Il tuo romanzo nasce in italiano. Perché hai scelto di riscriverlo in francese?
Il francese non è una lingua qualsiasi per me. È la mia seconda lingua, quella che ho vissuto per dieci anni a Losanna, tra università e lavoro come assistente e ricercatore in letteratura italiana. Mi sono laureato anche in francese moderno, ed è una lingua che sento profondamente mia.
A un certo punto ho sentito che questa storia poteva esistere anche lì, in un altro respiro. Non è stata una scelta strategica, ma una necessità. Il francese ha una musicalità diversa, più trattenuta, più lucida, e mi sembrava il luogo giusto per far emergere alcune tensioni del testo.
Quanto ha influito Parigi nella costruzione del romanzo?
Moltissimo. Una parte importante della storia si svolge a Parigi, una città che conosco bene e che ho attraversato molte volte. Parigi ha qualcosa di unico: è allo stesso tempo reale e simbolica.
Da un lato è concreta, quotidiana; dall’altro è una città profondamente letteraria. In questo senso mi sono lasciato ispirare da due figure molto diverse ma per me fondamentali: Baudelaire e Houellebecq, soprattutto nella sua dimensione poetica.
C’è in entrambi una tensione tra bellezza e disagio che sento molto vicina.
Di cosa parla il romanzo?
È la storia di un ragazzo che attraversa l’adolescenza segnato dalla perdita e dal conflitto: la morte della madre, un rapporto difficile con il padre, l’isolamento. In questo contesto nasce il diario. All’inizio è uno sfogo, un modo per sopravvivere. Scrivere serve a mettere ordine, a capire il presente, a non perdersi. Ma a un certo punto accade qualcosa: la scrittura cambia natura. Se il diario è uno strumento per orientarsi, la poesia diventa qualcos’altro.
Per me la poesia è una forma di spiritualità.
È un modo per entrare in contatto con qualcosa di più sottile, con energie, presenze, livelli di realtà che non sono immediatamente visibili. Il protagonista cresce, diventa uno scrittore, costruisce una vita. Ma la vita lo mette di nuovo alla prova: nuove perdite, nuove fratture, una crisi profonda. E allora torna a scrivere, a cercare, a interrogarsi. È una storia dura, ma è anche una storia di trasformazione.
Cosa cambia scrivendo in francese rispetto all’italiano?
Cambia il ritmo, prima di tutto. Ogni lingua ha un suo battito. L’italiano tende a una continuità più melodica, più avvolgente. Il francese invece introduce una distanza diversa, una precisione più tagliente, quasi analitica.
Scrivere in francese mi ha costretto a togliere, a essenzializzare. Alcune immagini sono diventate più nette, alcune pause più evidenti. Non è una perdita, è una trasformazione.
Possiamo parlare di traduzione?
No, non è una traduzione. È una riscrittura. Ogni lingua impone le sue leggi, il suo ritmo, il suo modo di pensare. Non si tratta di trasportare un testo, ma di farlo rinascere in un’altra forma.
La storia resta, ma cambia il modo in cui respira, e diverse situazioni le mie scelte lessicali portano altre sfumature, aprono altri scenari.
Cosa rappresenta per te questa versione francese?
Rappresenta un ritorno. È la lingua in cui ho studiato, lavorato, vissuto per anni. Ma è anche una lingua che mi permette di avvicinarmi alla poesia in modo diverso, forse più essenziale, più esposto. È come guardare la stessa storia da un’altra prospettiva.
Cosa rimane invariato, attraversando le lingue?
La necessità di scrivere. Il bisogno di dare forma a ciò che altrimenti resterebbe indistinto: il dolore, la memoria, il tempo che passa. È lo stesso principio che attraversa tutta la trilogia: il diario come spazio per orientarsi, la poesia come ricerca di senso, e infine la domanda più ampia su cosa significhi restare umani, anche in un mondo che cambia.
Questo articolo fa parte di un percorso legato alla trilogia diaristica che si completerà il 30 aprile 2026 con l’uscita di “Quando il cielo collassa”, romanzo che interroga il rapporto tra memoria umana e intelligenza artificiale.
