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Thomas Becket entra ufficialmente nei festeggiamenti per l’Anno Europeo dei Normanni, dedicato ai 1000 anni dalla nascita di Guglielmo il Conquistatore.
La notizia arriva dalla Normandia dove una delegazione di Mottola, in provincia di Taranto, è stata invitata a partecipare all’incontro internazionale "Millennium 2027 – Anno Europeo dei Normanni" che si è svolto a Caen. Alla due giorni presenti numerose autorità italiane ed estere, tra le quali il presidente della regione Normandia, Hervé Morin, e il sottosegretario alla Cultura del governo italiano, Giampiero Cannella, che ha annunciato la sua volontà di visitare Mottola per toccare con mano il fermento legato alla figura del santo inglese. Non a caso, per il suo valore, Becket AD 1170 è rientrato nel Fondo Nazionale per la Rievocazione Storica di quest’anno sostenuto proprio dal ministero della Cultura.
Il progetto, presentato in Normandia nel Forum degli Eventi, ha riscosso grande interesse gettando le basi per la costruzione di progettualità condivise con altre realtà italiane ed europee. In particolare, riflettori puntati sulla rievocazione storica legata ai festeggiamenti patronali, sul rapporto di Becket con la cittadina di Mottola, sul senso di comunità che caratterizza questo territorio e sul legame forte tra Puglia e Normandia. Lo storytelling è stato affidato al presidente dell’associazione Gli Araldi di San Tommaso Becket, Paolo Ludovico, al direttore artistico Antonio Minelli e al sindaco di Mottola Giampiero Barulli. A confronto con istituzioni, enti, delegazioni europee e associazioni hanno raccontato il percorso costruito in oltre trent’anni dove storia, fede, cultura e spettacolo si intrecciano in una manifestazione capace, ogni dicembre, di tenere viva la figura di Becket.
«La missione in Francia – commenta il sindaco, Barulli - ha rappresentato molto più di un palco internazionale. Gli incontri hanno consentito di avviare nuove relazioni, confrontarsi su modelli di valorizzazione territoriale e aprire prospettive di collaborazione che potranno arricchire le prossime edizioni della rievocazione».
Il presidente Ludovico ha sottolineato il valore di questa progettualità come «strumento di promozione culturale, turistica e sociale, ma anche coinvolgimento delle comunità locali e delle nuove generazioni».
Per il direttore artistico, Minelli, «la vicenda di Becket rappresenta un patrimonio condiviso dell’Europa medievale, ragion per cui il progetto assume una dimensione internazionale, creando un ponte culturale tra Normandia, Inghilterra e Sud Italia».
Il programma di incontri europei ha previsto sessioni plenarie e workshop dedicati a cooperazione europea, finanziamenti, itinerari culturali del Consiglio d'Europa e prospettive di sviluppo dei progetti fino al 2030. In questo contesto, Mottola è stata presentata come esempio concreto di valorizzazione del suo patrimonio attraverso spettacoli immersivi, cortei medievali, videomapping, musica, laboratori, attività artistiche e iniziative rivolte anche ai più giovani e alle scuole, sottolineando al contempo l’eccezionale presenza di una reliquia del Santo e delle chiese rupestri.
La presenza a Caen s’inserisce nel percorso internazionale avviato dagli Araldi con l'incontro con l'arcivescova di Canterbury, che era stato preceduto da un colloquio con Sir Torin Brown, Pilgrim Officer della Cattedrale inglese, coordinato da Francesca Marocchino proprio nell’ambito del progetto Millennium 2027. Quest’ultima, in occasione della trasferta in Normandia di queste ultime ore, ha espresso grande apprezzamento per la progettualità che Mottola ha intrapreso. Due tappe che confermano la volontà dell'associazione di costruire una rete di relazioni capace di collegare questo angolo di Puglia ad altri luoghi europei legati alla storia medievale, alla spiritualità becketiana e all'eredità normanna.
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Venerdì 31 luglio 2026, la Mazzone Boutique Winery di Ruvo di Puglia (Ba) ospiterà una serata dedicata al rosato pugliese e al suo valore culturale, produttivo e territoriale, con un focus sul Nero di Troia e sulle sue potenzialità espressive.
L’evento si aprirà alle ore 19:00 con l’accoglienza degli ospiti in cantina, a cui seguirà alle 19:30 il talk di apertura: un momento di confronto e approfondimento che vedrà protagonisti autorevoli voci del panorama enogastronomico italiano. Al centro della conversazione, il percorso che ha portato il Dandy Nero di Troia Rosato 2025 dell’Azienda agricola Mazzone a conquistare il primo posto nella guida 100 Best Italian Rosé 2026, ma soprattutto il significato più profondo che un vino può esprimere in relazione al territorio e alle persone che lo rendono possibile.
