L’ultimatum scade fra una settimana, il 5 luglio. Lunedì prossimo. Per un’altra settimana i rappresentanti de La Puglia prima di tutto (Ppdt) alla Provincia di Bari – vale a dire l’assessore Onofrio Resta e i consiglieri Angelo Bovino, Claudio De Leonardis e Matteo Malcangi – rimarranno, per così dire, sull’Aventino per manifestare il disagio politico-amministrativo nei confronti del presidente della Provincia, Francesco Schittulli.Per un’altra settimana i rappresentanti de La Puglia prima di tutto (Ppdt) alla Provincia di Bari – vale a dire l’assessore Onofrio Resta e i consiglieri Angelo Bovino, Claudio De Leonardis e Matteo Malcangi – rimarranno, per così dire, sull’Aventino per manifestare il disagio politico-amministrativo nei confronti del presidente della Provincia, Francesco Schittulli.
La forza politica che fa riferimento al consigliere regionale, Salvatore Greco, non si sente rappresentata adeguatamente nell’ente provinciale: né negli assessorati (ne ha solo uno come altre forze che non esprimono neppure consiglieri), né negli altri enti controllati dalla Provincia (dell’elenco pubblicato nell’altro articolo sono riconducibili alla Ppdt solo tre nomine su oltre 60).Ma il disagio del partito – fondato cinque anni fa dal ministro Raffaele Fitto in occasione delle Regionali – comincia a essere, stando ai soliti beninformati, il disagio di tutto il centrodestra. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe la nomina dell’avvocato Vito Mascolo alla guida della Stp Bari, la società che gestisce i rapporti provinciali. I presenti raccontano che in una delle ultime riunioni di coalizione il coordinatore provinciale del Pdl, il deputato Antonio Distaso, avrebbe invitato il presidente Schittulli ad azzerare tutte le nomine e a rivederle in un’ottica più partitica e meno personale.







