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- By Giovanna Ciracì
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Appuntamento eccezionale, domenica 25 ottobre, alle ore 18.30, presso l’Auditorium della Scuola Musicale Comunale di Francavilla Fontana, della nona Stagione Artistica 2026 organizzata dall’Associazione A.Gi.Mus. di Francavilla Fontana e dall’Associazione Auditorium di Castellana Grotte, sotto la direzione artistica dei maestri Pierluigi Camicia e Antonio Curto, e dal Comune di Francavilla Fontana, con il Patrocinio del MIC, del MIM e della Scuola Musicale Comunale “Città di Francavilla Fontana”. In un evento assolutamente inedito, dal titolo “Dal solismo al Trio”, si susseguiranno ben tre momenti musicali diversi a cui daranno vita il pianista Michele Paliotti, il Duo Meraki e il Trio Spectrum.
Apre il concerto il pianista Michele Paliotti, il cui cammino artistico lo ha visto distinguersi in diversi concorsi di rilevanza nazionale e internazionale, intrecciando la ricerca concorsuale a un'intensa attività concertistica che lo ha portato ad amplificare la propria voce espressiva in manifestazioni di rilievo. All'impegno interpretativo affianca una poliedrica sensibilità analitica che lo ha condotto, tra l'altro, a far parte della giuria al I Concorso Nazionale per Bande Musicali di Mola di Bari. Insieme all'esplorazione del repertorio pianistico, coltiva con dedizione la via della composizione, integrando la lettura del testo scritto con la creazione di nuove trame sonore.
Si prosegue con il Duo Meraki, composto da Alessandra Simonetti, flauto traverso, e Benedetta Primiceri, arpa. Un'affermata realtà cameristica, la cui formazione trae il proprio nome dal termine greco meraki — l'atto di mettere anima, passione e cura in ciò che si fa —, filosofia che ne guida l'identità e la costante ricerca sonora. Il duo si è perfezionato in ambito cameristico con docenti di chiara fama e ha riscosso ampi consensi di critica e pubblico per la raffinata calibrazione delle sonorità e la profonda sinergia esecutiva. Proiettato verso una continua esplorazione musicale, il Duo Meraki propone un repertorio versatile: dalle pagine classiche e cameristiche, con particolare attenzione ad autori come Spohr e Ibert, fino a raffinati arrangiamenti di colonne sonore, brani tradizionali e musica pop.
Conclude la serata il Trio Spectrum, formato dai tre bajanisti Alfredo Barberio, Gabriele Caivano e Nicolas Lepore, che pone al centro del proprio progetto artistico la valorizzazione e la diffusione del Bayan, la fisarmonica cromatica a bottoni di tradizione russa. Attraverso le straordinarie ed eclettiche possibilità timbriche, polifoniche ed espressive di questo strumento, ancora da scoprire per il grande pubblico, l'ensemble offre una visione d'insieme affascinante e inaspettata. Il repertorio si muove con naturalezza tra la tradizione colta e la sperimentazione contemporanea: affianca brani originali per ensemble di bayan a raffinate trascrizioni dal repertorio classico arricchite dagli arrangiamenti curati dal M° Walter Di Girolamo, fino ad abbracciare il Novecento, la musica da film e l'avanguardia.
L’ingresso è libero con obbligo di prenotazione al seguente link:
https://forms.gle/CoZGnfmKxgo6LwJB8
Per info: www.agimusfrancavilla.com

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- By Franco Gigante
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Londra. Si intitola “Amateur” il decimo album di inediti di Cesare Cremonini, in uscita il 23 ottobre.
All’O2 Shepherd’s Bush Empire c’è stato l’esclusivo concerto per presentare in anteprima l’album: dopo gli stadi e i grandi spazi live, Cremonini ha scelto per una sola notte la dimensione raccolta dello storico teatro londinese, alla città in cui questo album è nato e, soprattutto, alla dimensione che più gli appartiene, quella del palco e della musica suonata dal vivo.
