A sinistra in apparenza le cose sarebbero più semplici: c’è Vendola, governatore uscente del centro-sinistra, sostenuto dal PD, azionista di riferimento della coalizione. In realtà la situazione non è così calma. Intanto ci sono le solite turbolenze di Di Pietro (che perse l’unico consigliere regionale eletto dal suo partito a favore del PD e a sostegno di Vendola): l’ex pm ci tenne a far sapere da Bari che Vendola sarà pure personalmente specchiato ma, avendo avuto in giunta gente che specchiata non era deve cedere il passo a qualcun altro. Poi c’è Boccia del PD, il candidato margheritino sconfitto da Vendola alle primarie di coalizione, che, coltivando una personale rivincita, non perde occasione per dichiarare la sua radicale ostilità a Nichi, accettando persino di sposare le intemerate di Di Pietro, di cui si è fatto sostenitore nella speranza di essere ricambiato. Infine c’è l’incognita dell’Udc: disponibile a discutere col centro-sinistra per un’alleanza organica, ma come si fa a dire sì ad un comunista come Vendola?

La proposta è, dunque, cambiate cavallo, non per ostilità all’uomo ma per far capire che l’Udc non è solo aggiuntiva, e noi ci stiamo. Sullo sfondo si staglia la cospicua sagoma di Michele Emiliano: è strenuo sostenitore di Vendola e impegnativo outsider nella battaglia congressuale per la segreteria regionale del PD, contro il candidato Blasi voluto da D’Alema. C’è chi giura che il sindaco di Bari abbia in serbo qualche colpo di teatro nel caso in cui dovesse venir meno la candidatura di Vendola. Intanto Nichi, di fronte ai critici della sua candidatura ha fatto la proposta spiazzante: volete la discontinuità?Benissimo. Facciamo allora le primarie di coalizione per scegliere il candidato. Sarà per via del Petruzzelli rinato, ma di colpi di teatro a Bari se ne stanno vedendo e se ne vedranno diversi.

http://www.agenziafuoritutto.it/