Il tema dell’identificazione delle vittime migranti non riguarda soltanto la dimensione tecnica, ma tocca principi fondamentali di diritto, dignità umana e responsabilità istituzionale. Restituire un nome significa restituire identità, diritti e memoria.

Cos’è il Migrant Disaster Victim Identification (MDVI)

Il Migrant Disaster Victim Identification (MDVI) è l’evoluzione delle procedure di Disaster Victim Identification (DVI) applicate ai disastri migratori.

Le tragedie lungo le rotte del Mediterraneo e dei Balcani hanno evidenziato la necessità di protocolli specifici per l’identificazione delle vittime della migrazione, spesso prive di documenti, registrazioni anagrafiche o riferimenti immediatamente disponibili. Il sistema MDVI si basa sulla raccolta e comparazione di:

  • Dati Ante Mortem (AM): informazioni fornite dai familiari, documentazione sanitaria, dati odontologici, descrizioni antropometriche.
  • Dati Post Mortem (PM): analisi medico-legali, antropologiche, odontologiche e genetiche effettuate sui resti.

L’obiettivo è sviluppare metodi standardizzati, validati scientificamente e condivisi a livello europeo, per garantire procedure trasparenti e coordinate tra Stati.

Cristina Cattaneo: riferimento europeo nell’identificazione delle vittime migranti

La Professoressa Cristina Cattaneo, medico-legale e direttrice del LABANOF (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano), è tra le figure più autorevoli in Europa nell’ambito dell’identificazione delle vittime di disastri e naufragi. Il suo lavoro ha contribuito a strutturare modelli operativi per la gestione dei grandi eventi migratori, integrando antropologia forense, medicina legale e genetica in un sistema interdisciplinare.
Cristina Cattaneo è oggi uno dei principali punti di riferimento scientifici nel progetto MDVI, con un impegno costante nella definizione di standard europei per l’identificazione delle vittime della migrazione.

Emilio Nuzzolese: volontariato forense dalla Sicilia al Piemonte

Accanto alla dimensione accademica, emerge l’impegno operativo del Professor Emilio Nuzzolese, odontologo forense e responsabile del LIPOF (Laboratorio Italiano di Odontologia Forense)Emilio Nuzzolese è tra i principali promotori dell’integrazione dell’odontologia forense nei protocolli di identificazione delle vittime migranti, settore cruciale quando i dati odontologici rappresentano uno degli strumenti più affidabili per la comparazione AM/PM. Ma ciò che distingue il suo contributo è l’attività di volontariato svolta in diverse regioni italiane:

  • In Sicilia, teatro di numerosi sbarchi e naufragi nel Mediterraneo, dove ha messo a disposizione competenze specialistiche nelle operazioni di identificazione.
  • In Puglia, regione strategica nelle rotte migratorie adriatiche, collaborando con l'Associazione Penelope Puglia e con organizzazioni di protezione vibile per la raccolta e gestione dei dati odontologico-forensi.
  • In Piemonte, contribuendo alla formazione di professionisti e al supporto tecnico nelle attività di identificazione attraverso il servizio di autopsia orale virtuale che ha registrato con il nome di virdentopsy.

L’attività di Emilio Nuzzolese si colloca in una dimensione di servizio pubblico, con un approccio che coniuga rigore scientifico, responsabilità civile e tutela dei diritti umani dei corpi senza identità.

Il gruppo MDVI: una rete internazionale

Il gruppo di lavoro Migrant Disaster Victim Identification, nato nel 2023, conta oggi 231 membri provenienti da diversi Paesi europei. Gli obiettivi del MDVI includono:

  • sviluppo di metodi innovativi per la gestione dei dati AM e PM;
  • creazione di una rete europea di hub forensi;
  • formazione di giovani ricercatori ed esperti;
  • definizione di standard europei per l’identificazione delle vittime migranti;
  • inclusione dei disastri migratori nell’ambito formale della DVI internazionale.

Cristina Cattaneo ed Emilio Nuzzolese rappresentano oggi due tra le voci italiane più autorevoli in questo processo di standardizzazione e cooperazione internazionale.

Identificazione delle vittime migranti: una responsabilità scientifica e umanitaria

L’identificazione delle vittime della migrazione non è soltanto un atto tecnico. È un atto di giustizia. Attraverso il lavoro di professionisti come Cristina Cattaneo ed Emilio Nuzzolese, l’Italia contribuisce in modo significativo allo sviluppo di protocolli internazionali che mirano a evitare che le vittime dei disastri migratori rimangano senza nome. In un contesto globale segnato da mobilità forzata e crisi umanitarie, il progetto MDVI rappresenta una risposta strutturata, scientificamente fondata e orientata alla tutela della dignità umana.