Con Cremonini è stato Donny McCaslin, straordinario sassofonista statunitense protagonista di “Blackstar”, l’ultimo album di David Bowie, che ha preso parte alla realizzazione del nuovo album “Amateur”; sul palco una formazione di musicisti italiani e internazionali per dare ancora più valore alla musica suonata dal vivo, da Zach Danziger (batteria) a Nicola ‘Ballo’ Balestri (basso), Alessandro Magnanini e Alessandro De Crescenzo (chitarre), Alessio Natalizia (polistrumentista), Leonardo Caligiuri (pianoforte e tastiere), Jury Magliolo e Gianluigi Fazio (cori); sezione fiati: Matt Roberts (tromba, flicorno e arrangiatore sezione fiati), James Copus (tromba e flicorno), Dan Higham (trombone), Simon Marsh (sax alto e flauto), Graeme Blevins (sax tenore e clarinetto), James Allsopp (sax baritono e clarinetto basso).
«Il palco mi deve far abbandonare in un luogo di travestimento e di teatro – ha confidato – Riesco a riconoscermi perché è una paura e il pubblico ti mette alla prova con l’amore per la vita e la realtà scompare: credo sia necessario trasformare la vita delle persone attraverso l’evento della musica. Passare dal palco alla gente senza filtri è un cordone culturale puro».
Cesare Cremonini sarà in tour da novembre ad Ancona, Bologna, Torino e Milano
“Amateur” segna un nuovo, netto capitolo nel percorso artistico di Cremonini: è stato scritto, suonato e registrato senza intelligenza artificiale.
«L'album è nato dall'esigenza e dalla sensazione che a volte nella vita, ma soprattutto in una carriera lunga come la mia, devi saper lasciare la presa e metterti in pericolo – ha osservato – Non che non l'abbia fatto in passato, ma questa volta era un po' come quando sei attaccato a una fune che sai che ti farà cadere in acqua anche se non sai nuotare».
L’album è stato anticipato da “Paparazzi”, brano adrenalinico che fatica a trovare riferimenti nella musica italiana attuale, unendo diversi linguaggi che non vengono semplicemente accostati, ma finiscono per generare qualcosa di estremo eppure fortemente immediato; Fabri Fibra entra con una sua strofa sulla parte strumentale, dando al brano una forma nuova rispetto al singolo già pubblicato.
«Questo brano ha quel suono ruvido e adrenalinico degli esordi, di una band uscita dalla periferia di Londra – ha puntualizzato – È il suono che avevo voglia di sentire accendendo la radio: ho cercato di crescere insieme alla mia musica e alla fine ho scoperto che il punto d’arrivo era godere della libertà di farla. Suonare dimenticandosi di sé, tornare esordienti, togliere la maschera dell’artista e della carriera così da potersi sorprendere».
Cesare Cremonini per la prima volta insieme a Salmo, nella title track di “Amateur”.
«A Londra Salmo è stato il mio angelo custode, è diventato il mio Virgilio: ogni selva oscura ha bisogno della sua guida e io ho trovato un amico – ha rivelato – Vorrei comunicare questo con il titolo “Amateur”: un gesto artistico, oltre che un album di canzoni».
Entra nel racconto del disco anche Malika Ayane che è in “Cose molto piccole”.
«Credo che oggi dovremmo tornare alle certezze, come la sensibilità – ha confessato – Viviamo in un tempo che esprime e ostenta fragilità continuamente e continuiamo a giudicarle e a raccontarle, ma occorre fare un passo in più: capire quale verità c'è lì dentro: è una riflessione che ci porta inevitabilmente a fare i conti con noi stessi».
Al fianco di Cremonini in “Amateur” compare Sig, il personaggio dal teschio dorato che accompagna visivamente il progetto, musicista e figura simbolica che incarna il ritorno al sound e all’attitudine delle band e il desiderio di scarnificare il suono e l’immagine del pop, liberandoli dal superfluo; la sua figura nasce dal cortocircuito tra morte e lusso, desiderio e rappresentazione, e guarda al celebre teschio di Damien Hirst, che trasforma un antico simbolo di mortalità in un oggetto abbagliante e seducente. Sig concentra così su di sé ciò che si accumula intorno alla musica e all’artista, lasciando a Cremonini la libertà di riportare al centro il suono.
