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Il Barbiere di Siviglia Sabato 25 Luglio all'Anfiteatro Romano di Lecce

Dettagli
Categoria: Attualità Regionale e Nazionale
Corrado de Belvis By Corrado de Belvis
Corrado de Belvis
05 Luglio 2015
Visite: 3616

 

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Sabato 25 Luglio alle ore 21.00, nella splendida cornice dell'Anfiteatro Romano di Lecce, andrà in scena Il Barbiere di Siviglia, capolavoro di Gioacchino Rossini, nella sua versione con orchestra, scene e costumi.

L'opera, di cui ricorrono i duecento anni dalla sua ideazione, è realizzata dalla Camerata Musicale Salentina in collaborazione con il Comune di Lecce e vanta la prestigiosa partecipazione dell'Orchestra dell'Associazione Musicale “A. Toscanini” e della scuola di ballo Salento Ballet.

Tratto dall’omonima commedia di Beaumarchais, ma ricchissimo di originale ispirazione, Il Barbiere di Siviglia è considerato, per brio e stile impeccabile, il capolavoro di Rossini nel genere giocoso.

Il Barbiere non è solo un’opera, è una sorta di mito con cui tutti i più grandi interpreti si sono da sempre misurati: rappresenta un’icona comparabile a poche altre nella storia dell’opera. La tradizione, le grandi interpretazioni (musicali, attoriali e registiche), le attese del pubblico ma anche la storia stessa dell’opera, la sua forma, i riferimenti all’antica commedia dell’arte e ai suoi personaggi, hanno fissato nel tempo una sorta di codice interpretativo che domanda imperiosamente, e giustamente, di essere rispettato.

La trama ruota intorno alla storia d’amore tra l’irresistibile, ricchissimo Conte D’Almaviva e la bella Rosina: la leggerezza della vicenda, la forte caratterizzazione dei personaggi e l’incredibile genialità di Rossini hanno dato vita ad un’opera buffa capace di appassionare e di restare impressa nella cultura occidentale.

La direzione dell’esecuzione è affidata alla capace mano del Maestro Lorenzo Melissano, con la regia di Lia Preite e Vito Manica.

I biglietti sono disponibili presso l'ufficio della Camerata Musicale Salentina, in via XXV Luglio 2/B, nella biglietteria del Castello Carlo V, su Bazingaticket.com e in tutti i punti vendita del circuito.

 

CAST

Figaro, barbiere - Pierpaolo Cappuccilli

Il Conte D'Almaviva - Federico Buttazzo

Bartolo, dottore in medicina - Alessandro Calamai

Rosina, pupilla di Bartolo - Francesca Valente

Basilio, maestro di musica - Alessandro Arena

Berta, cameriera di Bartolo - Antonella Colaianni

Fiorello / Un ufficiale - Aldo Orlando

Soldati – Suonatori

 

BIGLIETTI

Poltronissima: € 28

Poltrona: € 22

Gradinata non numerata: € 15

Biglietti disponibili presso:

Camerata Musicale Salentina - Castello Carlo V - Circuito Bazingaticket.com

 

INFO

Camerata Musicale Salentina

Via XXV Luglio 2B – Lecce

Tel: 0832 309901 - Cell: 348 0072654 (Info) - 348 0072655 (Ufficio Stampa)

Email:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sito: www.cameratamusicalesalentina.com

" Possessio Fregani" - Quattro Rioni, Quattro Colori diversi ma un solo obiettivo: Unificarsi sotto un unico Vessillo

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Categoria: Attualità Regionale e Nazionale
Vincenzo Ludovico By Vincenzo Ludovico
Vincenzo Ludovico
03 Luglio 2015
Visite: 2364

