La ricerca della libertà, supportata dall’urgenza espressiva di dare sfogo alla condizione in cui si ritrovano molti adolescenti, è stata la chiave che ha portato alla stesura del brano, un elegante monito in musica e barre che descrive egregiamente la sensazione di oppressione causata dalla società dell’apparire, una società effimera e frivola, che continua ad anteporre l’estetica, l’individualismo e l’egocentrismo, all’essenza collettiva ed al bene comune.

Una società che affligge e schiaccia gli individui che la compongono, celando la promessa di lustro, successo e benessere, dietro a maschere patinate e leziose di odio, pregiudizio e schiavitù. Ma da questa schiavitù mentale, fondata su un “pensiero uniforme” non libero, imposto dalla sovraesposizione a cui siamo quotidianamente assoggettati, che dichiara guerra alla libertà di espressione, alla possibilità di concepire un’idea, una visione, una dimensione esistenziale diversa dal binario su cui viaggiano i più, si può uscire solo ricordando che la società siamo noi, noi che abbiamo ancora la possibilità e la facoltà di scelta.

Link Spotify: https://open.spotify.com/track/7efFf1k3Jhp1v5ZSAfgvXO

«Mi sento lontano da loro, questi non vivono e fanno le foto», «Cosa ti ritrovi in mano, a parte qualche fallimento che dimentichi presto con un regalo?»; un susseguirsi di dichiarazioni, di denunce sociali, che evidenziano la sensibilità artistica del giovane cantautore reggino di base a Roma, da sempre affine alle tematiche delicate e complesse che gravitano attorno l’universo dei più fragili, per dar loro voce, speranza e rilievo.

Gli incastri di Bede trovano la perfetta combinazione visivo-sonora attraverso il videoclip ufficiale – diretto da Sebastian Morabito e presentato in anteprima nazionale sul MEI – e la produzione, fresca e minimalista – curata dal fidato producer Giuseppe Cirino – che lasciano spazio all’intensità del testo, maturo e consapevole, nato con l’intento di far riflettere, di riportare in primo piano l’autodeterminazione, senza il bisogno di competere con gli altri, ma facendo leva su se stessi e su quei pensieri, quei progetti e quelle inclinazioni che scaturiscono naturalmente, senza imposizione alcuna, dalla nostra anima – «Il destino lo preparo in silenzio» -.

video link: https://www.youtube.com/watch?v=GcVKceIkhE4

Attraverso un azzeccato parallelismo tra musica e vita, “Vista Mare” ci ricorda che quando «termina un periodo ne inizia uno più bello», e che «quando la strofa finisce» – qui intesa come un periodo buio e cupo del percorso di ciascuno di noi, «inizia il ritornello».

Biografia:

Bede, rapper reggino classe 2000 di base a Roma, a soli 6 anni avvia la sua formazione musicale, avvicinandosi, durante l’adolescenza, alla scena rap internazionale ed alla cultura Hip Hop, scrivendo e componendo i suoi primi testi.

A Giugno 2017 dà il via alla collaborazione con la label ZeroMoneta, sotto l’ala del celebre producer Giuseppe Cirino ed inizia a dar forma e vita alle sue prime release. Ogni brano evidenzia versatilità, talento e sensibilità, artistica ed autorale, che gli consentono di spaziare e sperimentare le diverse sfumature dell’urban. Dopo l’incredibile successo di streams e views ottenuto con “Riscatto”, “Bocca chiusa” e “Schiavi”, brani che l’hanno reso tra le più promettenti star del web, nel 2021 pubblica “Vista Mare”, un pezzo che riporta il rap alla dimensione di denuncia sociale e, l’ascoltatore, a riflettere sulle dinamiche sistematiche della società contemporanea. Eclettico, autentico e da sempre affine alle tematiche che gravitano intorno all’universo dei più fragili, Bede è tra i migliori esponenti del conscious rap italiano.

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