{affiliatetextads 1,,_plugin}Quasi a conferma, è arrivato ora questo sbarco. L’oscuro traffico di uomini, rientra nello stesso ambito. Disperati in fuga dalle loro terre di origine, che si affidano a criminali senza scrupoli, i quali vi lucrano sopra chiedendo migliaia di euro per il trasporto. Si presume che in questo caso gli scafisti siano partiti dall’Albania, lasciando ben ventisei persone, fra uomini, donne e bambini, identificate questa mattina come iraniani ed iracheni. I profughi sono stati rintracciati nei dintorni di Porto Badisco, nota località marittima che sorge a metà strada fra Otranto e Santa Cesarea Terme, presumibilmente appena arrivati. Nel punto in questione le coste italiana e albanese sono particolarmente vicine e la traversata, seguita da una fuga repentina, richiede poco tempo. Gli extracomunitari avevano addosso ancora gli indumenti bagnati e stavano cercando di spingersi nell’entroterra. Si erano divisi in gruppetti. Alcuni erano ancora sulla litoranea, altri già nelle campagne. Di solito, per loro, il Salento è solo una delle tappe, nella lunga traversata fra continenti. La meta quasi sempre è il Nord Europa.

L’operazione è stata coordinata dai carabinieri della stazione di Otranto, con il nucleo operativo radiomobile di Maglie. I ventisei erano tutti sprovvisti di documenti. Ventuno sono adulti (due le donne), cinque i minori (quattro, praticamente, bambini). I militari sono stati coadiuvati dal personale del 118, dalla guardia costiera di Otranto e dai volontari della comunità “Agimi euro giovani” di Maglie, un’associazione che si occupa di scambi interculturali e promozione umana. Hanno dato assistenza agli extracomunitari presso la compagnia di Maglie, in attesa di accompagnarli nii centri di accoglienza indicati dalla questura di Lecce. Chi li ha traghettati è comunque riuscito a fuggire.
<
(C) www.lecceprima.it