“Anche gli eroi muoiono” è il nuovo album di Kid Yugi
Milano. «Viviamo di paragoni e metafore, siamo continuamente bombardati da informazioni: il tempo è giudice delle cose ma siamo una pedina in mano alla società».
Ha esordito così l’artista massafrese multiplatino Kid Yugi durante la presentazione del suo terzo album “Anche gli eroi muoiono”, in arrivo il 30 gennaio, contenente ben 16 tracce, in vinile versione “funerale edition” autografato e non e in cd autografato e non, cui è possibile abbinare l’esclusivo ‘taccuino’ che racchiude i testi e le illustrazioni dell’album.
Ad accompagnare il disco c’è un film-documentario “Genesi e ascesa di un anti-idolo” già disponibile la prima parte su YouTube, e che arriva in versione completa in anteprima in alcuni cinema selezionati in Italia in contemporanea il 28 gennaio, Orfeo di Milano, Barberini di Roma, Modernissimo di Napoli e Savoia di Taranto. Nel documentario, una serie di interviste da parte dello staff, amici e collaboratori dell’artista è intervallata da immagini della realtà quotidiana di Kid Yugi; non mancano anche i momenti ‘backstage’ sulla lavorazione degli album “The globe” e “I nomi del diavolo” che hanno trasformato Francesco Stasi in uno degli idoli rap del momento: l’ultimo album è certificato 5xplatino, ha venduto 250.000 copie e ha trascorso ben 41 settimane nella top10 della classifica album.
Tornando all’album “Anche gli eroi muoiono” è stato preceduto da un suggestivo trailer ambientato su un set cinematografico, in cui viene messo in scena il funerale dell’artista: la cinepresa segue i personaggi che si stringono intorno alla bara, mentre l’attore Filippo Timi recita un monologo e prima di traghettare gli spettatori verso un colpo di scena finale.
Inoltre è apparso un gigantesco memoriale in piazza XXIV Maggio, nel cuore di Milano, con una statua e la data di uscita dell’album, 30.1.2026.
«Operare il bene con tutte le proprie forze vuol dire essere un eroe? O fallire miseramente in nome di un’utopia? O dare prova di coraggio e abnegazione di fronte a pericoli ed avversità? – ha osservato il rapper – Ecco, tutte queste definizioni sono sbagliate, vecchie, obsolete, superate, adatte ad epoche passate, ad un mondo in cui la distinzione tra bene e male appariva netta e irriducibile. La società contemporanea, quella dei consumi che promuove l’individualismo e glorifica l’egoismo, la società che ha sacrificato i valori della giustizia sostituendoli con quelli del merito, è riuscita ad amalgamare i due assoluti».
Il confine sottile tra bene e male, un’attenta analisi della società contemporanea, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, riferimenti letterari e cinematografici, sono ancora i temi portanti della scrittura di Yugi, le cui barre sono tra le più originali e interessanti del panorama musicale italiano.
«Quindi, se bene e male si somigliano, se l’essere umano opta per l’uno o per l’altro secondo un unico criterio, l’utilità, come possiamo noi riconoscere un eroe? O, ancor peggio, è possibile che questo mondo non sia più capace di crearne? – ha sostenuto – Ecco che la civiltà ha sopperito a questi dilemmi nel modo più stupido e ingiusto: rendendoci tutti speciali o, almeno, facendocelo credere; ci hanno insegnato che ognuno di noi è l’eroe della propria storia, che ognuno di noi è un predestinato, un talentoso, un genio mandato su questa terra per assolvere ad un compito divino: in questo credete voi e in questo credo anch’io. Ed ora più che mai la mia missione mi appare chiara, limpida come il cielo di marzo, io sono il vostro memorandum, e porto un unico messaggio: anche gli eroi muoiono».
Il nuovo album di Kid Yugi ruota attorno ad un ‘concept’ ben definito: gli eroi sono le persone comuni, che dettano la trama delle proprie storie ma, come tutte le storie, c’è sempre un inizio e c’è una fine.
Kid Yugi ha anticipato l’album con “Berserker” (“pelle d’orso” in antico norvegese) in cui si scaglia contro i falsi miti, la corruzione della società odierna attraverso il potere delle armi e la droga.
In collaborazione con Anna, Kid Yugi ha pubblicato il brano “Push it” che segna la prima collaborazione tra i due artisti.