La versione francese del romanzo, Ce qui reste, è disponibile in formato cartaceo e digitale. Il volume costituisce il secondo movimento della trilogia diaristica che si completerà il 30 aprile con l’uscita di Quando il cielo collassa.
Maggiori informazioni e acquisto: https://www.amazon.it/dp/B0GTL6H7NB
Biografia autore
Max Deste è scrittore e cantautore svizzero. Laureato in Letteratura italiana all’Università di Losanna, è stato assistente e ricercatore per il Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica, occupandosi della forma-romanzo tra Otto e Novecento, con particolare attenzione alla dimensione metatestuale e metaletteraria.
Vive in Ticino, dove insegna italiano e storia e segue docenti in formazione come docente di pratica professionale (DPP). Ha ideato e coordinato progetti interdisciplinari in ambito teatrale, mediatico e formativo, tra cui il percorso “Il diario come rimedio al disagio”.
È autore della trilogia diaristica composta da Il desiderio di cadere (2022), Lasciare andare (2024) — riscritto in inglese con il titolo “What I Could Not Leave Behind” (2026) e in francese con il titolo “Ce qui reste” (2026) — e Quando il cielo collassa (2026). Nei suoi romanzi il diario evolve da rito di trasformazione personale a spazio poetico di crescita, fino a diventare, nel terzo volume, memoria affidata a un’intelligenza artificiale chiamata a custodire la storia dell’uomo.
Parallelamente è attivo come cantautore: dal 2013 ha pubblicato cinque album solisti. Il progetto musicale in tre atti Il poco che basta (2026–2027) dialoga con la sua ricerca narrativa sui temi dell’identità, della memoria e del rapporto tra umano e tecnologia.
Scrive e canta principalmente in italiano, integrando nelle sue opere elementi plurilingui (inglese, francese, spagnolo).
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BIBLIOGRAFIA
Narrativa recente
- Quando il cielo collassa (Romanzo, 2026)
- Ce qui reste (Récit en vers, 2026)
- What I Could Not Leave Behind: A Narrative Poem in Seven Chapters (Narrative poem, 2026)
- Lasciare andare (Romanzo in versi, 2024)
- Il desiderio di cadere (Romanzo, 2022)
Narrativa precedente
- Segui il tuo respiro (Romanzo, 2017)
- Show Surprise (Romanzo, 2013)
Altre opere
- Singolarità (Racconti, 2027)
- Il tempo che resta (Romanzo in versi, 2027)
- Soldi (Pièce teatrale, DVD, 2012)
- Le metamorfosi (Trilogia teatrale, 2008–2011)
- I giochi pubblici nella Roma imperiale (Saggio storico-pedagogico-didattico, 2007)
- Chiarori in una notte senza stelle (Raccolta di poesie, 2006)
- Una lettura di Fontamara (Saggio letterario, 2004)
Mettere prima la trilogia diaristica è fondamentale.
DISCOGRAFIA
. Il poco che basta (album), atto III, superamento (2027)
. Il poco che basta (album), atto II, integrazione (2027)
. Il poco che basta (album), atto I, adattamento (2026)
. Scrollare stanca (singolo, 2024)
. Omaggio al poeta (Album, 2023)
. Cose che cambiano (singolo, 2023)
. The clouds appear so dark (singolo, 2022)
. Innesca la felicità (singolo, 2021)
. Antidoto 21 (Ep, 2021)
. Ho fiducia in te (singolo, 2021)
. Qualcosa di magico (singolo, 2020)
. Dolce far niente (singolo, 2020)
. Chiaroscuro (singolo, 2019)
. Ok Silenzio (album, 2018)
. Dove finisce il giorno (singolo, 2018)
. Ancora estate (singolo, 2018)
. Danzare tra le nuvole (singolo, 2018)
. Segui il tuo respiro (reading musicale live, 2017-2018)
. Show Surprise (reading musicale live, 2013-14)
. Il tuo cigno è morto (Ep, 2013)
. Neverdie (Ep, 2013)
. We are the same (singolo, 2013)
. Corpi violati (singolo, 2013)
. Rumore primo (Colonna sonora teatrale, 2011)
. Solitaire (Ep, 2009)
. Borderline (Album, 2008)