Fragagnano (Ta) – Lunedì  15 giugno 2015, ha avuto luogo l’evento culturale denominato “Il Torneo dei Rioni  Possessio Fregani”, torneo antichissimo di matrice medioevale fatto da diversi momenti ludici, rivisitato in chiave moderna.  Si è trattato, dunque, di un evento culturale promosso dall’Amministrazione Comunale di Fragagnano targata Michele Andrisano, dalla  Parrocchia  “ Maria SS. Immacolata ” nella figura di Don Santo Guarino, progettato e realizzato egregiamente dall’Associazione di promozione sociale e culturale “ Terra Nostra ”, guidata dal presidente Orazio Surgo e dalla consorte Romina Massaro, che assieme all’intera comunità fragagnanese, hanno inaugurato la sua  I° edizione, incassando un successo mai visto prima. Sponsor ufficiale di tale evento è stata l’Associazione Jonica Donatori di Sangue Pro Bambini Microcitemici. “ Possessio Fragani ” è stata una sorta di rievocazione storica ambientata ai tempi dell’Età di Mezzo, in cui si ha assistito al susseguirsi di sfide e duelli tra diverse squadre dei quattro rioni individuati nel contesto topografico del comune di Fragagnano. Tale evento, nato in principio come evento di aggregazione sociale e culturale, si è sviluppato per offrire momenti ludici e di condivisione fra ogni tipologia di individuo locale, dal giovanissimo al meno giovane.  L’evento è stato strutturato in due parti molto interessanti, infatti nella prima parte la comunità fragagnanese ha assistito alla presentazione storica ed ufficiale dei quattro Rioni individuati nell’assetto urbanistico e topografico del contesto storico di Fragagnano capeggiati da ciascun caporione, fatta da alcuni figuranti che hanno personificato alcuni personaggi storici davvero esistiti nell’Età di Mezzo, tra cui: il Basileus Carlus Primus Angioinus interpretato da Saverio Massaro ed Erardus De Nantolio Primus Baro Fregani  interpretato da Nicola Dattesi, che ha invocato ed eletto i quattro Custodi Guardiani dei loro rispettivi Rioni: “Rione Castrum – Castello” capeggiato da Gianluca Micello,“Rione Citri – Critazzi” capeggiato da Leonardo Di Summa,  “Rione Mons Sancta Sophia – Monte Santa Sofia” capeggiato da Rita Galeone ed infine  il “Rione Sol Ardens – Sole Ardente” capeggiato da Emanuele D’Amuri. Altri personaggi di spicco sono stati: Beatrix Provaenzae interpretata da Anna Maria Montanaro, Adda De Nantolio interpretata da Elena Dattesi e il Legatus Pontificius Latinus Malabranca Orsini interpretato da Giuseppe Bisignano. Nella prima parte del Torneo dei Rioni, l’assordante platea ha assistito, dunque, ad una sorta di rievocazione storica dai tipici colori medioevali della presentazione e della nomina dei quattro custodi guardiani, scelti ed eletti dalla personificazione del Primus Baro Fregani. Prima di dare inizio  all’ evento, la voce fuoricampo accompagnata da musiche di sottofondo d’epoca, ha enunciato la premessa storica di tale manifestazione basata solo ed esclusivamente sul torneo dei rioni dando, inoltre,  un’interessantissima impronta e motivazione storica del perché si effettuano i giochi di rione e l’individuazione di ciascun rione. La suddivisione in rioni di un “Possessio Maediae Aetatis”, è un’antichissima pratica di suddivisione sistematica del terreno di matrice greca, tale pratica è rintracciabile nella Centuriazione. Codesta pratica è la ristrutturazione di un contesto agrario al fine di creare le condizioni necessarie per la vita a comunitaria. Secondo le fonti bibliografiche, la fondazione di una “urbs” (città), era un’operazione sacra secondo un rituale ben preciso: il centro urbano era circondato da un circuito sacro detto  “pomerium” e il suo impianto rifletteva la struttura del cielo detto “templum”  immaginato come un cerchio quadripartito mediante due assi in cui dimoravano gli dei. L’impianto che si veniva a creare era incentrato sulla presenza di incroci di assi ortogonali detti “limites” che prendevano il nome di “Cardo” orientato da nord a sud e “ Decumano Maximus” orientato da ovest ad est. Dall’incrocio di queste vie ortogonali nasceva la Centuriazione.  A volte, in prossimità di depressioni carsiche, la suddivisione era effettuata in rettangoli detti “ strigas ” che erano orientati verso la linea principale e“scamna” che erano i quadrati orientati lungo la linea secondaria, tale variazione urbanistica è di matrice italica. In epoca romana e successivamente medioevale, i quadrati o rettangoli nati già in diversa epoca, vennero suddivisi in ulteriori ricenturiazioni. Già in epoca classica, codesta pratica topografica, venne utilizzata per l’individuazione e suddivisione ortogonale di Rioni, Contrade e Quartieri, infatti il Rione è una suddivisione dell’assetto urbanistico destinata solo ed esclusivamente alla fruibilità del popolo, la Contrada è la suddivisione contraddistinta in stazionamenti detti “ cippi miliari ” in prossimità dei templi sacri, il Quartiere invece è la porzione di una città avente caratteristiche storiche e geografiche che si intersecano nell’agglomerato urbano. Secondo fonti bibliografiche redatte dapprima in epoca medioevale dagli esploratori e poi successivamente in epoca moderna dagli storici salentini: Luigi Tasselli e Iacopo Antonio Ferrari,  si evince la presenza della suddivisione del “Possessio Fregani” in Contrade unificate in copiosi Rioni maggiori e minori, che sorgevano e sorgono tuttora, in punti urbanistici strategici; tra i maggiori che si possono annoverare sono appunto i rioni: “Castrum, Citri, Mons Sancta