Interverranno Luciano Pignataro, giornalista e comunicatore enogastronomico, e le curatrici della guida 100 Best Italian Rosé Antonella Amodio, Adele Granieri e Chiara Giorleo. A moderare l’incontro sarà il giornalista Michele Peragine. Saranno inoltre presenti rappresentanti del mondo enogastronomico, istituzionale e culturale, per una riflessione condivisa sul ruolo dei rosati nel panorama contemporaneo.
“Quest’anno Dandy Nero di Troia Rosato 2025 ci ha regalato una gioia grande: il riconoscimento come primo classificato nella guida 100 Best Italian Rosé 2026 – dichiara Francesco Mazzone, che insieme alla moglie Luciana guida l’Azienda agricola Mazzone –. È un risultato che ci ha sorpresi, emozionati e resi profondamente orgogliosi. Per questo abbiamo scelto di dedicargli una serata che non fosse solo celebrativa, ma capace di raccontare cosa c’è dietro una bottiglia di vino: la vigna, il tempo, il lavoro quotidiano, le scelte, i dubbi e la passione”.
L’Azienda agricola Mazzone è una realtà famigliare che fonda la propria produzione sui vitigni autoctoni e, con questa iniziativa, intende contribuire alla valorizzazione del rosato pugliese e del Nero di Troia, promuovendo una riflessione sul legame tra vino, identità e territorio.
La serata proseguirà con una degustazione dei vini Mazzone, accompagnati dalle creazioni dello chef Amoruso, in un percorso enogastronomico pensato come naturale estensione del racconto emerso durante il talk.
Tutte le informazioni sono disponibili sui canali social ufficiali di Azienda agricola Mazzone.
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Si rinnova a Conversano (Ba) l’appuntamento con “Le Notti della Contea”, storica rievocazione della città, in programma nelle sere del 7, 8 e 9 agosto 2026. L’evento, giunto alla sua undicesima edizione, è promosso dall’APS “SensAzioni del Sud” e dal Gruppo Storico Città di Conversano.
Tema centrale dell’edizione 2026 sarà “La donna e il potere”, un fil rouge che attraverserà spettacoli, narrazioni e approfondimenti, raccontando il ruolo delle figure femminili nella corte e nella società del Mezzogiorno baronale, tra autorevolezza, intrighi e resilienza. Ispirata alle protagoniste della storia della Contea di Conversano tra XI e XVII secolo, la manifestazione restituirà voce e spazio a contesse, dame e badesse che hanno contribuito a plasmare l’identità del territorio.
Per tre giorni il borgo antico e piazza Castello si trasformeranno in un grande teatro a cielo aperto: accampamenti storici, antichi mestieri, scene di vita medievale e barocca, spettacoli a tema e combattimenti animeranno i luoghi simbolo della città, dal Castello Aragonese al Monastero di San Benedetto, fino al Giardino dei Limoni, al Sagrato della Cattedrale e al centro storico.
Momento culminante della manifestazione sarà, come da tradizione, la serata del 9 agosto con il grande Corteo Storico Multiepoca, che vedrà sfilare oltre 300 rievocatori provenienti da tutta Italia lungo un percorso di oltre 3 km. A guidare il corteo saranno il Conte Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, interpretato da Claudio Castrogiovanni, attore di teatro, cinema e televisione, noto al grande pubblico anche per la sua presenza nella serie “Vanina – Un vice questore a Catania”, e la Contessa Isabella Filomarino, interpretata dall’attrice conversanese Celeste Savino, volto di fiction di successo come “Un passo dal cielo” e “Don Matteo”.
Il momento più suggestivo sarà l’affaccio del conte e della contessa dal Castello Aragonese: dalla balconata, Giangirolamo II si rivolgerà al popolo con un solenne saluto, rievocando simbolicamente il potere e il legame con la sua comunità.
Il programma si articolerà in tre giornate tematiche tra approfondimenti culturali, convegni, spettacoli, rappresentazioni itineranti e la “Contesa dei Casali”, con attività e giochi anche per i più piccoli. Non mancheranno visite guidate, laboratori, attività per famiglie e un’area gastronomica dedicata ai sapori della tradizione.
“Le Notti della Contea” si conferma così un evento identitario di grande rilievo culturale e turistico, capace di attrarre ogni anno migliaia di visitatori e di trasformare la storia in un’esperienza immersiva e condivisa.
L’evento gode del patrocinio del Ministero della Cultura – Fondo Nazionale Rievocazione Storica, della Regione Puglia, del Comune di Conversano, del CERS e del CIANS, ed è riconosciuto tra i Grandi Eventi della Città di Conversano.
Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.lenottidellacontea.it
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È disponibile da poche settimane Custodi della Luce, la nuova app ideata da Don Cosimo Schena, sacerdote, psicologo e tra le voci più seguite della comunicazione spirituale contemporanea. Già capace di coinvolgere migliaia di utenti e una community in rapida crescita, l’app ha raggiunto in appena un mese 20.000 iscritti e conta 120.000 preghiere inviate dagli utenti.
Disponibile in italiano, inglese, spagnolo e presto anche in portoghese, l’app si propone come uno spazio digitale innovativo che va oltre i tradizionali contenuti religiosi. Custodi della Luce nasce infatti con l’obiettivo di accompagnare ogni persona in un percorso quotidiano che integra fede, psicologia e crescita personale, offrendo strumenti concreti per rallentare, ridurre lo stress e ritrovare un contatto autentico con sé stessi.
“Custodi della Luce non offre semplicemente contenuti religiosi. L’idea è diversa: accompagnare ogni persona in un percorso quotidiano che unisce fede, psicologia e crescita personale - spiega Don Cosimo Schena -. “L’app nasce dalla mia duplice esperienza di sacerdote e psicologo: non propone solo preghiere o meditazioni, ma aiuta le persone a leggere ciò che vivono, a guarire le ferite interiori e a ritrovare un rapporto autentico con Dio e con sé stesse. È uno spazio che accompagna, non che si limita a fornire contenuti.”
In un contesto in cui cresce il bisogno di ascolto e accompagnamento, Custodi della Luce si distingue per la capacità di rispondere alle esigenze contemporanee, offrendo un’esperienza personalizzata che guida l’utente in un percorso di consapevolezza, crescita spirituale e rilettura della propria interiorità. All’interno dell’app sono disponibili contenuti completamente originali, realizzati personalmente da Don Cosimo e non pubblicati sui suoi canali social: meditazioni audio, percorsi tematici, riflessioni e strumenti pratici per affrontare ansia, solitudine, autostima, dipendenza affettiva e altre sfide quotidiane.
“Penso che oggi molte persone cerchino un luogo in cui sentirsi ascoltate e accompagnate, non semplicemente informate. Questo è proprio quello a cui l’app punta. Sono davvero soddisfatto: raggiungere 20.000 iscritti e registrare 120.000 preghiere in un solo mese è un risultato straordinario, soprattutto se confrontato con realtà digitali più consolidate. È la conferma che questo progetto risponde a un bisogno reale di accompagnamento” - conclude Don Cosimo.
Con uno sguardo attento alle esigenze dei fedeli e di chi lo segue, e grazie a un linguaggio diretto e sensibile alle fragilità contemporanee, Don Cosimo Schena, attraverso Custodi della Luce, punta ad accompagnare l’utente verso un percorso personale di riflessione, crescita spirituale e conoscenza di sé. Dopo l’apertura dei canali social, il suo progetto si arricchisce così di un nuovo spazio virtuale, in cui fede e psicologia si intrecciano per accompagnare le persone nella quotidianità.
L’app è disponibile per il download gratuito su dispositivi Android e iOS: è possibile scaricare Custodi della Luce da Google Play Store e Apple App Store.
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Lui è un ulivo secolare colpito dalla Xylella, lei è un’artista visiva che indaga il rapporto tra memoria, identità e trasformazione dei luoghi. Con le sue mani, quest’albero ferito diventerà simbolo di rinascita e - al contempo - di memoria.
Domenica 19 luglio, a Ostuni, un intervento di live painting per riflettere sul tema della fragilità, della perdita e della possibilità di generare nuovi significati attraverso l’arte. Ad ospitare il progetto sarà “Paralleli Art & Stay”, in contrada Locopagliaro, dimora open air di arte contemporanea immersa nel paesaggio rurale. Qui, tra muretti a secco e terra rossa, prenderà vita un’opera site-specific con l’obiettivo di ricordare come il batterio abbia modificato il paesaggio pugliese, ma anche quanto sia forte in questi luoghi il legame tra uomo e natura. Un gesto che trasforma una ferita del paesaggio in un'occasione di racconto, consapevolezza e riflessione collettiva.
L’ulivo come organismo vivente che racconta lo scorrere del tempo, che porta su di sé i segni della malattia, ma continua a rappresentare l’identità del territorio. Ed è così che diventa opera d’arte.
Grandir, classe ’93, è artista e street artist. Arriverà ad Ostuni già venerdì per un intervento artistico sulla facciata della lamia con spray, pennelli, vernice acrilica e calce. Per l’ulivo, invece, solo pigmenti naturali. Lo spettacolo di live painting permetterà di raccontare la Xylella attraverso l’arte. Dalla ferita alla memoria. L’opera che sarà realizzata nasce esclusivamente per quel luogo e dialoga con la sua storia, il paesaggio circostante e la comunità che lo abita. Non vuole cancellare la ferita dell’albero, ma renderla visibile e trasformarla in occasione di riflessione condivisa.