«Sono felice di questa collaborazione, apprezzo molto Anna e quello che ha fatto nella scena urban in Italia – ha puntualizzato – Mi è piaciuto portare un po' del suo mondo in un mio pezzo: girare anche il video con lei è stato molto divertente. Spero i nostri fan lo apprezzeranno».
In “Davide e Golia” il riferimento biblico è l’outro dell’album.
«Chiude il disco con un’idea che mi ronza per la testa: non siamo parte del conflitto, siamo il conflitto, siamo sia Davide che Golia – ha sottolineato – Ogni esistenza deve confrontarsi con l’ineluttabilità della propria condizione».
L’artista conta oltre 3 milioni e 350 mila ascoltatori mensili su Spotify e ha convinto tutti con il suo mix unico ed esplosivo di realness e riferimenti letterari e cinematografici fin dal primo progetto e ad oggi l’artista ha accumulato la cifra stratosferica di oltre 2 miliardi e mezzo di stream totali ed è tra gli artisti più ascoltati in assoluto su Spotify Italia.
Franco Gigante

Hertzen – è uscito “In the Shadows”
Roberto Formignani chitarrista, autore e cantante con una solida formazione blues maturata fin da giovanissimo, pubblica ‘202’, disponibile su tutte le piattaforme digitali e in formato fisico.
Il titolo dell’album racchiude una serie di riferimenti simbolici e personali: il giorno e il mese di nascita dell’artista e quello della chitarra raffigurata in copertina e utilizzata per incidere, la numero 202 di 300 esemplari.
‘202’ è nato, come tutte le produzioni precedenti, da un processo creativo lento e stratificato, fatto di idee catturate nel tempo. Spunti melodici, riff di chitarra e frammenti musicali sono stati spesso registrati in modo istintivo, anche solo con un telefono, per poi essere sviluppati successivamente in studio dove sono state costruite le prime strutture.

L’album si muove attraverso storie, immagini e suggestioni che attraversano il tempo, la memoria e l’esperienza personale di Roberto Formignani. 'Early Fifties' apre il racconto con uno sguardo immaginario ai favolosi anni ’50, quando il rock’n’roll dominava la scena, evocando un’epoca non vissuta ma profondamente sentita.
'Dirty Road' racconta invece il percorso faticoso e spesso solitario di un musicista, costretto a confrontarsi con le regole del mercato discografico e con le mode del momento.
Con 'The Blues Door (Gorée)' lo sguardo si allarga alla storia: l’isola di Gorée, in Senegal, diventa simbolo della deportazione degli schiavi africani verso l’America, attraverso quella porta affacciata sull’oceano da cui partivano viaggi senza ritorno.
'Hey My Lord' introduce una dimensione spirituale, parlando di una presenza amica e costante che accompagna l’uomo lungo tutto il cammino della vita.
La musica torna a essere identità e resistenza in 'Like When I Was Young', dove quella del blues è una chiamata interiore che ancora oggi si fa sentire mantenendo intatta la passione e l’autenticità degli inizi.
'Running On The Mountain' è uno strumentale frenetico e visionario, un viaggio immaginario tra salite e discese, dove ritmo e chitarra guidano la corsa.
Con 'All In Vain' emerge la disillusione di chi cresce credendo che la musica possa cambiare il mondo, per poi scoprire quanto questo sogno possa apparire fragile nonostante l’impegno quotidiano.
'Irish' porta un cambio di atmosfera con un tema che richiama una giga irlandese, sostenuto da un ritmo incalzante sul quale la chitarra si muove libera nell’improvvisazione.
Il percorso si chiude con 'Refugiados', un brano intenso in cui chitarra classica e Dobro si intrecciano evocando il dramma di chi cerca rifugio, sia fisicamente che spiritualmente, lasciando l’ascoltatore con una riflessione profonda sul senso del viaggio e dell’appartenenza.
L'album è stato inciso a Sermide (MN), presso il Sonic Design di Marco Malavasi con l'ausilio di Roberto Morsiani (batteria) e Alessandro Lapia (basso). La foto di copertina è una fotografia di Guido Harari e la grafica è stata curata da Loriano Pellegrinelli.
[LINK SPOTIFY: https://open.spotify.com/intl-it/album/0ojjEGwQ60AaeiIiy9oo2V?si=TBQxut3JQxGo4I0oJcmTPg ]
Roberto Formignani si avvicina al blues in giovanissima età, affascinato da un mondo sonoro scoperto tra i dischi jazz del padre e quelli rock del fratello maggiore.
