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Quando impararono a coltivare l'olivo e la vite, i popoli del Mediterraneo cominciarono ad uscire dalla barbaria - Tucidide, V secolo a.C.

L'incapacità di Governare e il sicuro ritorno alle urne.

Era dalla primavera che aleggiava lo spettro della scissione nel Pdl e i motivi che hanno spinto alla separazione i co-fondatori del Pdl ci sono e sono tanti: una differente visione strategica per il futuro, una diversa concezione delle istituzioni e della legalità, una differente visione politica. Appurato che esistono delle differenze sostanziali tra Fini e Berlusconi è bene stabilire che Fini rappresenta un'alternativa anche ad un ipotetico governo di centrosinistra anche se sovente ci potranno essere delle convergenze sui temi che riguardano l'etica e i diritti civili. Quindi la chiamata di Bersani ad un ipotetico CLN non è certamente condivisibile ed è ragionevole pensare che attualmente, l'unica possibilità di cooperazione a livello governativo dovrebbe essere però quella relativa alla modifica della legge elettorale.

{affiliatetextads 1,,_plugin}Una volta tracciata la situazione di base è bene andare a verificare come nel Pdl ci sia una certa "difficoltà e incapacità nel governare" benchè Berlusconi si venda come un "uomo del fare". Ma cosa è stato fatto dal 2001 al 2006 e cosa è stato fatto dal 2008 al 2010? La cosiddetta "rivoluzione liberale" con la quale Berlusconi ha vinto le campagne elettorali è solo una réclame che non si è tradotta in alcun atto operativo. Anzi, i Governi Berlusconi non hanno mai spinto verso alcuna liberalizzazione visto che sono diretti a proteggere corporazioni e interessi di piccole porzioni dell'economia concentrando ricchezza e contraendo il mercato. Difatti come possa un monopolista della comunicazione pensare in maniera liberale è un po difficile immaginarlo, ma tanti ci cascano. Berlusconi e alleati sono anche molto bravi a spacciarsi come coloro che pensano in maniera "federalista".

Niente di più sbagliato, anche in questo caso è un po difficile immaginare come possa pensare in maniera federalista colui che ha come stella polare il Consiglio di Amministrazione della sua Azienda. Da che mondo è mondo, l'organizzazione aziendale è strutturata su un livello verticistico dove nulla si fa se non lo decide il capo. Infatti il Governo benchè abbia la Lega Nord che starnazzi in continuazione contro Roma Ladrona (e intanto non una sola parola di critica è stata detta contro Brancher, Caliendo, Scajola, Cosentino e chissà quanti altri) e che basa il proprio agire politico sul Federalismo, non passa giorno che non impugni leggi regionali, che si metta di traverso nelle legittime scelte degli enti locali, che tagli le risorse a questi ultimi accentrando tutta la forza finanziaria a Roma, che crei cabine di regie governative a destra e a manca per controllare aspetti più o meno cruciali dell'economia locale. Notizia di ieri, il ministero dello sviluppo ha accentrato addirittura il "coordinamento dell'area fieristica italiana" che ovviamente fino a ieri era gestito dalle Regioni.

In dieci anni quindi nulla si è prodotto, nulla si è liberalizzato e il federalismo è appeso al palo visto che rappresenta solo uno specchietto per le allodole non essendoci le risorse finanziarie per attuarlo. Una incapacità cronica quindi di governare che si traduce in una grande attività di spettacolarizzazione dell'opera del Governo con convegni inutili, soubrettes che fanno le parlamentari e i ministri, uno spendi e spandi generale per mostrare le gambe della ministra di turno. Ora a tutto questo qualcuno nel Pdl ha detto basta (proprio ieri l'on. Musso ha detto che non se ne può più di un partito di zoccole) e Berlusconi vuole ritornare alle urne.

Per forza, a qualcuno dovrà pur dare la colpa della sua totale incapacità di Governare.

 

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