«Non volevamo parlare della Xylella – raccontano gli ideatori di “Paralleli Art”, Valeria Notarnicola e Leonardo Tasselli - attraverso numeri o dati. Volevamo creare un momento collettivo in cui le persone potessero fermarsi davanti a un albero e guardarlo in modo diverso. L’arte non offre risposte definitive, ma crea domande condivise. È da lì che può nascere una nuova consapevolezza.»
Durante lo Street Art Day del prossimo 19 luglio, “Paralleli” si trasformerà in uno spazio di incontro tra artisti, curatori, professionisti del settore e pubblico, promuovendo un dialogo aperto tra pratiche artistiche contemporanee e territorio. Alle 18:30 circa inizierà la performance di Grandir, alle 19:30 si terrà il talk con Ennio Ciotta, autore del volume “Street art. La rivoluzione nelle strade” in dialogo con il regista Antonio Libutti, per approfondire il ruolo della street art nel panorama artistico contemporaneo. A seguire, la proiezione del docufilm indipendente “Con gli occhi al muro”, un progetto corale dedicato alla street art italiana e internazionale, diretto dallo stesso Libutti. Regista e produttore, con questo lavoro esplora in modo innovativo l’arte di strada. Tra indagine e ricerca, racconta un fenomeno in continuo divenire.
Per il docufilm i posti sono sold out, ma nello spirito informale della residenza artistica, si potrà comunque seguire portando un cuscino o una sediolina da casa. L’ingresso è libero e gratuito.
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Il Festival NAT- Nature Arts Technologies / Non indifferente à la natura, curato e ideato da Astràgali Teatro e dall’International Theatre Institute Italia – UNESCO, continua il suo percorso nei luoghi paesaggistici del Salento più caratteristici e preziosi, dove porta spettacoli e performance di alto profilo nella massima cura ed attenzione per i luoghi. Per l’appuntamento previsto per venerdì 17 luglio, alle 21, è la flora e la fauna incontaminata della Riserva Naturale e Oasi WWf Le Cesine ad accogliere la performance “Accamòra” di Mana Chuma Teatro. La compagnia calabrese, già protagonista del Festival con “Longa è a Jurnata”, mette in scena un reading/concerto di e con Massimo Barilla, che cura i testi e la performance poetica, e Luigi Polimeni, autore di musiche e disegno sonoro.
Accamòra, avverbio di tempo polisemico, in dialetto reggino non è solo la definizione di un quando ("in questo momento", "adesso", "per ora", "ora come ora", “a quel tempo”) ma anche esclamazione di speranza o disillusione, un’apertura a spazi temporali precisi e indefiniti insieme. In “Accamòra” di Mana Chuma, la scrittura poetica in dialetto reggino di Massimo Barilla prosegue il percorso intrapreso con “Ossa di crita” e apre contemporaneamente a nuove forme e nuovi linguaggi. La musicalità rimane materia sonora vivente, ma porta a una riflessione sull’esistenza, sul divenire, sulla presenza nel mondo, tra radici antiche e future necessità. Il dialogo serrato e constante con i ritmi e le sonorità di Luigi Polimeni, sospese tra tradizione e contemporaneità, rendono il reading/concerto un organismo mutevole, a tratti estemporaneo e pienamente interdisciplinare.
Mana Chuma è una compagnia di teatro contemporaneo fondata a Cosenza, diretta da Massimo Barilla e Salvatore Arena, impegnata nell’ambito del teatro civile e nel raccontare la storia contemporanea del Sud Italia. Ha sviluppato una propria ricerca poetica e artistica per creare nuove forme di drammaturgia e teatro narrativo, curando in particolar modo la ricerca sullo spazio e la sperimentazione di luoghi “altri” per il teatro.
NAT- Nature Arts Technologies Festival è un progetto di Astràgali Teatro sostenuto dalla Regione Puglia (finanziato con risorse del Fondo di Rotazione POC Puglia 2021-2027 - Linea d’intervento 06.02 “Interventi di valorizzazione del ruolo della cultura nell’inclusione e innovazione sociale") e dal FSNV del Ministero della Cultura (D.M. 23.12.2024, n. 463 Art. 13 c.2). La rassegna è organizzata con la collaborazione dell’International Theatre Institute Italia, del Museo Diffuso di Cavallino, della Riserva Naturale e Oasi WWF Le Cesine, del Comune di Cavallino e dei Missionari Comboniani di Cavallino.
Ingresso 5 euro. Per Info: Tel. 389.2105991, mail:

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