''Il 2008 e' stato una sconfitta drammatica, perche' ha seppellito una breve e disastrosa esperienza di coalizione di centrosinistra con una grande presunzione illuministica: il mito dell'autosufficienza''. E' questa la risposta di Nichi Vendola, in un'intervista al Manifesto, alla proposta di Walter Veltroni di tornare al ''progetto riformista del 2008'', l'anno in cui il centrosinistra e' stato sconfitto e la sinistra e' stata esclusa dal parlamento. ''Provo simpatia e rispetto per la volonta' innovativa che sento in Veltroni'', continua Vendola, e pero' ''molti si autoproclamano narratori del riformismo. Ma ci sono diversi e divaricati riformismi. E' difficile capire perche' sarebbe riformista dar ragione a Marchionne''.
{affiliatetextads 1,,_plugin}Nel caso di crisi di governo, il presidente della Puglia si dichiara favorevole a un esecutivo con lo stretto mandato del cambio della legge elettorale e di una regolamentazione del conflitto di interessi. ''Ma attenzione: non si puo' mettere dentro questo recinto il tema della crisi economica.L'uscita dalla crisi non e' un terreno di scelte neutre. Il 'tremontismo' non e' una terapia inevitabile. E' una malattia che va combattuta. E il 'tremontismo di sinistra' e' la sua forma peggiore''. Infine alla sinistra radicale e all'Idv che fanno appelli per l'unita' risponde: ''Certo, serve che ci si rimetta insieme, ma che insieme si cerchi un'alleanza con il popolo largo''.
Se siamo convinti che c'e' un'Italia migliore ''si puo' e si deve fare un discorso che parli alla maggioranza degli italiani. Dal lavoro subordinato al popolo delle partite Iva, illuse e turlupinate dal centrodestra. Ai protagonisti del Family day, oggi che la famiglia tradizionale vive la condizione di piu' radicale spoliazione di un capitale sociale fondamentale, il futuro. Non mi interessa picchettare il campo, delimitare i confini della coalizione''.
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