Questa edizione dell’evento ha affrontato la tutela minore e l’accertamento dell’età attraverso il coinvolgimento di un giurista, un medico legale, un assistente sociale e un odontoiatra forense. La professoressa Annita Larissa Sciacovelli, avvocato e docente di diritto dell’Unione Europea dell’Università di Bari, ha evidenziato come: la CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) e la convenzione per i diritti dell’uomo si pongono come garanti per l’effettività del diritto dei migranti. L’accertamento dell’età è un momento fondamentale per riconoscere un minore essendoci il divieto di respingimento e di espulsione. Senza sottovalutare anche quelle situazioni in cui il minore, ad esempio di nazionalità nigeriana, si dichiara maggiorenne perché sottoposto a minaccia. La tutela dovrebbe, quindi, essere garantita proprio attraverso questo primo aspetto dell’accertamento dell’età, essendo funzionale e prodromico a tutti gli altri aspetti di tutela.

 Il dottor Davide Santovito, medico legale presso la struttura di medicina legale della Città della Salute e della Scienza di Torino, ha prospettato i tre percorsi di accertamento dell’età che prevedono il coinvolgimento dei medici legali, dell’assistente sociale, del mediatore culturale e dell’odontoiatra forense. Secondo il dott. Santovito: è difficile pensare che la medicina legale non debba essere coinvolta nell’accertamento dell’età; già dal 1950 l’età dentaria era presa in seria considerazione e in Italia abbiamo nel 1982 il primo articolo che descrive l’utilizzo dei denti per la stima dell’età”.

La responsabile dei servizi sociali, dottoressa Silvia Murdocca, presso la Città della Salute e della Scienza di Torino, si occupa della intervista sociale nella fase di valutazione dell’età: oltre a raccogliere documentazione del minore ed eventuali relazioni dei colleghi, è fondamentale dare spazio al racconto sulle ragioni della migrazione, anche per comprendere eventuali condizioni di violenza e tortura, per poi polarizzare le posizioni valutando i bisogni, le ambizioni e i rapporti familiari del minore”.

Il professor Emilio Nuzzolese, responsabile del laboratorio di identificazione personale dell'Università di Torino, è molto soddisfatto dell’evento, soprattutto per la partecipazione di numerosi tutori legali volontari e mediatori culturali: "oltre ad attività di odontologia forense umanitaria, il laboratorio di identificazione personale ricomprende iniziative, come questo webinar, e corsi di formazione e aggiornamento professionale nell’ambito dei diritti umani e identificazione dei corpi senza nome e della tutela del minore attraverso il contrasto al maltrattamento e migliori pratiche dell’accertamento dell’età”. Secondo l’esperto si dovrebbe anche definire il modello organizzativo delle procedure di determinazione dell’età dei casi dubbi, prevedendo non solo esami radiologici come descritto nell’attuale protocollo della Conferenza Stato-Regioni, ma anche la valutazione odontologica degli odontoiatri forensi.

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