Sarà “SOLITARIUM”, spettacolo della compagnia TeatroDistinto, ad aprire ufficialmente STATT – Stagione Teatrale Alberobellese per la Tutela del Territorio 2025/2026, il nuovo progetto culturale promosso dal Comune di Alberobello. Un debutto che non è solo l’inizio di una rassegna, ma il primo passo di un percorso che mette al centro le persone, le relazioni e la cura del territorio.
«Con STATT – dichiara Francesco De Carlo, Sindaco di Alberobello – il teatro diventa uno spazio di incontro e responsabilità condivisa, capace di rafforzare il senso di appartenenza e la consapevolezza del valore universale del nostro patrimonio, iscritto nelle liste UNESCO nel lontano 1996. Custodire Alberobello significa prendersi cura non solo dei suoi trulli, ma della Comunità che li abita e li rende vivi ogni giorno».
Un riferimento fondamentale del progetto è la sua attenzione ai giovani del territorio: STATT nasce anche per creare nuove opportunità formative e culturali, permettendo ai giovani di costruire un percorso di connessione con la propria terra e offrendo strumenti concreti per restare e crescere nel proprio territorio.
In scena domenica 18 gennaio 2026 alle ore 17:00, presso il Cinema Teatro dei Trulli, SOLITARIUM racconta con delicatezza e profondità l’incontro tra due anime separate da un muro invisibile: una storia senza parole superflue, capace di parlare a tutte le età, dai 6 ai 99 anni. Uno spettacolo internazionale che trasforma la solitudine in possibilità, il silenzio in relazione, ricordando il bisogno universale di essere visti e amati. Non a caso, l’opera è stata insignita del Premio Eolo Awards 2023.
Parlè, il ciclo di incontri con gli artisti al termine degli spettacoli, già incluso nel biglietto, rappresenta già uno degli elementi fondanti di STATT: il teatro non si esaurisce sul palco, ma continua nel dialogo, nel confronto, nella costruzione di senso condiviso.
Come nasce STATT
STATT nasce da una visione chiara: fare del teatro uno strumento di crescita collettiva, consapevolezza civica e tutela del patrimonio, materiale e immateriale, di Alberobello. Non solo intrattenimento, ma un’esperienza culturale capace di rafforzare il legame tra comunità, territorio e identità.
Il progetto si inserisce nel dossier “Pietramadre”, elaborato in occasione della candidatura di Alberobello – insieme a Castellana Grotte, Noci e Polignano a Mare – a Capitale Italiana della Cultura 2027, e ne incarna lo spirito: radicare la cultura nel tessuto sociale, renderla accessibile, viva, partecipata.
«La tutela del territorio – sottolineano Valeria Sabatelli, Assessora alla Cultura e alle Manifestazioni, e Valentina Liuzzi, Assessora a Istruzione e Welfare – passa anche attraverso la formazione culturale delle nuove generazioni. STATT coinvolge scuole, famiglie e giovani, rendendoli protagonisti di un percorso di partecipazione e cura».
La prima edizione della stagione, intitolata “Sementi”, è pensata come un atto di semina: tre spettacoli di rilievo nazionale, in programma tra novembre 2025 e maggio 2026 al Teatro dei Trulli, accompagnati da incontri propedeutici formativi e momenti di approfondimento rivolti a bambini, giovani, famiglie e adulti. Un percorso pensato per avvicinare il pubblico al teatro esplorandone i processi creativi, i linguaggi e i suoi possibili significati.
«STATT – conclude Giuseppe Palasciano, Direttore Artistico della stagione e Presidente di Rotte Vocali – nasce dal desiderio di coltivare esperienze e consapevolezze. Il teatro è un seme: se curato, può generare nuovi sguardi sul mondo e sulle relazioni».
Grande attenzione è rivolta al valore educativo del progetto, come risposta concreta alla povertà educativa e come strumento per sviluppare empatia, ascolto e capacità di immedesimazione, soprattutto tra gli adolescenti.
STATT è un progetto corale curato da Rotte Vocali, con il sostegno di BCC Alberobello, delle istituzioni scolastiche e delle realtà del territorio, con il patrocinio della Regione Puglia e il patrocinio oneroso del Comune di Alberobello.
Con SOLITARIUM si apre dunque una stagione che guarda al futuro, seminando cultura, relazioni e consapevolezza. Un invito rivolto a residenti e visitatori a vivere il teatro come esperienza condivisa e come atto d’amore verso Alberobello e la sua comunità.
Info e biglietti: www.progettostatt.com
Il Comune invita residenti e visitatori a vivere insieme questa esperienza culturale unica.
L’odontologia forense è una disciplina ancora poco conosciuta dal grande pubblico, ma svolge un ruolo cruciale nei tribunali e nelle indagini giudiziarie. Dall’identificazione delle vittime nei disastri di massa alla stima dell’età dei minori senza documenti, fino alla ricostruzione delle prove in casi di violenza e omicidio, il contributo dell’odontologo forense è oggi sempre più centrale.
