R: Il Governo sta procedendo con determinazione e sta rispettando la tabella di marcia. Abbiamo approvato entro il termine di metà febbraio il decreto legislativo che stabilisce i criteri per la scelta dei siti sui quali localizzare gli impianti. Nelle prossime settimane vareremo definitivamente lo Statuto dell’Agenzia per la Sicurezza con le relative nomine. Entro l’estate definiremo la Strategia nucleare. Dall’autunno le imprese energetiche potranno chiedere le autorizzazioni per la costruzione delle centrali. E confermo che entro la scadenza della legislatura nel 2013 poseremo la prima pietra della prima centrale. (segue)

D: Entro 3 mesi il governo dovrà varare una Strategia nucleare. Quali saranno le indicazioni principali, anche in considerazione del più ampio contesto del settore dell’energia che dovranno essere inserite nel documento programmatico?


R: Il Ministero sta predisponendo la bozza della Strategia che sarà concertata con gli altri ministeri competenti e avrà il supporto dell’Agenzia. Gli obiettivi rimangono quelli fissati dal Governo per creare un nuovo mix elettrico energetico per arrivare a coprire il fabbisogno italiano al 25 per cento con le fonti rinnovabili, al 25 per cento dal nucleare e al 50 per cento dalle fonti fossili tradizionali (gas, petrolio, carbone) che inquinano e oggi coprono l’83 per cento. L’obiettivo di questo nuovo mix è quello di garantire all’Italia una maggiore sicurezza energetica, un costo dell’energia inferiore del 20-30 per cento e una drastica riduzione dell’emissione di gas serra nell’atmosfera. La grande attualità del nucleare è dimostrata da due fatti: il recente annuncio del Presidente Obama di costruire due nuove centrali negli Stati Uniti e la decisione di Bill Gates, il fondatore di Microsoft, di progettare con i giapponesi di Toshiba di un nuovo reattore di piccole dimensioni.


D: E’ finalmente arrivato in Cdm il pacchetto incentivi, un provvedimento per aumentare i consumi e abbattere le emissioni di CO2.


R: La riduzione delle emissioni ad effetto serra è come ho detto uno degli obiettivi prioritari del Governo Berlusconi. Anche gli incentivi alla rottamazione delle auto dello scorso anno, oltre a sostenere il settore, hanno avuto un importante effetto sulla riduzione dell’inquinamento e sull’aumento della sicurezza stradale. Il decreto legge che fissa i nuovi incentivi prosegue su questa strada: sostiene infatti i comparti che più hanno risentito della crisi e stimolare i consumi di prodotti ad alta efficienza energetica e poco inquinanti: motocicli ibridi o elettrici, elettrodomestici efficienti, macchine agricole, motori fuoribordo. Sono previsti anche il credito d’imposta per l’innovazione nel settore tessile e nuove commesse per la cantieristica. (segue)


D: Nel più generale contesto delle liberalizzazioni del mercato dell’energia, nel settore gas permangono alcune criticità segnalate da Authority energia, Antitrust e Dg concorrenza Ue. Quali sono le iniziative del governo per superare queste strozzature e rendere completo il processo di liberalizzazione?


{affiliatetextads 1,,_plugin}R: Con la Legge Sviluppo abbiamo individuato misure per introdurre maggiore concorrenzialità nel mercato all'ingrosso che possono avere positive ricadute sui prezzi finali del gas e dare nuovo impulso al processo di liberalizzazione del settore. Proprio in questi giorni ho firmato il decreto che avvia la borsa del gas: abbiamo previsto un percorso graduale per la gestione di quantitativi crescenti di gas attraverso un mercato organizzato, assegnato al Gestore dei Mercati Energetici (Gme), dove si incontreranno domanda e offerta. Nel nostro sistema energetico, che dipende ancora in maniera preponderante dalle fonti fossili, stiamo dando forte impulso a tutte le iniziative per garantire sicurezza degli approvvigionamenti, dalla realizzazione di gasdotti, come l'ITGI o il Galsi, ai terminali di rigassificazione, come quello di Rovigo, fino allo sviluppo di elettrodotti con i Balcani e con i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo. (segue)

D: Nonostante la crisi, l'Italia ha tenuto meglio di altri paesi. A cosa lo imputa?


R: I dati segnalano che l’Italia ha retto meglio l’urto della crisi: non ci sono stati fallimenti di banche o di grandi aziende, la disoccupazione è aumentata ma meno che nel resto d’Europa, i primi segnali di ripresa sono incoraggianti: in gennaio il fatturato industriale è aumentato del 2,7 per cento e le esportazioni del 4,7 per cento. Questa tenuta si deve al coraggio delle imprese, che non hanno smesso di investire e innovare, al senso di responsabilità dei lavoratori e anche all’azione del Governo che, senza sfasciare i conti dello Stato, è riuscito a garantire il reddito dei lavoratori con l’aumento di 9 miliardi del Fondo cassa integrazione e il credito delle imprese con il Fondo di Garanzia che ha dato risposta a oltre 25 mila imprese, il 50 per cento in più che nel 2008. Abbiamo varato incentivi mirati ai consumi, nel 2009 le auto ecologiche, oggi gli elettrodomestici, i motorini, le cucine e alcuni prodotti industriali e abbiamo aiutato le famiglie più disagiate e numerose con la Carta Acquisti, il Bonus gas e il Bonus elettricità. Insomma, abbiamo salvaguardato il sistema produttivo e la coesione sociale. E ora siamo pronti a ripartire.

(I. Proietti, A. Sperandio e F. Bussoletti) 25 mar 2010 07:57
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