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Il Puglia Wine Festival - Festa del Vino e dei Sapori di Puglia cambia scenario e approda a Castellana Grotte (Ba), trasformando largo Portagrande e il centro storico in un palcoscenico unico dove il vino smette di essere bevanda e diventa esperienza sensoriale. Dopo sei edizioni, l’APS SensAzioni del Sud, con la direzione artistica di Core Live Show, sceglie per il 2026 una location inedita, che segna un nuovo capitolo nella storia dell’evento.
La settima edizione, in programma sabato 24 ottobre 2026 dalle ore 19.30 e domenica 25 ottobre dalle ore 11.00 a sera, propone un itinerario enogastronomico dedicato alle eccellenze della regione. Protagonisti assoluti saranno i grandi vitigni pugliesi: Primitivo, Negroamaro, Nero di Troia, insieme a bianchi, rosati e l’atteso vino Novello. Ad accompagnare le degustazioni, i piatti tipici della tradizione culinaria pugliese, in un connubio che celebra l’identità territoriale e sostiene produttori e artigiani locali.
“Portare il Puglia Wine Festival a Castellana Grotte significa aprire una nuova fase del nostro percorso, mantenendo intatta l’identità della manifestazione e, al tempo stesso, ampliandone le possibilità espressive. - dichiara il direttore artistico Gabriele Corianò - Il centro storico e largo Portagrande offriranno una cornice straordinaria per costruire un’esperienza immersiva, capace di unire il vino, la cucina, la musica e la cultura del territorio. Vogliamo che ogni visitatore non si limiti a degustare le eccellenze pugliesi, ma viva un viaggio tra sapori, suoni e tradizioni, in un’atmosfera di condivisione e festa. Questa settima edizione rappresenta per noi una sfida importante e siamo certi che Castellana Grotte saprà accogliere l’evento e accompagnarlo verso nuovi traguardi”.
Oltre al vino e alla gastronomia, grande protagonista sarà la musica, elemento che da sempre caratterizza il festival. Il centro storico di Castellana Grotte si trasformerà in un grande spazio di aggregazione culturale, dove cittadini e visitatori potranno vivere un’esperienza unica fatta di suoni, sapori e tradizioni.
La manifestazione gode del patrocinio della Presidenza del Consiglio della Regione Puglia, del Comune di Castellana Grotte, del Gal Sud Est Barese, della Camera di Commercio di Bari, della Confesercenti del Levante, ed è realizzata in collaborazione con la Proloco Castellana Grotte - Don Nicola Pellegrino. L’ingresso è libero, il programma dettagliato è disponibile sulle pagine social ufficiali e sul sito sensazionidelsud.it.
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- By Anna
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"SOTTOBOSCO"
è l'album d'esordio da solista della cantautrice e interprete VALERIA GRAZIANI
«Dodici brani tra fragilità, appartenenza e resistenza: un racconto personale e collettivo che dà voce a chi cresce lontano dalle luci della ribalta»
Disponibile in vinile e in digitale a partire dal 27 novembre
Lo stesso giorno verrà presentato in occasione del Superlocriø Festival di Lecce.
"Sottobosco" è l'album d'esordio da solista della cantautrice e interprete Valeria Graziani, il progetto è curato dall'etichetta discografica Il Cantautore Necessario e dalle edizioni Musica del Sud di Edoardo De Angelis e Francesco Giunta, disponibile in digitale a partire dal 27 novembre. La presentazione ufficiale del disco avverrà in occasione delSuperlocriø Festival il 27 Novembre presso il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce alle ore 21. Anticipato dal singolo "Denti di leone", disponibile dal 23 ottobre, il disco raccoglie dodici brani che affrontano temi quali la precarietà esistenziale, l'evoluzione delle relazioni, la perdita, l'autodeterminazione, intrecciando storie intime e sguardo sociale.
Il sottobosco diventa metafora suggestiva di chi vive e crea ai margini, custodendo la possibilità di germogliare anche nelle condizioni più difficili. Nella scrittura della cantautrice confluiscono le esperienze maturate tra canzone d'autore, jazz, teatro e narrazione, unite dall'attenzione alla parola e alle sue possibilità espressive.