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“Perché continuo ad amare chi mi fa soffrire?”, “Perché ho paura di essere lasciato?”, “Perché Dio tace quando ho più bisogno di Lui?”: sono alcune delle domande che molte persone si portano dentro, spesso senza riuscire a pronunciarle nemmeno davanti ai propri cari. E sono proprio questi interrogativi ad essere il cuore di Posso farti una domanda?, l’ultimo libro di don Cosimo Schena, sacerdote e psicologo clinico, il cui ricavato è devoluto all’associazione Il Muro Invisibile.
Il volume raccoglie cento domande e cento risposte sincere sulle difficoltà che spesso facciamo fatica a raccontare, ma il suo significato va oltre la pagina: restituisce un fenomeno sociale sempre più evidente, quello di persone che scelgono di scrivere le proprie paure in un messaggio, affidandole a una figura percepita come accessibile, autorevole e non giudicante.
Le domande raccolte nel libro nascono dall’ascolto e dalla vita quotidiana. Ci sono la paura di essere lasciati, gli amori che fanno soffrire, il perdono quando una ferita è ancora aperta. E poi il bisogno di ricominciare, la fatica di capire perché, a volte, ci si sente insoddisfatti anche dopo aver ottenuto ciò che si desiderava. A queste esperienze si intrecciano le domande della fede: il silenzio di Dio, la sofferenza, le preghiere che sembrano restare senza risposta. Il libro lascia spazio anche ai dubbi di chi continua ad avere fede pur attraversando un periodo difficile e di chi, al contrario, fatica a credere.
Non sono interrogativi astratti, sono il termometro di un disagio diffuso, fatto di solitudine emotiva, relazioni fragili, paura dell’abbandono e bisogno di essere ascoltati senza sentirsi giudicati.
Il dato più significativo è il canale da cui la maggior parte di queste domande arrivano: spesso i messaggi social. In una società iperconnessa, dove si condividono immagini, opinioni e momenti della propria giornata, molte persone trovano più facile scrivere una fragilità in privato che parlarne a voce. I social diventano così non soltanto uno strumento di comunicazione, ma un nuovo spazio di confronto personale: un luogo in cui si cerca non approvazione, ma una risposta umana.
Don Cosimo Schena incarna una figura inedita in questo scenario: sacerdote, psicologo clinico e comunicatore digitale, capace di parlare un linguaggio diretto, comprensibile a un pubblico ampio e trasversale, affronta ogni domanda con lo sguardo del sacerdote e dello psicologo, senza giudicare chi chiede e senza promettere soluzioni immediate. È il caso, ad esempio, della domanda 12, “Perché non riesco a lasciare andare?”:
«Don, posso chiederti una cosa?»
«Certo.»
«Perché una parte di me continua ad aspettare qualcosa che so essere finito?»
«Lasciare andare non è premere un interruttore. Quando una relazione, un progetto o una stagione termina, non perdi soltanto ciò che avevi. Perdi anche il futuro che avevi immaginato. Soffri per le conversazioni che non avrete, per la casa che non abiterete, per il figlio che avevi pensato, per la versione di te che esisteva dentro quel sogno. È un lutto reale anche se nessuno è morto.»
Psicologia e spiritualità entrano nel dialogo per aiutare il lettore a comprendere ciò che vive e a individuare un passo possibile. Il libro non si propone come un manuale di risposte definitive, né sostituisce un percorso psicologico professionale quando questo diventa necessario. È piuttosto un punto di partenza: può essere letto dall’inizio oppure aperto alla domanda che si sente più vicina. È pensato anche per chi ha qualcosa da chiedere, ma finora non ha trovato le parole o una persona a cui dirlo. “Ogni giorno arrivano messaggi che sembrano brevi, ma contengono vite intere. Se queste domande continuano ad arrivare, significa che esiste ancora il coraggio di chiedere aiuto. Il mio compito - sottolinea don Cosimo - non è dare risposte perfette, ma far capire che nessuno deve affrontare il proprio dolore da solo.”
