Il testo della mozione, ispirato ai principi dell’iniziativa nazionale “Educare alle differenze”, richiama l’importanza di percorsi educativi fondati sul rispetto, sulla parità e sulla valorizzazione delle differenze come strumenti necessari per prevenire discriminazioni e violenza di genere.

La mozione fa riferimento al quadro normativo internazionale, a partire dalla Convenzione di Istanbul ratificata dall’Italia nel 2013, che riconosce la necessità di contrastare stereotipi e disuguaglianze di genere attraverso politiche educative. Vengono richiamati inoltre gli standard dell’OMS, le linee guida UNESCO, le strategie europee sulla salute sessuale e riproduttiva e gli Obiettivi dell’Agenda 2030, che indicano l’educazione sessuale come strumento fondamentale per promuovere rispetto, consapevolezza, pari opportunità e prevenzione della violenza.

Il Sindaco Francesco De Carlo ha espresso pieno sostegno alla mozione: «La nostra comunità ha il dovere di difendere la scuola pubblica e il suo ruolo fondamentale nella formazione delle nuove generazioni. Limitare l’educazione al rispetto, alla parità e al consenso significa indebolire gli strumenti più efficaci che abbiamo per prevenire la violenza di genere e ogni forma di discriminazione. Alberobello sceglie con chiarezza da che parte stare: dalla parte dei diritti, della libertà e della crescita culturale delle nostre ragazze, dei nostri ragazzi e di tutta la Comunità.»

Il Consiglio ha sottolineato come l’educazione affettiva, sessuale, di genere e alle differenze rappresenti un presidio essenziale di prevenzione primaria contro la violenza di genere, fenomeno che nel 2024 ha registrato su base nazionale un femminicidio ogni tre giorni, e di contrasto a discriminazioni e pregiudizi verso persone LGBTQIA+.

L’Assise ha espresso forte preoccupazione per gli effetti del DDL 2423, che:

  • vieta nelle scuole dell’infanzia e primarie progetti volti a prevenire la violenza e a decostruire stereotipi di genere;
  • introduce l’obbligo di consenso informato per attività di educazione sessuo-affettiva nelle scuole secondarie;
  • limita di fatto la libertà di affrontare a scuola temi legati alla sessualità, al rispetto e al consenso.

Secondo la mozione approvata, tali misure costituirebbero una grave compressione della libertà di insegnamento, dell’autonomia scolastica e della funzione civica della scuola pubblica, con il rischio di aumentare le disuguaglianze territoriali e sociali e di penalizzare in particolare studentesse e studenti che già vivono situazioni di fragilità o discriminazione.

L’Assessora alle Pari Opportunità, Valentina Liuzzi, ha concluso: «Il DDL Valditara minaccia di riportare indietro decenni di battaglie per l’uguaglianza. L’educazione sessuo-affettiva non è un’ideologia, ma un percorso educativo basato su evidenze scientifiche e sul rispetto della dignità di tutte le persone. I dati sulla violenza di genere e sulle discriminazioni ci dicono che non possiamo permetterci arretramenti. Siamo orgogliosi che Alberobello si unisca alle tante realtà che, in tutta Italia, stanno difendendo il diritto delle nuove generazioni a crescere libere, consapevoli e tutelate.»

Con il voto favorevole alla mozione, il Consiglio comunale:

  • esprime la totale contrarietà al DDL Valditara e ne chiede l’immediato ritiro;
  • sostiene le mobilitazioni promosse dal mondo della scuola, dei servizi e dell’associazionismo;
  • ribadisce il valore della scuola pubblica come luogo di formazione alla cittadinanza, al rispetto e all’uguaglianza;
  • sostiene i progetti educativi già in essere nelle scuole del territorio e ne difende la continuità;
  • invita il Presidente del Consiglio, Carmine Tinelli, nel proporre all’ANCI una presa di posizione netta e un incontro con il Ministero competente;
  • chiede ai parlamentari del territorio di attivarsi per il ritiro del disegno di legge;
  • dispone l’invio della mozione al Presidente della Repubblica, al Governo, ai gruppi parlamentari, alla Regione, alla Provincia e alle dirigenze scolastiche del territorio.

Il Comune di Alberobello, guidato dall’esecutivo De Carlo, conferma così il proprio impegno nel promuovere politiche educative inclusive, rispettose delle differenze e orientate alla prevenzione della violenza di genere e di ogni forma di discriminazione.