Sophia e Sol Ardens”. Il filo conduttore di codesta manifestazione è stata, dunque, la nomina a Primus Baro Fregani di Erardus De Nantolio da parte di Basileus Carlus Primus Angioinus, il quale secondo tradizione storica medievale, intorno al 1278 concede allo stesso Erardo De Nantolio il “Possessio Fregani” per essersi distinto in battaglia con animo gentile. Agli albori dell’anno 1278, Re Carlo I d’Angiò, discendente dell’antica stirpe dei Merovingi, ultimo dei sette figli del  Re francese Luigi VIII e di Bianca contessa di Castiglia, grazie alla sua fama e virtù cavalleresca, diviene Re di Napoli, Conte di Provenza, Re di Sicilia, Comandante di Gerusalemme, Caporale di Albania e Principe di Taranto.Nel suo seguito guerresco, si distingueva il cavaliere dal cuor gentile Erardus De Nantolio,  discendente  della potente famiglia di matrice normanna De Nanteuil de Chatillon, che attraverso i secoli divennero discendenti del casato di Landoglia ed infine del Casato Dell’Antoglietta. Mosso da gran sete di giustizia, lo stesso Erardus si distinse in battaglia lottando nella Guerra dei Vespri Siciliani  e fu così che Basileus Carlus Primus Angioinus per ringraziarlo della sua umiltà, riconoscenza e forza d’animo, gli concesse il “Possessio Fregani” col titolo di Primus Baro Fregani, l’appezzamento terriero che poi diverrà il feudo medioevale di Fragagnano. Tale possessio, come attestano le fonti bibliografiche del XVI e XVII sec. redatte dagli storici salentini Iacopo Antonio Ferrari e Luigi Tasselli,  si chiamò così in onore del gentilizio latino Freganius che ebbe in gestione codeste terre per il loro mantenimento agricolo e  gentilizio. Arrivati, quindi, alla presentazione e alla premessa, la rievocazione storica glissa con la “Sancta Benedictione” impartita da Legatus Pontificius Latino Malabranca Orsini, il quale ha benedetto la spada nonché l’elsa della mano di Dio destinata al valoroso Erardus dal cuor gentile, che, ponendo rigorosamente la mano destra sulle Sacre Scritture, in segno di sottomissione a Dio e alla Sancta Ecclesia ha scelto nominando tre uomini come custodi guardiani ponendo, successivamente, la spada nelle mani della consorte, la nobildonna Adda De Nantolio ha scelto questa volta una donna come caporione, che, dalle loro pergamene contraddistinte dai colori sgargianti dei propri rioni, hanno recitato il loro giuramento al cospetto della corte di  Basileus Carlus Primus Angioinus e della consorte Beatrix Provaenzae. Infatti il caporione del Rione Castrum ha enunciato la storia eziologica del proprio rione, dicendo che si chiama così in merito alla presenza di un’antica Torre difensiva fortificata a base scarpata di matrice Medioevale provvista di ponte levatoio e fossato perimetrale fatta erigere dall’antica famiglia feudataria “Dell’Antoglietta” come parte del complesso sistema difensivo di Oria, ubicata anticamente nei pressi dell’attuale Piazza Regina Elena, ormai inglobata nel corpo di fabbrica quadrangolare dell’attuale Palazzo Baronale. Il caporione del Rione Citri ha enunciato la storia eziologica del proprio rione dicendo che si chiama così per via del termine “critazzi” che in dialetto brindisino  è “citrazzi” che deriva molto probabilmente dal termine latino “citrus” che ne indica il cedro. Verosimilmente in epoca greco-romana e successivamente in quella medioevale, nella zona adiacente all’attuale “Sanctuario  Madonna de lo Favore” erano presenti piantagioni di cedri, testimoniati anche dallo storico naturalista Plinio il Vecchio descrivendone la presenza attigua alla Via Sallentina. Il caporione del Rione Mons Sancta Sophia ha enunciato la storia eziologica del proprio rione dicendo che si chiama così in merito alla presenza del Sito Archeologico di matrice Preclassica con frequentazione greca e romana caduto ormai in disuso e sepolto nell’attuale Pineta, che ne da il nome in onore della Personificazione Greca di Sofia, da cui prende il nome anche un piccolo santuario di matrice greca ubicato anticamente nei pressi del sito dedicato a Santa Sofia e a Santa Venere. Infine il caporione del Rione Sol Ardens ha concluso recitando la storia eziologica del proprio rione dicendo che  si chiama così, in onore della Personificazione del Sole che risplende e riscalda ardentemente, che è proprio della posizione geografica del paese, che ne favorisce la perfetta visuale all’alba, al mezzo dì e al tramonto. Figura molto particolare, è stata anche l’Araldus Familae Angioinae, che, accompagnato dal rullo incessante dei tamburi, rigorosamente al crocevia del feudo, dinnanzi alla corte del Basileus, ha allietato la buona novella recitando alla numerosissima platea dalla propria pergamena, introducendola ad un breve ex-cursus storico rigorosamente in lingua latina. Da fare sfondo all’intero evento culturale, sono stati altri nobili delle casate medioevali degli altri feudi, che hanno sfilato per il centro storico, cavalieri templari bordati di camaglio ed armati di spade e scudo, arcieri che armati di arco, faretra e frecce, hanno dato lustro alla loro splendida arte, popolani che hanno sfilato nel centro storico, madonne primavera che hanno incantato la platea con la loro superba bellezza, ed il gruppo folkloristico “Tamburini del Barone di Freganius” guidati dal capotamburino Nicola Dattesi, hanno allietato la giornata con rullo incessante dei tamburi. Ma questa è stata la meravigliosa storia tratta dalla rievocazione medioevale, ora si passa al vivo della giornata. Il