Un aspetto centrale dell’iniziativa è la sua finalità solidale: il ricavato del libro è devoluto a Il Muro Invisibile, associazione di volontariato che si occupa di accompagnare le persone fragili attraverso progetti di accoglienza, solidarietà e reinserimento sociale.
Posso farti una domanda? è disponibile esclusivamente su Amazon.
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- By Grint
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Dopo il primo appuntamento con “Cultural Bridge”, il Festival del Belcanto prosegue il calendario di appuntamenti autunnali con un nuovo incontro dedicato alla grande musica. Il secondo appuntamento della stagione sarà con “Il raggiro di Don Pasquale”, in programma venerdì 23 ottobre alle ore 20:00 (ingresso ore 19:30) presso l’Auditorium Comunale “Giovanni Maria Sabino” di Turi (Ba).
Progetto di TeatrOpera, lo spettacolo propone una rivisitazione fresca e vivace del celebre capolavoro buffo di Gaetano Donizetti, “Don Pasquale”. Ideazione, testo e drammaturgia sono firmati da Maria Grazia Pani, mentre la regia è affidata a Domenico Colaianni. La formula, che alterna con equilibrio parti recitate e parti cantate, guida il pubblico alla scoperta di arie, duetti e terzetti attraverso la voce recitante di Aurilla Malatesta, personaggio di fantasia creato dalla stessa Pani.
In scena Donatella De Luca (Norina), Domenico Colaianni (Don Pasquale), Pasquale Greco (Malatesta), Peng Gaoxu (Ernesto) e Claudio Belviso (un notaio), con Barbara Rinero al pianoforte e Gilda L’Arab come attrice. Lo spettacolo, già proposto con grande successo nel settembre 2025, si svolge in forma semiscenica, con elementi di scena e costumi ideati da Maria Grazia Pani e Domenico Colaianni, per un’esperienza immersiva e coinvolgente.
“Il raggiro di Don Pasquale” si rivolge a un pubblico ampio e non solo agli appassionati di lirica: la sua drammaturgia agile e accessibile rende divertente e accattivante la musica di Donizetti anche per chi si avvicina per la prima volta all’opera. L’incontro, articolato in un atto unico della durata di circa un’ora e mezza senza intervallo, conferma la volontà del Festival del Belcanto di rendere la musica di qualità sempre più prossima alle comunità del territorio.
Promosso dall’Associazione Chi è di scena!? e con la direzione artistica del Maestro Ferdinando Redavid, l’evento si inserisce fra gli interventi finanziati con risorse del Fondo di Rotazione Regione Puglia, con il patrocinio del Comune di Turi, e con il sostegno dell’APS Cultura & Armonia e di Willy Green Technology. Tutte le informazioni sull’evento sono disponibili sui canali social ufficiali del Festival del Belcanto o contattando telefonicamente il numero 331.3460579. Ingresso libero su prenotazione.
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- By Grint
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Torna Oktobeer Pork B94, l’appuntamento autunnale del Birrificio B94 di Lecce (Rione Castromediano) che, per la sua quinta edizione, trasforma il piazzale del birrificio in una grande festa all’insegna della carne di maiale, della birra artigianale e della convivialità salentina. L’evento si svolgerà per quattro serate, da giovedì 29 ottobre a domenica 1° novembre 2026 dalle ore 19:30.
La formula consolidata delle scorse edizioni torna con un’offerta gastronomica interamente curata dalla TapRoom di B94, incentrata sulla carne di maiale e capace di unire street food, piatti della tradizione e novità della brace. La grande novità della quinta edizione è la brace con capocollo e salsiccia, che si affianca ai piatti ormai diventati simbolo dell’evento. Tra questi, la porchetta di Ariccia, servita sia nel panino sia al piatto: un “ponte gastronomico” tra il Salento e il Lazio che quest’anno arriva alla terza edizione. Torna inoltre il pulled pork preparato secondo la ricetta dello chef Alfredo De Luca, accanto al Birrificio B94 sin dalla prima edizione. A completare l’offerta, lo stand del fritto con patatine e pittule tradizionali, la focaccia tipo barese pensata anche per vegetariani e vegani e il tradizionale pasticciotto per chiudere la serata, da accompagnare con birra, amari nazionali o distillati locali.
