Quando la Brambilla è salita sull'aereo, con un'ora e mezzo di ritardo, assessori e industriali non ci speravano più. A Milano nevicava sempre più forte, e l'Airbus, se non fosse stato classificato come volo di Stato, sarebbe rimasto incollato alla pista. Niente Emirati Arabi, niente Qatar, niente incontri con politici e aziende per attaccare il mercato mediorientale e rilanciare il Sistema Italia. È il 2 febbraio, Michela Vittoria è ancora un semplice sottosegretario con delega al Turismo, ma già annuncia tè nel deserto con "lo sceicco Faisal Bin Qassim Al Thani e sua altezza Sultan Bin Tahnoon Al Nahyan". "Alla fine è apparsa, come la Madonna, e siamo decollati. Sarebbe stato meglio restare a terra. Avremmo risparmiato tempo e denaro", racconta uno dei passeggeri. Che il viaggio fosse inutile la delegazione lo capisce nell'incontro di Dubai, l'ultimo, quando gli arabi fanno intendere di non avere un soldo bucato da investire.
Chiedono, al contrario, se l'Italia sia interessata al loro immobiliare e a spedire un po' di turisti nostrani sulle calde spiagge del Golfo Persico. Gelo degli astanti e dei tour operator. Poi le risate. "È stata una delle cose più divertenti e imbarazzanti della strategia promozionale a cui ho assistito nella mia vita", ricorda uno dei componenti del cda dell'Enit, la nostra agenzia nazionale del turismo. A parte un vago protocollo d'intesa, dall'avventura non è arrivato un centesimo. Nessuno si è stupito più di tanto: il primo anno di governo è finito da un pezzo, ma rintracciare interventi di rilievo per invertire il trend catastrofico del settore e affrontare decentemente la stagione 2009 è una fatica di Sisifo. Il bilancio di Michela, che da maggio è stata promossa ministro, è dello stesso colore dei suoi capelli. Rosso.
Marzotto sta tentando di risparmiare, ma nulla ha potuto quando Brambilla, per potenziare l'italica presenza alla fiera congressuale di Francoforte, ha preteso una deroga al bilancio di 800 mila euro. Oggi i rapporti tra i due sarebbero ai minimi termini. Colpa dei caratteri diversi, si dice, e della campagna che ha lanciato lo slogan 'Italia Much More' all'estero. Uno spot voluto da Marzotto che ha ferito l'ego della Brambilla. Invece di puntarci, il ministro ha infatti lanciato il brand concorrente 'Magic Italy', appoggiata da Silvio Berlusconi in persona. Nessuno dei due si è accorto che il copyright del marchio è già intestato a un portale britannico. "Una guerra incomprensibile", spiega una fonte che conosce entrambi, "ma Michela è fatta così, su ogni cosa deve metterci il cappello sopra. Per lei il marchio ideale sarebbe il suo viso".
Tutti a casa L'estate della grande crisi, intanto, è iniziata. Secondo gli operatori sarà la peggiore degli ultimi vent'anni. Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, sostiene che andrà molto peggio del 2008. "La crisi morde, americani e inglesi restano a casa, l'arrivo dei russi è in calo verticale, gli italiani spendono sempre meno. Il governo? Diciamo che prima non aveva strumenti per incidere, vedremo come si muoverà il neoministro". In 14 mesi di lavoro il settore-chiave dell'economia nazionale, che vale l'11 per cento del Pil, è stato lasciato a se stesso. Il portale Italia.it, dopo 5 milioni di euro bruciati e i falliti tentativi di Lucio Stanca e Francesco Rutelli, resta un miraggio. Persino la Brambilla non ha ancora un sito istituzionale: per conoscere la sua agenda bisogna cliccare sull'indirizzo Web dei Circoli della libertà, di cui l'imprenditrice che commercia pesce surgelato conserva la presidenza.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/bilancio-rosso-michela/2103492 - Emiliano Fittipaldi
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