"...Sottobosco è un modo di essere, è un mondo di esseri. Certi artisti, similmente alle piante che in esso trovano il luogo prediletto e il microclima ideale, vivono lontani dalle luci della ribalta. Su un lembo di terra, sotto le foglie d'inverno, germogliano. Si preparano alla fioritura che nessuno si aspetta. Certi artisti, se vuoi trovarli, devi cercarli tu... Questo discopotrebbe essere definito un concept non perché racconti una sola storia ma perché ogni brano illumina una zona diversa dello stesso terreno", spiega Valeria Graziani.
A tenere insieme le canzoni, quindi, è un terreno comune: il margine, la vulnerabilità e la capacità ostinata di restare saldi. "Daiquiri" racconta la precarietà economica, affettiva ed esistenziale di una generazione senza garanzie, che conserva la forza di ricominciare. "Tagliole per conigli" racconta l'autodeterminazione di chi è riuscito a prendere le distanze dalle insidie di un amore tossico, "Gli ombrelli di Poitiers" affida alla satira una critica alla mediocrità e al fascismo, confidando ottimisticamente nel rinsavimento del genere umano. In "Tramonto rosa", il racconto autobiografico di una separazione trova nell'ironia e nella lucidità una strada verso la consapevolezza di sé. Lo sguardo si allarga alla dimensione collettiva con "Paolo", canzone scelta fra oltre 1300 candidature da Musicultura Première 2026, ritratto di una generazione per cui l'emigrazione è insieme perdita e possibilità, e con "Parigi o cara" che ha risonanze emotive con il film di Vittorio Caprioli del 1962. Sia la canzone che il film prendono in prestito l'incipit del celebre duetto "Parigi o cara..." intonato nel terzo atto de La Traviata, creando un contrasto satirico con la trama dell'opera. Dietro la facciata seducente della grande città, affiorano solitudini e disillusioni. Il brano vede la partecipazione dell'artista Giuliana Paciolla. Manifesto politico e poetico dell'album, "Denti di leone" oppone al linguaggio del potere e alla logica del cinismo la letteratura, la naturalezza, la cortesia, il tempo condiviso e la bellezza delle cose che non generano profitto. Dentro un disco attraversato da conflitti e disincanto, "Intermezzo" apre una parentesi di pace: interpretata con l'artista Chiara Minaldi, racconta l'amore come incontro tra differenze da accogliere. "God Save the Queen" è una benedizione laica rivolta a una donna che cresce. Il brano non promette protezione dalle contraddizioni della vita ma celebra la libertà di attraversarle tutte. "Di mercoledì" magnifica il coraggio di una donna che decide di interrompere una relazione clandestina per abbracciare un'esistenza autentica. "Viola" è una canzone sull'assenza e sul tentativo "quasi" impossibile di renderla sopportabile. A chiudere il disco è "Dumani", su testo scritto in dialetto palermitano della poetessa e attivista Francesca Amato, interpretato insieme con l'artista Laura Mollica e suonato e arrangiato dal maestro Scipione Sangiovanni. Nato come dedica a una persona scomparsa, il brano assume nell'interpretazione di Valeria Graziani il valore di un hymne à l'amour per Palermo, città capace di tenere insieme assenza e presenza.
Prodotto da Valeria Graziani, "Sottobosco" è stato registrato e missato da Riccardo Piparo presso gli studi Indigo – Cantieri 51 Records di Palermo, tra l'estate e l'autunno del 2025. Il mastering, prodotto da Francesco Giunta, è stato effettuato da Fabio Ferri presso il Millenium Audio Recording Studio di Roma. Valeria Graziani firma tutti i brani, con l'eccezione del testo di "Dumani", scritto da Francesca Amato. Gli arrangiamenti sono frutto del lavoro sinergico tra la cantautrice e i musicisti coinvolti, mentre "Dumani" è stato suonato e arrangiato da Scipione Sangiovanni. All'identità sonora del disco contribuiscono Valeria Graziani alla voce e all'ukulele, Maurizio Crivello alla chitarra, Peppe Lana al pianoforte, Giulia Cusumano al violoncello e ai cori, Nicola Giammarinaro al clarinetto, Diego Tarantino al basso e al contrabbasso, Manfredi Crocivera alla batteria e Anthony Reina alle percussioni. Partecipano inoltre Chiara Minaldi in "Intermezzo", Laura Mollica in "Dumani", Arianna Paciolla con la voce di bambina in "God Save the Queen" e Giuliana Paciolla con la voce recitata in "Parigi o cara". Le fotografie sono di Giulia Parrinello, mentre il progetto grafico è firmato da Caterina Campilongo e Luca Capparelli di Officine Creative.