Oktobeer Pork B94 si inserisce negli eventi salentini che rinnovano il rapporto con la tradizione, richiamando infatti le antiche fiere autunnali, occasioni per scambiare merci, fare provviste per l’inverno e ritrovarsi nella piazza del paese. Mercanti e contadini arrivavano spesso il giorno prima e trascorrevano la notte in accampamento, da quell’usanza nacque l’abitudine di cuocere un maiale in piazza, per rifocillarsi e mantenersi caldi. Oggi quella memoria diventa una festa moderna, tra birre artigianali, abbinamenti gastronomici, musica dal vivo e tavolate condivise: una rilettura contemporanea della cultura della festa popolare salentina.
Per tutta la durata dell’evento saranno ospiti le associazioni “25 Aprile Martano” e “Salento per la Palestina”, che distribuiranno materiale informativo e proporranno la vendita delle birre No Borders e Sarfeniska. Il 50% del ricavato della vendita di queste birre sarà devoluto a sostegno degli ospedali di Gaza.
Ogni serata avrà un’identità diversa. Giovedì 29 ottobre la musica sarà affidata a Tanino delli Carri con la sua fisarmonica. Venerdì 30 ottobre salgono sul palco Mr Green, D/Generator e Faugno, che registreranno 90 minuti di R&D Vibes Live Radio Show, seguiti da un DJ set reggae. Sabato 31 ottobre animeranno la serata il tamburello e la fisarmonica del Duo Pizzicato, mentre domenica 1° novembre la consolle sarà affidata a DJ Mattia Sorrento Irezumi.
La quinta edizione di Oktobeer Pork B94 si svolgerà dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, ogni sera dalle 19:30, nel piazzale del Birrificio B94 a Lecce (Rione Castromediano), con ingresso da via Leuca. L’evento è a ingresso libero e offre 300 posti a sedere coperti.
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Siracusa. Due storici esponenti dell’area Due Mari della Cia, entrambi originari di Castellaneta (Ta), sono stati insigniti di un particolare riconoscimento per la lunga militanza in occasione della sesta Festa Interregionale ANP-CIA tenutasi a Siracusa dal 14 al 18 ottobre.
Il conferimento dei premi speciali ad Antonio Perdicchia e Francesco "Franco" Lovece ha rappresentato uno dei momenti più significativi del convegno svoltosi sabato mattina nell’hotel Fontane Bianche.
L’evento di approfondimento, organizzato alla presenza del direttore nazionale Cia, Maurizio Scaccia, e dei vertici regionali di Cia Sicilia, era incentrato su temi cruciali quali aree interne, diritti, cultura, Pac e tutela del territorio.
L'iniziativa interregionale ha visto la partecipazione di centinaia di delegati provenienti da Sicilia, Calabria, Campania, Basilicata e Puglia, ponendo al centro dell'attenzione il valore dell'esperienza associativa e il presidio dei territori.
Antonio Perdicchia, classe 1940, salentino d'origine e castellanetano d'adozione, ha scelto negli anni la dedizione alla terra lasciando l'Italsider per coltivare i suoi ulivi e le sue viti a Castellaneta Marina. Colonna portante del Circolo Anp di Castellaneta, sempre attivo nelle rivendicazioni di categoria e nei momenti aggregativi, ha seguito i lavori congressuali da remoto in video call, ricevendo un sentito ringraziamento per la sua incrollabile tenacia.
Franco Lovece, invece, è un presidio autentico del centro storico di Castellaneta e un prezioso ambasciatore della passione contadina: affiancato dalla moglie nella vendita dei prodotti del proprio orto, è noto anche per la sua costante presenza in prima linea durante le manifestazioni organizzate in lungo e in largo dalla Cia. Manifestazioni che lo hanno visto più volte intercettato e intervistato in diretta dalle troupe di Rai, Sky e Mediaset.
Con questo doppio riconoscimento, per la Puglia quest'anno toccato per rotazione all'area Due Mari, la Cia celebra il valore della memoria storica e della dedizione alla terra, principi cardine su cui si fonda il futuro del comparto agricolo.
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