Si tratta di un ambito di confine tra scienza e diritto, dove il dato tecnico deve essere rigoroso, verificabile e comprensibile per il giudice. Ne parliamo con il professor Emilio Nuzzolese, odontoiatra barese e professore associato di Medicina Legale all’Università di Torino, dottore di ricerca e specialista in odontologia forense. Già giudice onorario minorile, Nuzzolese è riconosciuto a livello internazionale e inserito nel 2 per cento degli scienziati più citati al mondo secondo le classifiche elaborate dalla Stanford University in collaborazione con Elsevier.
Professore, che cosa definisce la scientificità dell’odontologia forense?
La scientificità dell’odontologia forense risiede innanzitutto nel metodo. Ogni valutazione deve poggiare su criteri oggettivi, verificabili e documentabili. Che si tratti di identificazione personale, analisi dei segni da morso o stima dell’età biologica, rigore tecnico e tracciabilità dei dati sono imprescindibili. Si tratta di una disciplina complessa, che richiede l’integrazione di competenze odontoiatriche, medico-legali e antropologiche all’interno di un percorso formativo altamente specialistico.
In Italia si parla ancora poco di odontologia forense. Quali sono, a suo avviso, le ragioni?
In Italia l’odontologia forense non ha ancora ottenuto un pieno riconoscimento istituzionale autonomo, nonostante la sua consolidata rilevanza scientifica e giudiziaria. Oggi è comunque indicata tra le discipline dell’albo nazionale dei consulenti tecnici e periti presso i Tribunali.
In molti Paesi questa figura è formalmente inserita nei sistemi giudiziari e opera in équipe multidisciplinari accanto a medici legali e antropologi forensi. Nel nostro contesto, invece, la competenza specialistica è talvolta sottovalutata. Sono tuttavia convinto che la qualità emerga nel tempo e che la scuola italiana, per tradizione e capacità, saprà conquistare il ruolo che le spetta.
Qual è oggi la principale responsabilità dell’odontologo forense?
Essere garante dei diritti umani dei corpi senza nome e dei minori privi di documenti di identità. Il consulente forense non deve persuadere, ma dimostrare, non deve compiacere, ma documentare. La sua funzione è supportare il giudice e le parti con argomentazioni tecnicamente fondate e scientificamente solide. Ciò richiede indipendenza intellettuale, aggiornamento continuo e piena consapevolezza delle implicazioni etiche e giuridiche del proprio operato.
Come si concilia la dimensione etica con la complessità tecnica della disciplina?
L’etica costituisce il fondamento stesso della credibilità scientifica. Ogni consulente deve preservare la propria libertà di giudizio, evitando qualunque forma di condizionamento proveniente dalle parti.
L’etica professionale non è soltanto un obbligo deontologico, ma un dovere morale nei confronti della società e della giustizia. È ciò che consente alla scienza di essere realmente al servizio dell’uomo. Per questo promuovo una bioetica orientata alla responsabilità dei medici consulenti forensi, affinché il loro operato sia al servizio della collettività, della giustizia e della giustezza.
In quali ambiti si applica oggi maggiormente l’odontologia forense?
Gli ambiti applicativi sono numerosi: identificazione umana in caso di disastri di massa, Disaster Victim Identification, identificazione delle vittime della migrazione, analisi dei segni da morso, determinazione dell’età in soggetti non documentati, valutazione del danno oro-facciale e della responsabilità professionale del medico odontoiatra.Tali interventi richiedono una profonda competenza nella odontologia, unita a conoscenze di medicina legale, antropologia e diritto. L’odontologo forense moderno è, a tutti gli effetti, uno scienziato multidisciplinare con elevato valore sociale.
Le innovazioni tecnologiche stanno modificando il modo di operare dell’odontologo forense?
In modo profondo. Le tecniche di radiologia tridimensionale, gli scanner intraorali, la stampa 3D, l’analisi digitale delle immagini e le applicazioni di intelligenza artificiale stanno rivoluzionando la documentazione e il confronto dei dati dentali e odontoiatrici.
La tecnologia, tuttavia, resta uno strumento: il valore scientifico dipende sempre dalla competenza del professionista e dalla qualità dei protocolli adottati. La validazione metodologica e l’esperienza degli operatori rimarranno punti fermi della disciplina.
Come immagina l’evoluzione dell’odontologia forense nei prossimi anni?
Prevedo innanzitutto l’istituzione di una scuola di specializzazione in odontoiatria legale e forense. La disciplina sarà sempre più integrata nelle indagini multidisciplinari e supportata dalle tecnologie digitali. Autopsie virtuali, teleconsulenza, metaverso e analisi tridimensionali diventeranno strumenti di routine, su cui peraltro ho in corso numerosi progetti di ricerca. A ciò si accompagnerà un pieno riconoscimento accademico e normativo dell’odontologia forense, con una chiara definizione di funzioni e competenze rispetto al medico-legale.
Che messaggio desidera trasmettere alle nuove generazioni di professionisti forensi?
