese della colmata di Capo Bianco. Ma intanto, le istituzioni, allo stato Comune e Regione, hanno annunciato che il decreto di concessione della valutazione di impatto ambientale alla Brindisi Lng sarà impugnato innanzi alla giustizia amminis trativa. Insomma, il confronto tra popolazioni e istituzioni da una parte e società inglese dall’altra continuerà. Saranno i giudici dei tribunali amministrativi, Tar e Consiglio di Stato a dire l’ultima parola su una vicenda che risale ormai al 2000, quando sul quotidiano economico «Il Sole 24 Ore», l’allora amministratore delegato della British Gas, Yvonne Barton annunciò che nel porto esterno di Brindisi sarebbe stato realizzato un rigassificatore da otto miliardi di metri cubi di gas naturale liquido.

(C) Lagazzettadelmezzogiorno.it

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