A dodici anni acquista la sua prima chitarra e trascorre interi pomeriggi a studiare lo strumento, tentando di riprodurre i suoni che escono dal giradischi accanto a lui.
L’incontro con l’armonicista Antonio D’Adamo segna una svolta decisiva: i due diventano inseparabili e fondano la Mannish Blues Band. Dalle prove in garage ai primi concerti nei locali fumosi di Ferrara e provincia, il percorso cresce rapidamente fino alla partecipazione a Quelli della Notte, storico programma di Renzo Arbore.
Da lì il gruppo intensifica l’attività live, calca palchi sempre più importanti, suona prima di B.B. King a Pistoia e si afferma sulle principali piazze italiane.
Con il passare del tempo i progetti cambiano, ma la fedeltà di Formignani alla chitarra e al blues resta immutata. Suona in tutta Italia con artisti come Dirk Hamilton e Andy J. Forest, incide dischi con i Bluesmen e nel 2000 viene nominato presidente dell’Associazione Musicisti di Ferrara, incarico che ricopre tuttora.
Nel 2020 pubblica a suo nome l’omonimo album ‘Roberto Formignani’, seguito nel 2021 dall’Ep strumentale ‘Soundtracks’ e nel 2026 dal nuovo album ‘202’.
Web: www.robertoformignani.it
Facebook: www.facebook.com/roberto.formignani
Youtube: https://www.youtube.com/@robertoformignani
Youtube: www.youtube.com/grassandblue
La Sala Astràgali di Lecce ospita per tre serate, dal 29 al 31 gennaio, alle ore 20, in anteprima assoluta, la produzione internazionale “Per Demetra, la Festa delle Donne #1”, diretta da Fabio Tolledi, con attrici e attori provenienti da Italia, Spagna, Polonia, Finlandia, Tunisia e Turchia.
Lo spettacolo è il primo di una trilogia realizzata nell’ambito di “ABC – The Alphabet of Love”, il progetto internazionale coordinato da Astràgali Teatro, uno dei pochi progetti medium scale approvati in tutta Europa nell’ambito del Programma Creative Europe dell’Unione Europa, che si pone l’obiettivo di mettere in pratica i valori dell'ospitalità e della convivenza tra le culture attraverso articolate azioni artistiche multidisciplinari. In scena Sara Cossa, Hanna Daniszewska, Oussema Hfaiedh, Matteo Mele, Luna Amelia Calvo Merino, Roberta Quarta, Simonetta Rotundo, Khouloud Thabet, Sanna Toivanen, Onur Uysal, con le musiche di Mauro Tre eseguite da Andrea Doremi, Roberto Gagliardi, Gianluca Milanese e Cecilia Ancora. Lo spettacolo è realizzato con la collaborazione dell’équipe dell’AVR Lab – Laboratorio di Realtà Aumentata e Virtuale del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento formata da Laura Corchia, Giorgia De Giuseppe, Federica Faggiano, Carola Gatto, Ileana Riera Panaro e diretta dal prof. Lucio Tommaso De Paolis.
“Per Demetra, la Festa delle Donne #1” si ispira alla commedia di Aristofane “Tesmoforiazuse”. Le donne stanno celebrando la festa in onore di Demetra, le Tesmoforie, in quanto Demetra è colei che porta la legge, oltre ad essere la divinità che presiede la natura e i raccolti. Questa festa è riservata solo alle donne e a nessun uomo è consentito partecipare. Aristofane, ancora una volta, sbeffeggia Euripide il quale, nel dispositivo comico è un personaggio goffo terrorizzato dalla certezza che le donne, riunite nella festa di Demetra, lo condanneranno a morte in quanto il grande tragediografo nelle sue opere ha sempre parlato male di loro. A tal fine Euripide si rivolge ad un altro grande autore di tragedie, Agatone, chiedendogli di aiutarlo vestendosi, come d’altronde usa fare, da donna. Ma Agatone si rifiuta di andare alle Tesmoforie e quindi un parente di Euripide (Mnesiloco) si offre di aiutarlo e il suo travestimento genera una infinita serie di equivoci c
“La Commedia – spiega Fabio Tolledi - non è un genere minore, bensì uno strumento essenziale che rivendica una vera democrazia per tutti. La contraddizione di Atene risiede nell’essere luogo dove nasce la democrazia, ma la partecipazione alla vita della polis non è estesa alle donne, mentre il Teatro è aperto anche alle donne e agli schiavi e, in tal senso, è il luogo dove il discorso pubblico realmente accade. E questo discorso oscillava tra tragedia e commedia con pari importanza e dignità. La commedia Per Demetra, La Festa delle Donne è una operetta che parla dell’oggi, della follia della guerra, della stupidità disumana del si vis pacem para bellum, del suprematismo bianco che ancora avvelena la vita di questi giorni, di una idea moralistica che pretende di imporre modi e forme della vita sociale e dei modi di amare e conoscere. Così come l’Intelligenza Artificiale (o come la macchina teatrale di Euripide) crede di sostituire la conoscenza tra i viventi, ingannandoci o pensando di potere accedere a un sapere infinito e senza limiti. Come se il principio morale di un singolo individuo possa infischiarsene del diritto della moltitudine. E ancora una volta è la voce delle donne a essere portatrice di una istanza di giustizia sociale universale, di una critica dove il genere maschile e femminile sono continuamente messi in crisi e in ridicolo poiché la risata è atto di liberazione e di conoscenza.”