Torneo dei Rioni “ Possessio Fregani” è stato, dunque, un torneo basato su sfide dilettantistiche ed agonistiche realizzate dalle diverse squadre dei quattro rioni, strutturate in due tipologie di gare: gare per bambini e gare per adulti, formulando un vero e proprio regolamento varato e concordato dalla giuria totalmente estranea alla comunità fragagnanese, infatti erano presenti: Antonio di Nunzio esaminatore del Comune di San Marzano di S.G., Francesco Schinaia e  Aldo Salamino esaminatori del Comune di Taranto. A presentare e a condurre l’interminata giornata fino a notte fonda, è stato il presentatore di manifestazioni culturali Benedetto Donzella. Tra i giochi effettuati, si possono annoverare infatti: il tiro alla fune, la corsa con i sacchi, la corsa con il palo, la carriola umana, la corsa del cucchiaio, il tiro con l’arco e il tanto atteso alero della cuccagna. I due giochi che hanno riscosso maggiormente successo tra i giovanissimi, sono stati la carriola umana scandita da cadute con grida di vittoria e la corsa con il cucchiaio che ha visto come protagoniste, un sacco di palline dai  più disperati colori. Tra le squadre degli adulti, i giochi con maggior riuscita di tipo trionfante  sono stati proprio il tiro con l’arco e l’albero della cuccagna ha fatto tenere col fiato sospeso, un sacco partecipanti. Il rione che si è aggiudicato il tanto  atteso premio della cuccagna, è stato il Rione Citri. Altro gioco tanto atteso ed emozionante, è stato il tiro con l’arco, grazie a cui la piazza ha rivissuto l’antica  arte dello scoccare le frecce con arco tipicamente medioevale, infatti l’arciere vincitore, Ignazio Varvaglione, del Rione Sol Ardens  ha avuto l’arduo compito di incoronare la Madonna Primavera più bella tra le sei ragazze che hanno ambito alla tanto sospirata corona che si è adagiata sui ricci capelli della Madonna Primavera Arianna Valleri.  Quest’ultima attrazione, fa parte di un antico rituale elettivo di matrice medievale italiana, precisamente  d’ Assisi, in cui  si festeggia il Calendimaggio coincidente con l’inizio della primavera e la rinascita della natura  personificata dalla ragazza più bella e dai portamenti aggraziati. Ad allietare i momenti ludici per i più piccini, sono stati i giocolieri Pacmama, che hanno intrattenuto gli spettatori con  spettacoli pirotecnici, trampolieri e diversi giochi di mangiafuoco.  Giungendo alla fine della bellissima serata, si è conclusa la disputa tra i quattro variopinti rioni tra una tifoseria senza precedenti, entusiasmo sfiorante le stelle,  ed estremo coinvolgimento di un piccolo agglomerato urbano grazie a cui si è ridestato da un lungo sonno, i giudici esterni hanno posto sul podio dei vincitori i tre rioni più quotati: Rione Sol Ardens al terzo posto, Rione Castrum al secondo e al primo posto che indosserà l’alloro del vincitore per un anno intero, è stato il competitivo Rione Mons Sancta Sophia capeggiato dal caporione Rita Galeone. L’ultima postazione è stata raggiunta purtroppo dal Rione Citri, che molto artisticamente, si è aggiudicato il titolo di Rione più bello.  Il messaggio che l’Associazione di Promozione Sociale e Culturale “ Terra Nostra” di Fragagnano ha voluto trasmettere all'opinione pubblica fragagnanese e non, è arrivato in modo chiaro. Il Torneo dei Rioni “ Possessio Fregani” non  ha rappresentato solo ed esclusivamente un evento culturale finalizzato semplicemente all'intrattenimento, ma alla sua origine c'è stato, c’è e ci sarà un messaggio di rinascita, di amore per la propria storia locale, per l'archeologia, per l’architettura, per l’ambiente, per la promozione culturale e sociale, ma soprattutto per il benessere del cittadino,  discipline che l’Associazione “Terra Nostra” ha scelto come ragione utile di vita. Un contributo che ha voluto dare al territorio di Fragagnano, alla sua cultura, al suo popolo e alle sue nobili origini. Mai come è convinta di dover proseguire la strada intrapresa, grazie all'apprezzamento di tutti, continuando a studiare, analizzare le fonti e recuperare un patrimonio non più completamente visibile, ma che esiste, scritto sulle pagine della terra. Sono lì ed aspettano solo di essere sfogliate dalle mani più sapienti ed essere lette dagli occhi più sagaci. Per la realizzazione dell’intero progetto, sono stati utilizzati testi generali e specifici per la consultazione e fruizione storica del territorio. Per la bibliografia generale sono stati utilizzati i testi:“Iconologia di Cesare Ripa”,“Scopriamo la Puglia”,  “San Giorgio Jonico e i paesi di Area Tarantina”,“ Società ed economia nei villaggi rupestri, indagini culturali a cura dei C.R.S.E.C. di Castellaneta, Grottaglie, Manduria, Massafra e Taranto”e “Guida turistica culturale della Puglia”. Per la bibliografia specifica le notizie storiche sono state attinte dai testi: “Viae Publicae Romanae”, “Introduzione alla topografia antica”,“Testo inedito sulla centuriazione greca e romana”,“Movimenti di proprietà in un comune tarantino: Fragagnano, atti notarili e mappe catastali in Archivio di stato di Taranto”,“Toponomastica Pugliese, dalle origini alla fine del MedioEvo”,“Profilo Storico di  Fragagnano: Le Chiese”,“Storia e cultura Medioevale”, “Santa Sofia: le origini del culto e la diffusione in Puglia”,“Gli insediamenti preclassici lungo la Via Appia antica in Puglia”,“Fragagnano: La misteriosa morte di un signore poeta e rubacuori”, “Il Libro Rosso di Taranto” e il “Notiziario Topografico Salentino: ricerche e studi”.