Valeria Graziani è una cantautrice e interprete la cui ricerca ruota attorno alla centralità della voce e della scrittura. Formatasi al CET – Centro Europeo di Toscolano, affianca al percorso artistico gli studi di Musicologia e l'approfondimento del jazz, della chanson e della canzone teatrale. Nel 2007 dà vita ai Frequenze Rétro, progetto acustico legato al jazz manouche e alla canzone d'autore. Nel 2015 è semifinalista al Premio Fabrizio De André, finalista regionale di Arezzo Wave e seconda classificata al Biella Festival. Nel 2017 pubblica "Nel cilindro di un mago", presentato all'Auditorium RAI di Palermo e seguito da oltre trenta concerti in Italia. Negli anni successivi partecipa a progetti dedicati a Gianmaria Testa e a Fabrizio De André; dal 2022 con le artiste Giulia Mei, Laura Mollica, Cecilia Pitino e Alessandra Ristuccia, è la voce de "La Buona Novella in siciliano", riadattamento in palermitano di Francesco Giunta dell'opera di Fabrizio De André, con la direzione artistica di Edoardo De Angelis e gli arrangiamenti di Alberto Laruccia, approdata al Festival di Segesta, dove registra il tutto esaurito.
Parallelamente lavora come voce narrante nel settore dell'audiolibro.
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- By Grint
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Dopo il successo degli appuntamenti estivi, il Festival del Belcanto torna a proporre al pubblico un nuovo calendario di appuntamenti autunnali e invernali, dedicati alla grande musica e all’incontro tra culture, linguaggi e tradizioni. Il primo appuntamento della nuova stagione sarà “Cultural Bridge”, in programma il 15 ottobre alle ore 20.00 presso il Teatro Rossini di Gioia del Colle (Ba).
Leggi tutto: “Cultural Bridge”: un ponte di musica tra Italia e Russia per il Festival del Belcanto
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- By Franco Gigante
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Milano – “Dilettevoli inedite eccedenze” è il titolo del nuovo album di Mina di dieci brani, in uscita il 9 ottobre.
«Volevamo fare un disco con belle canzoni, che suonasse bene e che non fosse uguale agli altri che stanno uscendo in questi mesi – ha precisato Massimiliano Pani, il figlio della cantante – Un disco di cover di Mina non è solo mai soltanto un elenco di successi ma grandi successi di alcuni pezzi che vuole portare al pubblico, vuole fare ascoltare perché secondo lei sono cose meravigliose non capite fino in fondo».
Il disco è il terzo volume della serie voluta da Mina per ospitare le perle da lei conservate in un cassetto, caratterizzate dall’aggettivo “inedite” proprio perché tutti i brani che raccoglie non sono mai stati fino ad oggi pubblicati su disco, con una piccola eccezione.
«Non ama il pezzo da Mina, cerca quello interessante, e il cambio di registro ne fa una grande interprete – ha rivelato Pani – Mina cerca di mettere dentro tante cose, diverse, magari che una parte di pubblico non andrebbe a comprare: il bello è la varietà dei suoi dischi».
“Dilettevoli inedite eccedenze” è una tracklist eterogenea composta in parte da registrazioni mai uscite dal “vault” della PDU e in parte registrate appositamente per questo album: una selezione originale e sorprendente, che ancora una volta mette in luce, oltre all’eccellenza vocale, una qualità mai abbastanza sottolineata, la curiosità e il desiderio di spaziare fra generi, stili e anche linguaggi che fanno di lei un’artista senza possibili paragoni.
