Il 26 Febbraio vengono trasmessi agli odontoiatri i suggerimenti pratici da associazioni di categoria e dalla commissione albo odontoiatri della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici. Gli studi odontoiatrici non hanno avuto - ad oggi - indicazioni circa l'obbligo di chiusura ma sono chiare le istruzioni sulla necessità di ridurre le visite ai soli trattamenti odontoiatrici non differibili e urgenti, anche se tanti odontoiatri hanno scelto di chiudere lo studio professionale, almeno fino al 3 Aprile.

L'OMS ha dichiarato 7 giorni fa il corona virus pandemia. Come naturale conseguenza ogni rapporto medico-paziente assume una nuova connotazione. Ad esempio le prestazioni odontoiatriche ambulatoriali di pazienti asintomatici e con urgenze non differibili, potrebbero concorrere ad un incontrollato contenimento della pandemia. Sono oltre 50mila i dentisti liberi professionisti in Italia e solo la metà di essi è iscritto ad un'associazione di tipo sindacale che possa fornire suggerimenti e raccomandazioni operative nell'ambito dell'emergenza da covid19. Ma il cittadino paziente di un odontoiatra, come viene tutelato? Così il dottor Emilio Nuzzolese, una delle eminenze della professione odontoiatrica nella odontoiatria forense, ha scritto al dott. Filippo Anelli, presidente nazionale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, al Sindaco di Bari Antonio De Caro e al Governatore della Regione Puglia Michele Emiliano, per chiedere di valutare l’attivazione di una Unità di Crisi oppure Gruppo di Lavoro composta da consiglieri dell’Ordine e da esperti per quanto riguarda il controllo e monitoraggio della medicina e odontoiatria privata, anche nella prospettiva di un prosieguo temporale delle attuali restrizioni e di richieste di sostegno da parte dei colleghi in difficoltà.

Secondo Nuzzolese la tutela della Salute pubblica in questa emergenza non può prescindere anche da misure destinate alla sanità privata, con un coordinamento congiunto delle iniziative tra SSN e Ordine professionale provinciale. Le iniziative mediche e odontoiatriche private non possono essere più lasciate alla libera interpretazione delle norme e all'assenza di controllo. Nuzzolese sottolinea come “l'Ordine dei medici è ente sussidiario e non più ausiliario dello Stato, con un incremento delle responsabilità come anche delle autonomie decisionali e operative, soprattutto in questioni di tutela della sanità pubblica come questa pandemia da nuovo corona virus oltre che nella rappresentanza apicale della professione odontoiatrica che è quasi completamente privata”.

“Lo scorso 8 marzo – continua il dott. Nuzzolese - dopo numerose richieste dei colleghi e con spirito collaborativo, avevo sollecitato la Commissione Albo Odontoiatri dell’Ordine dei Medici di Bari, di cui io stesso componente, a convocarsi urgentemente in videoconferenza per valutare misure di prevenzione e contenimento del contagio nell’ambito degli studi odontoiatrici privati, anche nella prospettiva di quelle restrizioni che poi sono state effettivamente introdotte l'11 marzo. L’annuncio della pandemia del Covid19 da parte della Organizzazione Mondiale della Sanità, mi ha indotto a insistere sulla necessità di costituire senza ulteriori ritardi, in seno all’Ordine dei Medici di Bari, una unità di crisi o un gruppo di lavoro di consiglieri odontoiatri ed esperti, fiducioso della fattività del dottor Anelli e dell’enorme impegno e lungimiranza dimostrata dal Governatore Emiliano e dal Sindaco De Caro nel proteggere e tutelare la salute dei cittadini pugliesi. Sarebbe opportuno anche iniziare a fare uno screening degli odontoiatri eventualmente esposti".

La lettera è stata inviata oggi. Vi terremo aggiornati, anche in caso di mancato riscontro da parte delle Istituzioni.  Ricordate di stare a casa e di uscire sono nei casi strettamente necessari seguendo le prescrizioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e le indicazioni del Vademecum del Ministero della Salute.

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