Strepitoso successo senza eguali, dunque, quello di Lunedì 15 Giugno al “Torneo dei Rioni Possessio Fregani” organizzato dall’Associazione “Terra Nostra” presso il Comune di Fragagnano.

 

Vincenzo Ludovico

ph.AzzurraMaggiore2

 ph. Azzurra Maggiore 

Psicodiagnostica‬: tempo passato o al passo con i tempi?”

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Categoria: Attualità Regionale e Nazionale
Enzo de Gennaro By Enzo de Gennaro
Enzo de Gennaro
28 Giugno 2015
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Si è tenuto a Bari, presso l’Hotel Excelsior, il convegno “psicodiagnostica tempo passato o al passo con i tempi”. Un tema sollecitato dai cambiamenti di approccio alla diagnosi e alla classificazione introdotti dal DSM 5,  che ha visto un’importante partecipazione da parte degli psicologi.
In occasione della pubblicazione del DSM-5, si è aperta una riflessione epistemologica sulle modifiche nell’organizzazione generale del modo di far diagnosi che il DSM-5 introduce.
Il convegno ha visto l’avvicendarsi di professionisti esperti che partendo da approcci teorici e orientamenti differenti hanno fornito un panorama sulla situazione attuale della psicopatologia e della psicodiagnostica  e sui possibili scenari futuri.
Sul versante cognitivo-comportamentale, il Prof. Ezio Sanavio ha mostrato come il mondo psicologico contemporaneo sia attraversato da una babele di linguaggi e ha ribadito quanto “nel rapporto tra DSM5 ed esame psicodiagnostico serva rifuggire fascinazioni e subordinazioni […] la classificazione è un'informazione utile, forse necessaria, ma non sufficiente!”

Il Dott. Antonino Carcione ha illustrato sia le modifiche che il DSM-5 ha apportato soprattutto in relazione ai disturbi di personalità, sia quelle che non ha fatto e le ricadute che queste hanno avuto sulla clinica. Ha spiegato che “è  sicuramente motivo d’interesse per i clinici la nuova formulazione di criteri generali per i Disturbi di personalità, unitamente al tentativo di sopperire ai limiti della diagnosi categoriale, introducendo una valutazione dimensionale dei tratti di personalità […] tuttavia questo nuovo sistema ha sicuramente vantaggi e limiti”.

Il Dott. Pietro Nigro ha passato in rassegna alcuni modelli che tentano di descrivere i fenomeni psicotici, nell’arduo e ben riuscito tentativo di rinvenire connessioni tra vari campi di ricerca (cbt standard, modelli di “terza onda”,  social skills, social cognition e cognitive remediation, area dell’early psychosis e recovery via functioning) nonché di riflettere su alcuni organizzatori psicopatologici.
Da una prospettiva umanistico-relazionale il Prof. Piero De Giacomo partendo dal suo modello relazionale-intrapsichico ha affermato che "La nostra vera rivoluzione si è concretizzata quando abbiamo capito che oltre al legame con le patologie, la psicologia dovesse dedicarsi alle sfumature positive che abitano nella mente delle persone".
Infine, Il dott. Nevio Del Longo ha presentato La diagnostica Lüscher come metodo diagnostico di indagine degli stati affettivi e cognitivi e della personalità e la sua  applicazione sia in contesti psicologici quali tossicodipendenze, devianze sia in ambiti lontani dalla psicopatologia come l’orientamento scolastico, l’educazione, la selezione del personale, l’analisi del potenziale, lo sport e perfino l’arte.
Il convegno ha rappresentato un importante momento di riflessione e di confronto su eventuali equivalenze concettuali e possibilità di integrazione teorica tra visioni e orientamenti formativi differenti.

MOMENTO CLOU DELLE TARANTIADI: LA STORIA DIVENTA PROTAGONISTA

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Categoria: Attualità Regionale e Nazionale
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26 Giugno 2015
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Sarà l’originale seminario-aperitivo“Atleti, Filosofi e Guerrieri nell’antica Grecia” a dare il via alla due giorni conclusiva delle “Tarantiadi, Echi ed Agoni dalla Grecia Antica”, in programma al Parco Archeologico di Saturo (Leporano) sabato 27 e domenica 28 giugno, incentrata sulla rievocazione dei grandi giochi panellenici dell’antichità. Riti religiosi, gare sportive, armi e passatempi, ma anche manufatti, danze e piatti di un passato lontano saranno gli indiscussi protagonisti del fine settimana.

Si comincia sabato 27 alle 19.30 con un approfondimento tra storie, curiosità e dati scientifici che punta ad aprire nuovi orizzonti sul ruolo strategico che Taranto ricoprì in tutta la Magna Grecia. Prevista la presenza, direttamente dalla Basilicata, di Antonio Affuso con un focus sugli oggetti esposti nei Musei di Policoro e Metaponto. A Patrizia Guastella il compito di illustrare il progetto delle Tarantiadi (dai culti misterici al ruolo dei santuari, passando per le danze di guerra). Mario Lazzarini relazionerà su “Eccellenza ed Aretè nella Grecia arcaica”, Angelo Conte sulle antiche pratiche atletiche attraverso i reperti archeologici del Marta, Giovanni Orlando sulla doppia alimentazione degli sportivi, Lucio Pierri sulla figura del medico atleta Icco di Taranto, Vito Maglie sulle arti militari. Ad aprire i lavori, saranno il sindaco di Leporano Angelo D’Abramo e il vicesindaco Iolanda Lotta che, come amministrazione comunale, hanno patrocinato l’evento, insieme a Comune di Taranto, Provincia di Taranto, Regione Puglia e Coni. Sempre nel Parco, sarà possibile visitare la mostra tattile con copia di una panoplia (a cura associazione Cavalieri de li Terre Tarentine), di una strigile in argilla (cooperativa Archeoart Basilicata) e di un’anfora panatenaica e cratere da simposio di età arcaica (associazione Taranto Spartana).

