Si sono tenuti questa mattina in contemporanea presso tutte le Prefetture pugliesi i Presidi di protesta, che hanno visto la partecipazione complessivamente di circa 1000 Lavoratori dipendenti delle Cooperative e Ditte appaltatrici dei Servizi della Sanità, contro la decisione del Governo e del Ministro on. Tremonti di non firmare il Piano di Rientro della Sanità, presentato dalla Regione Puglia, e della espressa richiesta di “bloccare” il percorso di internalizzazione dei servizi. Nel corso della mobilitazione, le Delegazioni dei Lavoratori e dei Rappresentanti sindacali di base hanno incontrato i Prefetti e/o Capi di Gabinetto di Bari, Foggia, Lecce e Taranto ai quali sono state esposte le ragioni della protesta. In particolare, abbiamo sottolineato che detto processo garantisce una migliore e dignitosa condizione lavorativa, una maggiore qualità ed efficienza dei servizi offerti ai cittadini e, soprattutto, un significativo risparmio economico a carico della collettività: esattamente quanto chiesto dal Governo in termini di contenimento della spesa.
Di fronte a questa situazione è fin troppo evidente che le reali motivazioni della decisione governativa vanno individuate sul piano prettamente “politico” dove le argomentazioni, le dinamiche e gli obiettivi sono di tutt’altra natura e rischiano di far diventare i Lavoratori ed i loro sacrosanti diritti ed aspettative “merce di scambio o di ricatto politico”. Al termine degli incontri i Dirigenti delle Prefetture, nel prendere atto della gravità della situazione e delle inevitabili conseguenze anche sul piano sociale, si sono impegnati a trasmettere al Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi, ed ai Ministri dell’Economia e della Salute, On. Giulio Tremonti e Prof. Ferruccio Fazio, una propria Nota in merito a quanto rappresentato.
NON POSSIAMO TOLLERARE CHE PER UN “INDEGNO ED INACCETTABILE GIOCO POLITICO” SIANO SACRIFICATI OLTRE 8.000 LAVORATORI E RISPETTIVE FAMIGLIE DELLA NOSTRA TERRA PUGLIA -
Coord. Reg. RdB/USB Privato e Servizi
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