«Mina gioca con i generi e gli stili musicali continua a ricordarci fino a che punto il talento e la libertà siano importanti per affermare la nostra identità – ha riflettuto Pani – È un modello di interprete per i musicisti come modello di coraggio e libertà per i ragazzi della generazione Z».
Grazie a lei, le cui scelte sono sempre state ispirate anche dall’affinità istintiva con le canzoni che ha vagliato e selezionato, il pubblico ha conosciuto e apprezzato sia i brani inediti, sia quelli, a volte molto famosi, ma spesso anche meno noti e selezionati per la loro qualità, non solo per la loro popolarità, che ha deciso di far suoi, includendoli nei suoi dischi.
«Lo strumento che ha lei è la voce, una dote usata con intelligenza – ha osservato Pani – La voce è l’unico strumento che non puoi imparare: ce l’hai, non c’è un canone preciso».
Come è ampiamente noto, nel corso di tutta la sua produzione discografica ha anche rivisitato, come si usa dire, i repertori della canzone italiana e internazionale, anche con album tematici dedicati a giganti come Lucio Battisti, Enzo Jannacci, Domenico Modugno, Beatles, Frank Sinatra; a questo lavoro di riscoperta e rivalutazione si è affiancata una costante attenzione verso brani inediti, spesso firmati da autori poco noti o del tutto sconosciuti, dando vita a un’attività minuziosa di ricerca e selezione che non ha uguali nella scena italiana.
«A lei interessa la parte emotiva delle canzoni che le devono arrivare alla pancia – ha ricordato – Fa il disco in un paio di pomeriggi, perché deve farlo: entra in punta di piedi in una canzone, cantandola e rispettandola, usando la voce come serve e dove serve, ed è uno strumento che usa a suo piacimento. Mina è l’unica artista che ascolta tutti perché sa che hanno una chance: ha cantato e ha saputo scegliere da sempre, il Battisti di “Insieme e “Amor mio” che ancora non cantava, il De Andrè di “La canzone di Marinella”, solo per citarne due. Si circonda di musicisti molto bravi che provengono dal jazz e che si sono messi al servizio di una Mina più pop».
«Ascoltando questa canzone già c’è tutto, tutto di Mina – ha sottolineato Massimiliano – Lei non fa che inventare, ogni volta, e anche questa canzone, ogni frase, perfino in ogni lettera dell’alfabeto, diventano sue, inimitabili».
Il disco contiene anche “A costo di morire” pubblicata da Fausto Leali a 45 giri nel 1980; la versione di Mina ha accompagnato il 1° marzo scorso a Milano la prima sfilata Armani dopo la scomparsa dello stilista.
«Mina e Armani sono due giganti: li accomuna l’aver fatto percorsi artistici personali e controcorrente – ha fatto notare Pani – Le scelte sempre coraggiose e di estrema qualità hanno permesso loro di creare un modo unico e alternativo di fare musica e moda».
Fra gli altri brani di “Dilettevoli inedite eccedenze” ci sono anche “Settembre” di Ivano Fossati, “La mia serenata” di Jimmy Fontana, “Yes I know my way” di Pino Daniele e “Eleanor rigby” dei Beatles.
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- By Giovanna Ciracì
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Riprende, dopo la pausa estiva, sabato 10 ottobre, alle ore 18.30, presso l’Auditorium della Scuola Musicale Comunale di Francavilla Fontana, la nona Stagione Artistica 2026 organizzata dall’Associazione A.Gi.Mus. di Francavilla Fontana e dall’Associazione Auditorium di Castellana Grotte, sotto la direzione artistica dei maestri Pierluigi Camicia e Antonio Curto, e dal Comune di Francavilla Fontana, con il Patrocinio del MIC, del MIM e della Scuola Musicale Comunale “Città di Francavilla Fontana”. Il nuovo appuntamento vede esibirsi il pianista ucraino Artem Stovbun nel concerto “Riflessi e Visioni”, basato su musiche di grandi compositori come Debussy, Mozart e Listz.
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- By Mario Battiston
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Love Ghost - pubblicano "Into the Woods / Something in the Water", singoli tratti dall'album "Thirteen"
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