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La singolare iniziativa rappresenta un percorso affascinante dal forte carico ancestrale, che porterà i partecipanti, a rivivere idealmente quello che doveva essere il “percorso sacro” in Età Greca, quando appunto la città vecchia era l’acropoli (la parte più eminente e fortificata dell’antica città) e l’attuale Via Duomo era l’asse principale, scandito a nord dal tempio dorico posto attualmente al di sotto della Chiesa di San Domenico e il tempio di Artemide di Piazza Castello.

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Paramento murario dell’antico tempio dorico - Chiesa San Domenico 

 

Un itinerario ideale fra le due estremità della Città Vecchia, dunque, ove erano presenti le due strutture templari di età greca, infatti tra le diverse strutture antiche e riutilizzate successivamente in età medievale ed ipogei, si snoda il percorso di una città dalle “cento vite” le cui tracce, sovrapposte le une alle altre, curiosità storico-archeologico della Città Vecchia di Taranto, sono leggibili nei tracciati viari e nelle strutture murarie. Per l’occasione, grazie alla disponibilità del sig. Roberti, in qualità di commissario della Confraternita della SS. Addolorata e di San Domenico, verranno aperti i locali sottostanti l’ingresso della chiesa medesima, dando la possibilità ai visitatori di poter ammirare gli splendidi resti, perfettamente conservati, del “paramento murario” dell’antico tempio dorico,  parti del quale sono visibili nel chiostro stesso, in cui oggi ha sede un ufficio della Soprintendenza Archeologica di Puglia.

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Tempio Dorico, Piazza Castello - ph Mino Lo Re

Stando alle indagini storiche, condotte dalla stessa archeologa, la dott.ssa Silvia De Vitis, si evince che: « La Città Vecchia di Taranto nella discussione scientifica archeologica, è un caso di grande interesse e ben conosciuto » . Puntualizza l’esperta: «Si tratta infatti di un caso di una vera e propria rifondazione urbana, perfettamente databile, tra la fine del X e l’inizio dell’XI realizzata dai Bizantini,la cui organizzazione dello spazio è perfettamente riconoscibile nell’impianto urbano che ancora si legge e che è simile a quella di altre fondazioni coeve in Puglia e in generale nell’ impero d’Oriente».

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Tempio Dorico, Piazza Castello - ph Mino Lo Re

Durante il percorso, infatti altra interessante tappa obbligatoria è il sito, pressoché, sconosciuto e dimenticato ai più, di Vicoletto Galeone ove residuano tracce dell’antica “cinta muraria” ricostruita in epoca bizantina. Infatti, la “nea polis” bizantina ha sostituito totalmente la città antica, che insisteva nell’area dell’attuale Borgo, famosa per la storia gloriosa e i capolavori d’arte che conservava, sovrapponendosi ai resti dell’acropoli greca, che peraltro i Romani avevano escluso dall’area urbana dopo la Guerra Annibalica, riutilizzandone molti elementi architettonici, come spesso è accaduto proprio tra le mura del centro storico.Subito dopo, una breve sosta nel suggestivo Ipogeo di Palazzo Gennarini, dove avrà luogo in intermezzo poetico, infatti vi sarà un reading di Valentina Colleoni, la quale declamerà alcuni versi tratti da “Le Città Invisibili” di Italo Calvino. Al termine del percorso sosta davanti alle colonne del Tempio Dorico, ancora in situ presso l’area archeologica di Piazza Castello, dove verrà illustrato soffermando focalizzando l’attenzione dei visitatori sulla sua complessa stratigrafia, sfatandone dubbi e perplessità che da anni immemori, aleggiano intorno ad esso. Guida d’eccezione della passeggiata archeologica sarà, quindi, la dott.ssa Silvia De Vitis, una delle archeologhe e storiche più valenti e la cui professionalità, competenza e conoscenza si è forgiata attraverso l’esperienza diretta di studio e campagne di scavo, tra le più significative di questi ultimi decenni. Tra i suoi scavi in Città Vecchia, si annoverano: Piazza Castello, Palazzo Delli Ponti, Via Pentite e largo San Martino.

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Ipogeo di Palazzo Gennarini, Città Vecchia - ph. Mino Lo Re 

L’archeologa De Vitis, conclude la dichiarazione: « Le ricerche che ho avuto l’onore di condurre per conto dell’allora Soprintendenza archeologica della Puglia, hanno messo in luce molti particolari dell’archeologia della Città Vecchia, ancora poco noti ai non specialisti. In questo momento si sta assistendo ad un rinnovato interesse per la Città Vecchia, cosa che è sempre importante, ma tale entusiasmo a volte porta un po’ di approssimazione nell’aspetto didattico e divulgativo ».

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Ipogeo di Palazzo Gennarini, Città Vecchia - ph. Mino Lo Re 

 

Per descrivere l’importante iniziativa culturale, Carmine De Gegorio in qualità di presidente dell’ass. Nobilissima Taranto, ha dichiarato: « Nobilissima Taranto è un’associazione culturale di volontariato, nata con l’obiettivo di essere un presidio nella salvaguardia dei beni culturali della città di Taranto. Fra i suoi obiettivi c’è anche quello di promuovere azioni tese alla valorizzazione e piena fruizione dell’immenso patrimonio storico, artistico, archeologico ed architettonico, con particolare riferimento all’area della Città Vecchia e del Borgo nuovo. Assistita da figure professionali come storici, archeologi ed altri professionisti del settore dei beni culturali. Infatti il comitato scientifico è composto dal prof. Mario Lazzarini (storico), prof. Angelo Doglioni (geologo) e la dott.ssa Silvia De Vitis (archeologa) ». Ha puntualizzato il presidente: « L’associazione ha prodotto negli ultimi anni, la riscoperta di una vera e propria città sotterranea riscoprendo e valorizzando antichi ipogei, circa una sessantina, che costituiscono oggi un vero e proprio percorso turistico culturale che si sta imponendo sempre più come la terza grande eccellenza del territorio dopo Il Museo Nazionale ed il Castello Aragonese »

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Tempio Dorico, Piazza Castello - ph Mino Lo Re

Conclude De Gregorio: « L’evento nasce dalla voglia di organizzare un percorso innovativo, attraverso il quale si possa riscoprire la bellezza e la storia della Città Vecchia di Taranto, immaginando la storia vissuta dai nostri progenitori ». Il patrimonio culturale va protetto, come sancisce la nostra Costituzione, ed è fondamentale che la sua conoscenza sia un patrimonio condiviso, una vera eredità culturale. Per fare questo, studiosi e istituzioni culturali devono dialogare con la società civile della quale tutti facciamo parte. Ricordandoci tutti che semplificare e rendere accessibile la conoscenza non può voler dire banalizzare.La singolare passeggiata si concluderà presso i locali del “Gran Caffè Piazza Castello Bistot” ad ammirare i resti del probabile Tempio di Afrodite e godere di una piccola degustazione offerta dal medesimo bistrot di Piazza Castello. L’appuntamento è per le ore 18.30 in Piazza Fontana. E’ previsto un contributo equivalente a 6,00 euro. Per info e prenotazione contattare i recapiti: 3254557909 o 3319325289.

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