«Un momento per l’intera comunità particolarmente sentito- commenta il sindaco, Giampiero Barulli- in grado di attrarre presenze anche al di fuori del nostro territorio. San Tommaso è per noi guida e ispirazione. Riteniamo che coniugare i festeggiamenti civili e religiosi sia la formula migliore per offrire momenti di preghiera e aggregazione, ma anche di altissimo livello artistico e culturale».

Giovedì 29, dalle ore 17, animazione nel centro storico con i banchi del mercato storico di arti e mestieri. Alle 18 il raduno delle autorità religiose, civili e militari presso la Rettoria del Rosario e la processione introitale aperta dalle cinque confraternite. A seguire, la solenne concelebrazione in chiesa Madre presieduta dal vescovo di Castellaneta, Mons. Sabino Iannuzzi. Alle 19.30 la statua sarà portata in spalla da otto confratelli per raggiungere lo “sciaraball di San Tommaso” dove sarà collocata in modo trionfale. Grande impatto visivo nel corteo storico che si muoverà per le vie del centro con timpanisti, sbandieratori, giocolieri, armigeri, musici e i mottolesi in abiti medievali. Alle 20:30 la cerimonia di consegna delle chiavi con il saluto del sindaco, Giampiero Barulli. Dalle 21, infine, la macchina del tempo con degustazioni in ambientazione medievale, iniziativa organizzata da Mottolaverso in collaborazione con i ristoratori del centro storico Schiavonia.

Sino al 30 dicembre, poi, dalle ore 17 alle 22, sarà possibile ammirare il videomapping sulla facciata dell’antica chiesa del Convento e le installazioni lungo il percorso, con l’accompagnamento musicale in filodiffusione. In contemporanea, la mostra nel Muderc (piazza XX settembre, ingresso gratuito) sulla storia dell’evento.

Anche quest’anno la direzione artistica è firmata dal regista e attore Antonio Minelli. Un supporto all’iniziativa è fornito da Infopoint Mottola con la consulenza scientifica di Carmela D’Auria e la parrocchia Santa Maria Assunta con l’arciprete don Sario Chiarelli. Allestimenti tecnici Full service di Luigi Nardelli. Info evento: https://www.facebook.com/thomasbecket1170.

APPROFONDIMENTO: IL LEGAME CON IL TERRITORIO.

Per scoprire come nasce questo culto così sentito bisogna fare un salto indietro nel tempo: è il 29 dicembre 1170 quando l’arcivescovo Thomas Becket viene ucciso nella sua cattedrale di Canterbury da quattro sicari del re Enrico II. La sua unica colpa è aver difeso l’autonomia della Chiesa contro quella del regno. Tre anni dopo verrà canonizzato. Sempre per raccontare questo legame, occorre collegare Canterbury a Mottola. Qui, durante le Crociate verso la Terra Santa, si racconta che fu grande l’eco delle sue gesta. La tradizione narra che era ancora vivo il ricordo del vescovo Alimberto, ucciso dai soldati di Marcualdo- cancelliere del principe Boemondo di Taranto- per difendere il suo popolo. Secondo leggenda, il suo successore decise allora che, per proteggere il paese, doveva esserci un nuovo Santo, un ecclesiastico coraggioso, al pari del presule ucciso dagli spietati militari: Tommaso Becket, arcivescovo di Canterbury. Secondo fonti storiche, il culto a Mottola risale già al XIII secolo e, probabilmente, è stato eletto quale santo patrono nel 1500.