Studio, metodo, etica e umiltà. Nessuna scienza si improvvisa, tanto meno quella forense, nella quale ogni errore può avere conseguenze giudiziarie, etiche e morali anche a distanza di anni. Un'occasione di formazione può essere il corso di perfezionamento in odontologia forense che si svolgerà a Torino il prossimo aprile. È fondamentale formarsi con rigore, scegliere maestri autorevoli e coltivare uno spirito critico privo di presunzione. La scienza non ha bisogno di protagonismo, ma di dedizione silenziosa e rispetto per la verità, anche attraverso attività di consulenza pro bono.
È il valore dell’impegno scientifico e civico a lasciare un segno concreto: il privilegio di essere scienziati comporta una responsabilità, quella di restituire competenze alla collettività e alla scienza applicata alla giustizia.
Conclusione
La figura del Prof. Emilio Nuzzolese incarna i principi cardine della moderna odontologia forense: competenza, indipendenza e integrità. Il suo percorso scientifico e umano dimostra come la conoscenza, quando guidata da coerenza e passione, possa trasformarsi in servizio alla giustizia e strumento di civiltà. La scienza forense non è spettacolo, ma responsabilità: l’impegno quotidiano di chi, attraverso la verità oggettiva, restituisce dignità alla persona e alla società.
Si chiude mercoledì 14 gennaio, alle 19, presso la Distilleria di San Cesario di Lecce, la prima delle tre residenze di “Caleidoscopi”, il nuovo progetto di Residenze Artistiche di Astràgali Teatro in cui, da gennaio a marzo, attori e attrici invitati dall’Italia e dall’estero hanno l’occasione di approfondire la loro poetica e la loro traiettoria artistica in un percorso di ricerca in relazione con la comunità, restituendole una performance finale dalle modalità innovative ed originali.
In questa occasione le attrici rumene Maria Irina Pandrea e Ioana Alexandrina Marina presentano “Love Manifesto”, una performance che prende le mosse dal "Manifesto per la vita di un artista" di Marina Abramović, e rappresenta una loro dichiarazione sull'amore, sui principi delle relazioni basate sulla fiducia, sulla comunicazione e sul rispetto. Gli artisti devono esprimere quello che accade nel mondo, creando un "Manifesto" in un momento storico nel quale è ormai necessario e urgente un cambiamento nella società, per creare ponti tra le persone. Per fare questo, le due attrici si mettono in discussione lavorando sul proprio vissuto e associandolo a testi come “L’amante” e “La malattia della morte” di Marguerite Duras, opere che ci interrogano sulla complessità dell’esistenza, "Passionnement", poesia dello scrittore surrealista e dadaista Gherasim Luca e suo manifesto linguistico, ai quali si aggiunge il lavoro fotografico "The Mask Series”, maschere in evoluzione di Saul Steinberg coreografate da Inge Morath, che nascondono l'identità dei loro soggetti dietro facciate stravaganti, trasformando le fotografie nel loro manifesto sulla società del sogno americano degli anni '50.
Ioana Alexandrina Marina è attrice professionista e artista performativa, con oltre due decenni di esperienza presso il Teatro “Andrei Muresanu” di Sfantu Gheorghe, Romania, durante i quali ha interpretato oltre 30 ruoli. Ha diretto, inoltre, spettacoli teatrali per bambini e corsi di recitazione alla Arts High School di Sfantu Gheorghe.
Maria Irina Pandrea, attrice, si è esibita in diversi contesti teatrali, sia in Romania che all’estero, ha partecipato a diversi Festival e nel 2024 si è aggiudicata il Premio come Migliore Attrice per la sua interpretazione in ”0 grade cu SOARE” al Bucharest Fringe Festival.
“Caleidoscopi” è il progetto di Residenze Artistiche di Astràgali Teatro sostenuto da “Residenze per Artisti nei territori” edizione 2025-2027 del Ministero della Cultura e dalla Regione Puglia.
Ingresso gratuito, per maggiori info: tel. 389.2105991 mail:

Astràgali Teatro dà ufficialmente il via a “Caleidoscopi”, il nuovo progetto di Residenze Artistiche in cui, da gennaio a marzo, attori e attrici invitati dall’Italia e dall’estero hanno l’occasione di approfondire la loro poetica e la loro traiettoria artistica in un percorso di ricerca in relazione con la comunità, restituendole un performance finale dalle modalità innovative ed originali.
Leggi tutto: Parte “Caleidoscopi”, il nuovo ciclo di residenze artistiche di Astràgali Teatro
Palagiano. Domenica 11 gennaio 2026 da Palagiano andrà in onda su Canale 5, con inizio alle ore 10,55, la trasmissione televisiva Melaverde, prodotta da Giacomo Tiraboschi, e voluta nel 2011 dall’allora sindaco Rocco Ressa e dalla sua amministrazione per promuovere a livello nazionale gli agrumi.
Leggi tutto: Gli agrumi di Palagiano protagonisti su Canale 5 domenica 11 gennaio 2026
Il Museo Civico di Arte Contemporanea “Luigi Lezzi” di San Cesario di Lecce apre al pubblico con un nuovo allestimento, curato dai direttori artistici Fabio Tolledi e Carmelo Cipriani. che raccoglie importanti opere di artisti contemporanei del territorio e nazionali.