๐๐ง ๐๐๐ง๐๐ญ๐จ approda il disegno di legge che introduce lโidentificazione obbligatoria dei cadaveri senza nome, con procedure standard, tempi definiti e un sistema nazionale per il riconoscimento dei resti umani. La proposta รจ firmata dalle senatrici a vita Elena Cattaneo e Liliana Segre e dal senatore Ivan Scalfarotto. Il nodo centrale รจ superare un limite da tempo segnalato dagli esperti: lโidentificazione dei corpi non dovrebbe dipendere solo dallโapertura di un procedimento penale. Il ddl punta infatti a trasformare lโidentificazione in una procedura autonoma e doverosa, attivabile anche fuori da unโinchiesta giudiziaria. Un cambio di impostazione che sposta il tema dal solo piano investigativo a quello dei diritti, della dignitร della persona e del dovere delle istituzioni di restituire un nome ai corpi senza identitร . Nel dibattito sul tema viene inoltre riconosciuto il contributo della professoressa Cristina Cattaneo, ordinario di medicina legale presso l'Universitร di Milano, che negli anni ha mantenuto alta lโattenzione scientifica e pubblica sulla sorte dei corpi non identificati.
Alla base della proposta cโรจ un principio chiaro: nessuno dovrebbe restare senza nome, neppure dopo la morte. Per questo lโidentificazione viene indicata come un obbligo civile e istituzionale, con effetti diretti anche per i familiari delle persone scomparse. Tra i professionisti che da anni sottlineano il rispetto di migliori pratiche nell'identificazione umana forense, persino attraverso la petizione n. 0418 del 2017 all'UE, cโรจ il professor Emilio Nuzzolese, odontologo forense impegnato sul tema dellโidentificazione umana e dei diritti dei corpi senza nome. Nuzzolese ha piรน volte evidenziato la necessitร di distinguere lโautopsia identificativa da quella giudiziaria, perchรฉ si tratta di strumenti diversi per funzione e finalitร .
Uno dei punti chiave del disegno di legge riguarda i tempi. Dopo la denuncia, lโautoritร competente dovrebbe raccogliere entro 30 giorni i campioni biologici per il DNA, le immagini fotografiche, i dati odontologici, le informazioni cliniche e ogni altro elemento utile allโidentificazione. I dati dovrebbero poi confluire nel Sistema Informativo Ricerca Scomparsi. La scheda ante mortem verrebbe trasmessa alla polizia scientifica o al reparto competente dei Carabinieri, mentre lโinserimento nelle banche dati nazionali dovrebbe avvenire entro 90 giorni.
Il testo si muove lungo direttrici precise: obbligo di identificazione anche fuori dal procedimento penale, standardizzazione delle procedure, banca dati nazionale interoperabile con i registri europei e maggiore coordinamento tra autoritร pubbliche, forze di polizia e strutture tecniche.
Per gli esperti, una riforma di questo tipo rappresenterebbe un passaggio di civiltร giuridica. Stabilire che la tutela della persona non cessi con la morte significa affermare che anche lโassenza di un nome impone allo Stato un dovere di ricerca, accertamento e riconoscimento.
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Attivista per i diritti umani dei corpi senza nome, responsabile del LIPOF, laboratorio di ricerca nellโidentificazione e nellโodontologia forense, professore associato di medicina legale presso lโUniversitร di Torino e Giudice Onorario minorile nel triennio 2023-2025.
ร noto per la promozione, in ambito nazionale e internazionale, dellโautopsia odontoiatrica come strumento essenziale per lโidentificazione umana. Dal 2009 collabora come volontario con lโassociazione Penelope e ha contribuito alla costituzione di realtร di volontariato: Dental Team DVI Europe e Odontologia Forense per i Diritti Umani, AFOHR.
La sua attivitร scientifica riguarda anche le valutazioni medico-legali per i minori stranieri non accompagnati e il contrasto del maltrattamento e della trascuratezza dentale nei minori.
Nel 2025 รจ stato incluso tra gli studiosi del settore forense piรน citati a livello internazionale, rientrando nel top 2% degli scienziati piรน citati, ed รจ componente dei comitati editoriali di diverse riviste scientifiche, tra cui Forensic Science Research.