Domenica 28 a partire dalle 17, tornano a vivere le suggestioni e le atmosfere del mondo greco. Per magia, faranno la loro comparsa riti, spettacoli, musiche, combattimenti, artigianato dell’epoca. “Definirla una semplice rievocazione storica sarebbe riduttivo- spiegano gli organizzatori della cooperativa Pòlisviluppo e dell’associazione I Cavalieri de li Terre Tarentine- dal momento che è la sintesi di ricerche e studi filologici che mettono insieme fatti, arte, credenze, rituali propiziatori di guerra, convivialità e misticismo. Per un giorno, riaffiorano pagine di storia riconducibili al periodo greco che, nella sua prosperità e ricchezza culturale, non a caso è considerato tra i più importanti che l’evoluzione umana abbia mai conosciuto”. Nei luoghi dell’antica Satyrion, legati al mito della ninfa Satyria (madre di Taras che avrebbe dato il suo nome alla città dei “due mari”) andrà in scena uno spaccato del mondo ellenico, imperniato sull’affascinate tema degli Agoni. Alle 18 verranno premiati i vincitori delle gare dello scorso 21 giugno che riceveranno megaglie e anfore greche. Alle 19 è in programma la rappresentazione “E tutto iniziò qui… Falanto e le Origini di Taranto”. Si tratta, nello specifico, della rievocazione della conquista del territorio da parte dei Lacedemoni, guidati dall’Ecista Falanto, sbarcato a Saturo per fondare l’antica colonia di Taranto. Immancabile lo scontro in armi ed abiti d’epoca tra Greci e Iapigi, popoli indigeni abitanti del luogo, l’antica Satyrion. Voce narrante Giovanni Guarino, musiche Mimmo Gori, danze Compagnia Tarantanz. A seguire, il corteo storico con rievocatori e danzatrici, una narrazione sull’atletismo, gare di lotta greco-romana, corsa in armatura e salto in lungo. Ma la manifestazione sarà anche una scoperta dei riti religiosi e della guerra nel mondo greco: si comincia con la discesa nell’Ade (che avverrà in un’area ipogeica del Parco), poi una ricostruzione della famosa “Cavalleria tarantina”, danze guerriere e cerimonia finale con il suggestivo corteo, l’inno ai 12 dei e l’urlo propiziatorio di battaglia. Nell’area dell’Arkeovillage intrattenimento con concerto e danze antiche. Ingresso: 4 euro per adulti, gratis per i bambini sotto gli 8 anni, 1 euro per i bambini da 8 a 14 anni. Per informazioni: 340.7641759.

SEI GIORNI DI CONCERTI CON IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA CHITARRA

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Categoria: Attualità Regionale e Nazionale
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26 Giugno 2015
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Spagna, Cuba, Argentina, Germania e- doverosamente- Italia. Cresce l’attesa per l’edizione 2015 del Festival Internazionale della Chitarra- Città di Mottola (dal 4 al 12 luglio) che, anche quest’anno, propone concerti esclusivi, tutti ad ingresso gratuito e con artisti provenienti da varie parti del mondo. Il tutto con una bella novità, dal momento che è prevista anche una tappa a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019.

“Parliamo di una manifestazione che è ormai consolidata nei decenni- ha detto il sindaco di Mottola Luigi Pinto aprendo la conferenza stampa di presentazione- e garantisce un indiscutibile ritorno di immagine non solo della nostra cittadina, ma dell’intera Puglia”. “Dobbiamo intendere questo evento- ha spiegato l’assessore alla cultura Annamaria Notaristefano- anche come preziosa occasione di scambio culturale tra pubblico e musicisti”. “Particolarità del Festival – ha ricordato il direttore artistico, M° Michele Libraro- è la capacità di coniugare spettacolo e formazione, dal momento che nei giorni della rassegna sono anche in programma master class con docenti di altissimo livello. In questa XXIII edizione abbiamo pensato di costruire un ponte ideale con Matera, nell’ottica di fare rete con un territorio che, in questi anni, si è caratterizzato per una grande vitalità culturale, come dimostra il recente riconoscimento del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea”.

Ecco, nel dettaglio, il programma. Si comincia sabato 4 luglio alle 20.30 con le “Serenate”: percorso itinerante nel centro storico con il Duo de Guitarras (classica spagnola), Roberto Fabbri Guitar Quartet (fra classico e pop), Vagaband Street Band (pop, funk), Mat Modern Quartet (jazz fusion), Umberto Viggiano Trio (gispy manouche), Abito (performance teatrale), Trio Porteno (musica argentina), Loccisano Trio (world music instrumental), Motus Duo (classica), Freezap (rock acustico).

Mercoledì 8 alle 20.30 nell’Auditorium Manzoni il doppio concerto con Luciano Pompilio e Parallelo 900 trio (Silvia e Livio Grasso, Angelo Gillo).

Il 9 luglio, alle 20.30 nel centro storico (Largo Chiesa) è previsto l’incontro con l’autore, il Maestro Leo Brouwer da Cuba, con intervista, proiezione dvd e dibattito. Modera Lucio Matarazzo (dotGuitar). Membro onorario dell’Unesco, Brouwer è compositore, direttore d’orchestra, chitarrista, ricercatore, pedagogo e promotore culturale.

Venerdì 10 luglio alle 20.30 nell’Auditorium il doppio concerto con Augustin Wiedemann (Germania) e il Duo Flauto e Chitarra composto da Salvatore Lombardi e Piero Viti, tra i più apprezzati sulla scena musicale internazionale. Wiedemann ha vinto il 6° International Guitar Competition a L’Avana e quattro premi speciali.

