Per accedere al percorso tra spettacoli, degustazioni, sfilate ed esibizioni degli artisti di strada bisognerà passare dal “Punto Dogana” per cambiare gli euro in ducati. Si passerà tra le residenze fortificate (il Castello dei Gambacorta e il Piccolo Palazzo Baronale), porte medievali, i fascinosi monasteri del centro storico, le chiese, i vicoli e le piazze del cuore antico del borgo. Quest’anno, oltre agli spettacoli itineranti, ci saranno tre diversi momenti dedicati alla danza e alla musica della tradizione popolare: il liscio, il folk e la chiusura dedicata alla pizzica dei ‘tarantolati’. Si attraverseranno otto porte e, lungo il percorso, si potranno visitare sette tra palazzi storici, chiese, monasteri e punti panoramici che affacciano sulla diga di Occhito e la Valle del Fortore. Nel percorrere le vie del borgo si potranno scoprire le vecchie botteghe di arti e mestieri, le mostre, i mercati, taverne e osterie, incontrando nobili e popolani, soldati e briganti.
Le strade saranno imbandierate con vessilli che mostrano lo stemma borbonico e quello della bandiera sabauda a significare, anche visivamente, il passaggio dal Regno delle Due Sicilie al Regno d’Italia. L’anno scorso, furono oltre cinquemila le persone che parteciparono alla rievocazione organizzata grazie all’impegno congiunto di Cavalieri del Borgo, Comune di Celenza Valfortore, Proloco, Fortorina, Archeoclub, Associazione Celenna e Parrocchia della Chiesa Madre. Con “Vivi il Borgo”, cittadini e visitatori si fanno avvolgere e coinvolgere da uno spettacolo di antichi costumi, musiche, sapori, cantando e ballando assieme ai gruppi folk che si esibiscono per strada e degustando le pietanze della tradizione nei punti ristoro del percorso rievocativo.
