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Bari 20 Settembre 2020 | Sono stati 640 gli odontoiatri (il 47% circa dell'elettorato) che hanno votato nei tre giorni 18, 19, e 20 settembre, di assemblea elettiva presso l'Ordine dei Medici di Bari. Una elezione svoltasi in presenza, con la massima protezione e sicurezza, e senza alcun incidente di percorso. Ha raggiunto la maggioranza (47,8%) delle preferenze la lista "uniti per la professione" proposta dalle associazioni sindacali AIO (associazione italiana odontoiatri), ANDI (associazione nazionale dentisti italiani) e SUSO (sindacato unitario specialità ortodonzia). La lista "andiamoinordine" ha ricevuto il 34,4% di sostegno elettorale e il candidato presidente CAO della lista Emilio Nuzzolese è risultato primo dei non eletti con 249 preferenze. Gli indecisi che però hanno votato in modo misto, valutando quindi i candidati e non le liste, sono stati il 15,6%. Sono state 20 le schede nulle o bianche.

Si è trattato di un risultato tutt'affatto che prevedibile, nononstante la coalizione di ben tre sigle sindacali, che proprio per non perdere i ruoli sindacali dei propri dirigenti anche nel consiglio dell'Ordine dei Medici, hanno svolto una campagna elettorale molto esasperante ed aggressiva verso i propri iscritti, al punto da recupare ogni elettore possibile. Una diversa affluenza avrebbe visto prevalere la lista andianoinordine.

Sostanziali le differenze tra le due liste e non già solo per i candidati, ma proprio per le finalità, i contenuti e i modi con cui rappresentare la categoria all'interno di un organo istituzionale, quale l'Ordine dei Medici. La lista siancale AIO-ANDI-SUSO ha prospettato "promesse" di borse di studio, obiettivi di tutela sindacale delle professione dopo aver concorso alla confusione sulle autorizzazioni degli studi odontoiatrici (che cela ben altre finalità), attraverso un decalogo di "traguardi" così astratti che ci si dovrebbe chiedere come mai non siano stati ancora raggiunti, considerati i numerosi mandati già svolti. 

Il programma di quattordici traguardi della lista ANDIAMOINORDINE proponeva servizi, progetti e iniziative in favore di tutti gli iscritti odontoiatri e partiva, invece, proprio dal codice di deOntologia medica, in particolare gli aticoli 54, 55, e 56, e dalla Legge n. 3/2018 che prevede una nuova veste istituzionale della CAO, che dovrà rappresentare la categoria in tutte le sedi istituzionali, ma senza alcuna rappresentanza sindacale.

Emilio Nuzzolese, consigliere CAO uscente, commenta così l'esito della voto "..da ricercatore universitario trovo molto interessante analizzare l'esito di questa votazione proprio per l'ampio campione. Quasi il 50% dei colleghi ha votato quanto è stato indicato dai propri sindacati dentali di appartenenza, ritenendo - evidentemente in buona fede - di fare la scelta più giusta per la professione. E' comprensibile questo errore di valutazione, atteso che nei tre giorni di compeitizione elettorale ho potuto constatare personalmente il preoccupante basso livello di conoscenze giuridiche di quei dirigenti sindacali che hanno accettato un confronto estemporeneo, e l'ottusità di altri dirigenti sindacali che non hanno neanche provato a confrontarsi, dimenticando di essere in una compezione ma tra colleghi operatori sanitari e non in altre elezioni politiche. Ebbene, è emersa confusione sulle funzioni, finalità e numero di consiglieri odontoiatri all'interno del consiglio dell'ordine, sulle leggi istitutive, sul significato e necessaria imparzialità di una valutazione disciplinare, fino ad arrivare persino a dichiarare che le associazioni sindacali non sono sindacati ma associazioni di categoria. Alla luce di questo, si può intrepretare molto bene il voto di quei 306 odontoiatri che hanno erroneamente confuso il ruolo ordinsitico dal ruolo sindacale, perché messi nella condizione di considerare quest'ultimo un valore aggiunto piuttosto che un pericoloso condizionamento che allontana dal vero traguardo di tutela della categoria, quello sia ordinistico che sindacale, ma su fronti distinti e non già sovrapposti.  

Nuzzolese aggiunge "..se nell'analisi del voto consideriamo il 34,4% dei colleghi che hanno, invece, scelto la nostra lista sulla base di un autentico programma e non già una miope imposizione associativa, e lo sommiamo al 15,6% dei colleghi indecisi che hanno votato i candidati e non le liste, possiamo concludere che la metà dei colleghi ha la capità di una più attenta analisi prima di una scelta superificale o quanto meno non consapevole. Ecco pechè sono ottimista al 50% e preoccupato per l'altro 50%, perché attraverso una metafora, se un bambino ha la febbre a 38,5° non lo faccio visitare dallo psichiatra ma dal pediatra. Ringrazio i candidati Chiara Marini, Giuseppe Giorgio, Simone Vurro e Francesco Santro, il nostro Presidente Graziano Giorgini, gli amici e tutti i duecentocinquanta colleghi che credono nel rinnovamento e nella necessità di un ricambio. Auguro naturalmente buon lavoro ai nuovi consiglieri Cavalcanti, Causo e Ferrero restando a disposizione con le mie competenze ed esperienze giuridiche e medicolegali, considerato che tutte le proposte del nostro programma saranno comunque trasmette formalmente al Consiglio dellìOrdine dei Medici affinché siano valute nella loro eventuale applicazione e realizzazione. Sarà questa l'occasione per verificare se la paventata "unione" della categoria sia stata solo una scelta pre-elettorale, oppure un autentico traguardo per un salto di qualità della medicina odontoiatrica. Spero di ricredermi..."

L'attuale commissione albo odontoiatri di Bari, composta da Emilio Nuzzolese, Alessandro Nisio, Nicola Achille e Belinda Guerra, a seguito delle dimissioni del consigliere Nunzio Cirulli resta in carica fino al 31 dicembre 2020. Nell'auspicare l'assenza di una seconda ondata Covid-19, auspichiamo siano in grado di affrontare l'emergenza senza lasciare da soli odontoiatri e cittadini nelle attività assistenziali odontoiatriche, possano giungere a dei traguardi tangibili le commissioni su "informazione sanitaria", "maltrattamento dei minori", "odontoiatri legale", e si possa svolgere l'attività disciplinare con rigore, imparzialità e assenza di conflitto di interessi.