Sabato 11 alle 18, in Auditorium, l’esibizione dell’Orchestra Giovanile di Chitarre “Chitarreinsieme”, diretta da Lucia Pizzutel. Alle 20.30 ancora un doppio concerto con Christian Lavernier e Eduardo Isaac (Argentina). Lavernier, in apertura del Festival Internazionale de Guitarra de Angostura, è stato insignito del premio alla carriera artistica. Isaac ha vinto numerosi premi in concorsi internazionali d’importanza mondiale (“Infanta Cristina”, “Andrés Segovia”, “Konex”, “Estrella del Mar”).  

Infine, domenica 12 alle 11 trasferta a Matera per l’Orchestra “Chitarreinsieme”, mentre alle ore 19 si torna a Mottola con il concerto dei finalisti del 21° Concorso Internazionale di Esecuzione Musicale per Chitarra con premi in denaro per un totale di 4.500 euro (finanziati da Comune di Mottola e Lions Club Massafra- Mottola “Le Cripte”) e un contratto discografico con la dotGuitar WebLabel. Prevista anche la premiazione del 21° Concorso Internazionale Giovani Chitarristi (in palio chitarra Salvador Cortez, offerta da Casa Musicale Cassano di Ginosa).

La manifestazione è organizzata dall’Associazione Accademia della Chitarra e patrocinata da Regione Puglia, Comune di Mottola, Lions Club Massafra-Mottola “Le Cripte”, “Corde” Rete di festival. Informazioni www.mottolafestival.com e 346 2264572.

Masseria Todisco: I Suoi Cinquecenteschi Battenti Riaprono per " Scrittori e Paesaggi di Puglia - I Luoghi della Memoria"

