Attualità Regionale e Nazionale

Nel 2007 viene nominato per la prima volta un Commissario Straordinario del Governo per le Persone Scomparse. Tra gli obiettivi della nomina quello di analizzare il fenomeno della scomparsa, le motivazioni e le modalità di ricerca delle persone scomparse. Altro obiettivo dell'ufficio quello di censire le persone non ancora identificate dal 1974 e individuare più efficaci strumenti di natura tecnico-forense per ridare una identità ai corpi "senza nome". Nel 2008 Emilio Nuzzolese, odontoiatra forense e ricercatore di medicina legale all'Università degli Studi di Torino, incontra il Commissario per le persone scomparse prefetto G. Monaco sottoponendogli la necessità di integrare la raccolta dei dati post mortem a fini identificativi con i rilievi di odontologia forense e radiologia dentale.

dott. Emilio Nuzzolese

«L'identificazione personale è un complesso processo di raccolta e comparazione di dati di natura genetica, dattiloscopica e dentale», spiega Emilio Nuzzolese. L’ossessione di Nuzzolese è la necessità di coinvolgere sistematicamente gli odontoiatri forensi in tutte le autopsie medico-legali che hanno anche il fine di ridare un nome ai morti per il rispetto dei diritti umani dei resti umani e dei loro familiari. Questo è quello che avviene quando precipita un aereo e sono rigorosamente applicati i protocolli multidisciplinari proposti dall'Interpol, riporta. Perché dovrebbe essere diverso per un singolo ritrovamento di una salma da identificare?

Nuzzolese coordina il corso di perfezionamento in Odontologia Forense presso l'Università di Torino che ha l'obiettivo formare odontoiatri esperti nelle aree della medicina legale che supportano accertamenti soprattutto nell'ambito della identificazione personale. Nel 2019 ha promosso l'iniziativa iDENTIficami per la sensibilizzazione del fenomeno degli scomparsi e della raccolta di informazioni individualizzanti di natura dentale e dal 2009 è socio dell'associazione di volontariato Penelope Puglia, associazione delle famiglie e amici delle persone scomparse.

«Sono 2601 i cadaveri non ancora identificati, censiti in Italia – continua il dottore -. Il rispetto dei Diritti Umani e del Diritto Umanitario Internazionale ci impone di non dimenticarli e di sostenere le famiglie delle persone scomparse. Per questo su iniziativa del Presidente dell'Associazione Penelope Puglia Annalisa Loconsole, stiamo creando un gruppo di operatori forensi volontari esperti nella identificazione personale che sarà a disposizione nel malaugurato ritrovamento di resti umani».