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Categoria: Attualità Regionale e Nazionale
Vincenzo Ludovico By Vincenzo Ludovico
Vincenzo Ludovico
26 Giugno 2015
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Statte (Ta) – Sabato 20 giugno 2015 presso la cinquecentesca “ Masseria Todisco ”, ha avuto luogo l’evento culturale – incontro con l’autore Dott. Vincenzo Antonio Greco, presidente dell’Associazione Culturale “Terra delle Gravine ”. Tale evento di presentazione,  nasce dal format denominato “ Scrittori e Paesaggi di Puglia – I Luoghi della Memoria ”.  Il progetto in questione è nato dall’unificare passione e volontà del Dott. Greco originario di Carosino, medico specializzato in malattie infettive, dirigente medico legale presso l’Inps di Taranto, collaboratore del Gruppo Umanesimo della Pietra, nonché scrittore, che da sempre ha rappresentato una figura cardine nell’assetto storico ed urbanistico della storia locale del Comune di Statte, andando a  ritrovare piccoli frammenti di quelle tessere che un po’ alla volta, vanno a ricostruire il grande mosaico della storia locale stattese. Secondo lo storico locale e scrittore, nel periodo Normanno, il territorio di Statte veniva sottoposto a Vincolo Demaniale e veniva affittato nel periodo estivo dalla tesoreria del Regno per uso pascolativo ai possessori di greggi. Ai Signori locali, era permesso solo di precintarne solo una parte e successivamente cominicarono a sorgere recintazioni abusive con all’interno abitazioni fortificate con all’interno i Signori gestori. Col passare del tempo l’edificazione di fortificazioni aumentarono e fu così che sorse la fortificazione di Sant’Angelo a Migliaro, l’attuale Masseria Todisco difesa da Vucchiara e la Masseria Giranda difesa da La Noce. Nel XVI sec.le fortificazioni si svilupparono sempre di più fino a quando i proprietari invece di pagare il tributo al Demanio, stipularono contratti con i Signori locali e si ebbero i primi casali fortificati vissuti per tutto l’anno, attrezzati e sfruttati in loco le numerose risorse terriere e fu così che nacquero le Masserie Fortificate. Ciascun capolavoro di Antonio Vincenzo Greco, assume all’interno delle proprie pagine, luoghi storici legati a personaggi relamente esistiti vincolati a storie reinterpretate. Teatro della presentazione, è stata la Cappella votiva intitolata alla Madonna del Monte Carmelo fatta erigere da Donato Tedesco, feudatario e propiretario della masseria nel XVI sec. da cui deriva anche l’antico nome, cappella, dunque, appartenente al complesso della sopracitata masseria. Tema della serata, dunque, è stata la presentazione del libro denominato “ Le Notti di Masseria Vallenza Don Nicola è Ritornato ed altri Racconti di Baroni, Massari e Miserabili ” creata dalla sinergia tra il dott. Greco e il prof. Aldo Galeano, presidente dell’Associazione Culturale “Gruppo Anonimo ’74 ” di Monteiasi che ha moderato la presentazione del libro, recitando alcuni passi tratti dal V Canto dell’Inferno della Divina Commedia di Dante, che quest’anno ha raggiunto il settecentocinquantesimo anniversario della sua nascita. Ma tornando al testo presentato in tale evento, c’è da dire che l’opera storica in questione, costituisce la seconda parte di una trilogia fatta esordire già nel 2009 con un altro romanzo storico denominato “ Don Pietro E’ Morto Ed Altri Racconti Tarantini ” lo scrittore in queste pagine riassume alcuni aneddoti realmente accaduti nella seconda metà del 1700, periodo cronoligico in cui la masseria ha presentato il massimo fervore. Infatti lo scrittore descrivendo alcune scene ambientate proprio in Masseria Todisco, mette in relazione leggendo alcuni brani, la vicenda autobiografica di Don Ciccio Calò, che nella seconda metà del 1700 fu il feudatario più ricco del contesto tarantino e che contribuì a lanciare la masseria nel suo assetto politico ed economico. In questo romanzo storico, l'autore ricalca le vicende nate tra le mura fortificate delle masserie nella provincia tarantina, enunciando storie realmente accadute nel corso del 1700 basandosi inoltre su miti, leggende e costumi locali raccolti dalla memoria storica, passeggiando per i campi agresti della Terra delle Gravine.   Nel corso della calorosissima  serata,  c’è stata inoltre una parte d’animazione  curata dal musicista Angelo Suma, dagli attori  Dino Spadaro e Giulia Fonzone,  dalla professoressa Lucia Calabrese e dalla giornalista Roberta Criscio , lettori che hanno narrato  e  recitato alcuni brani tratti dall’ opera, con riferimenti riguardanti degli aneddoti legati  alle vicende del massaro Pietro Brigante, che nell'arco  di tutta la sua vita fu miracolosamente salvato per ben tre volte da un giovane di origine grottagliese, costretto a condurre una vita senza meta per le campagne per via del suo esilio dalla madrepatria a seguito della rivolta popolare contro il principe  Cicinelli, realmente avvenuta in Grottaglie nel 1734.  Dai passi recitati, si evince una storia molto triste e malinconica, vissuta  dallo stesso Don Nicola Resta, che nel settembre del 1777 compie il suo ritorno nella terra d’origine, essendo stato venti anni prima  fuggito in  preda ad’una impossibile passione amorosa.  In seguito alla sua mancanza,  i parenti si sono impossessati dei possedimenti di  zio Don Oronzo, suo zio, sua eredità  per diritto di nascita. Consapevole dei pericoli cui Nicola sarebbe esposto in caso d’un intempestivo rientro in città, il suo amico Tonino lo conduce a Vallenza, un piccolo agglomerato urbano del complesso di masserie ai piedi dei monti dell’allora Martina Franca.  Nel corso della settimana trascorsa, lo stesso Don Nicola dalla bocca di alcuni massari che ogni sera si riuniscono attorno al  focolare agreste, percepisce storie legate alla loro gioventù. Storie che lo rimandano indietro nel tempo trascorso felicemente in quelle terre, grazie alle quali riaffiora un valoroso senso d’appartenenza,  capace d’infondergli la forza necessaria a battersi per poter rimettere le cose a loro posto e di riprendere in mano le redini del patrimonio della terra d’origine. Ritornando alla serata, c’è da dire che a fare da cornice all’intero evento culturale è stata laMostra fotografica denominata “Masserie e Dintorni “ curata dai fotografi Giancarlo, Wladimiro e Mimmo Pappone, presidente del circolo fotografico Controluce del Comune di Statte, che hanno messo a disposizione degli utenti visitatori alcuni pannelli espositivi con scatti unici ed emozionanti di alcune masserie tra le più belle di Statte.  Il singolare evento, dunque, è nato dalla sinergia instaurata tra l’attuale Amministrazione Comunale di Statte targata dott. Angelo Miccoli, dagli Assessorati alla Cultura, Pubblica Istruzione e Attività Produttive nella persona dell’Avv. Armando Grassi, dall’Associazione “Amici della Biblioteca di Statte”, dall’Operatrice Culturale dott.ssa Agnese Giandomenico, bibliotecaria della Biblioteca Civica di Statte, dall’Associazione Gruppo Anonimo ’74 di Monteiasi, nella persona del prof. Aldo Galeano, da Aldo Roberti e Marika Albano che hanno allestito un angolo per la degustazione dei prodotti tipici locali e dagli attuali proprietari Domenico e Ferdinando Fischetti, che cooperando in sinergia  hanno materialmente ripulito e lavato la chiesa votiva, spazzato l’aia della masseria che è stata riaperta al pubblico dopo oltre trent’anni, rendendo l’intera area agibile e fruibile ai visitatori, nonché progettare ed organizzare l’intero evento culturale. L’organizzatrice dell’evento,  la Dott.ssa Agnese Giandomenico in qualità di bibliotecaria della Biblioteca Civica di Statte, rilasciando un’intervista,  ha decantato una sinossi del romanzo storico del Dott. Greco, informando i lettori che ciascun personaggio descritto nell’opera è strettamente legato a vicende realmente accadute nella Terra delle Gravine e nello specifico a Masseria Todisco, facendo dedurre, inoltre, che codesto evento è stato solo il primo di una lunga serie di futuri incontri dal tema bucolico, georgico e non, preannunciando che aderendo al progetto  “ Il  Presidio del Libro ”, molto probabilmente il 25 e 26 settembre 2015 per la “Festa Del Lettore e del Libro”, Masseria Todisco sarà nuovamente teatro di un interessantissimo evento culturale dal tema “ Parole Sacre ”.  Da un’altra intervista rilasciata dall’Assessore Avv. Armando Grassi, si evince che è in fase di progettazione un altro progetto culturale riguardante la Masseria Todisco, che è quello di adibire assieme agli attuali proprietari, un’intera ala ben conservata a museo etnografico della civiltà contadina favorendo a tale masseria l’ingresso ad un circuito di masserie didattiche, permettendo alle future generazioni una fedele storia locale del patrimonio artistico, paesaggistico ed architettonico della Terra delle Gravine.

    Strepitoso successo, dunque, quello di sabato 20 giugno 2015, alla presentazione del romanzo storico “Le Notti di Masseria Vallenza Don Nicola è Ritornato ed altri Racconti di Baroni, Massari e Miserabili” dell’autore dott. Antonio Vincenzo Greco,  presso la Masseria Todisco nel Comune di Statte.    

Vincenzo Ludovico    Locandina

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