Dopo l’anteprima in Italia, a febbraio parte il tour dello spettacolo, con la prima data in Montenegro presso il Teatro Municipale KIC “Budo Tomović” a Podgorica, dove è prevista anche un’istallazione di Spatial Augmented Reality nella Kuslev's House", realizzata dal Laboratorio di Realtà Aumentata e Virtuale (AVR Lab) dell’Università del Salento, e una conferenza sullo spettacolo con la partecipazione degli artisti coinvolti.
“ABC – The Alphabet of Love” si articola in quattro anni di intensa attività, coinvolge partner importanti e prestigiosi come il Grotowski Institute (Polonia), Aykart (Tunisia), la Fundación de la Danza “Alicia Alonso” dell’Università “Rey Juan Carlos” di Madrid (Spagna), Musei e Gallerie di Podgorica, in collaborazione con il Teatro Municipale di Podgorica (Montenegro), e l’AVR Lab del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento (Italia).
Ingresso: 5 euro. Per maggiori info: tel. 389.2105991 mail:

Venerdì 23 Gennaio esce su tutte le piattaforme digitali e in vinile ‘Blues Hotel’, il nuovo album di MamaBaba, artista e cantante e tra le più autorevoli del panorama musicale italiano, distribuito da Ingrooves (Virgin Music Group), prodotto da Lotus Music Production e promosso dall’ufficio stampa A-Z Press.
Blues Hotel è un concept album in cui le storie si muovono come una bobina magnetica: avanti e indietro nel tempo, tra rimandi, echi e vite che si sfiorano e si intrecciano come in uno spettacolo teatrale.
I protagonisti di Blues Hotel - nel solco della grande tradizione narrativa cara a Fabrizio De André - non esistono mai in modo isolato, ma si riflettono l’uno nell’altro, consciamente o inconsciamente. Sono figure tormentate e disilluse, talvolta opportuniste o strumentalizzate, alla costante ricerca di attenzioni, segnate da curiosità e mistero, ma anche da una forte determinazione. Un affresco di un’umanità fragile e autentica, raccontata senza filtri, che prende forma traccia dopo traccia.
Musicalmente, il disco affonda le radici negli stilemi del blues e nella cultura afroamericana, aprendosi a suggestioni soul e in una dimensione di pop “colto”. La scrittura in lingua italiana rende l’opera immediata e accessibile, permettendo a un pubblico ampio di coglierne ogni sfumatura narrativa ed emotiva.
Blues Hotel è un viaggio sonoro e umano, da ascoltare come si leggerebbe un romanzo.

Blues Hotel è un concept album popolato da personaggi simbolici che si muovono all’interno di un albergo-mondo, metafora delle vite che si incrociano e si consumano.
Il Gatto funge da guida silenziosa, una sorta di Virgilio che introduce l’ascoltatore all’interno dell’hotel. La Prostituta (Ehi) è una figura disillusa e predatoria, capace di sfruttare gli uomini senza legami emotivi, ma segnata dalla paura dell’invecchiamento e dell’oblio. L’Uomo d’Affari, ritratto ironico del successo metropolitano, inizia a scorgere il vuoto dietro l’apparenza del denaro e dei doveri che lo soffocano.
Accanto a loro, il Barista osserva tutto senza giudicare, entrando e uscendo dalle stanze come un fantasma consapevole. Il Barbone rappresenta l’approdo finale: l’abbandono delle ambizioni mondane e la lucida osservazione di un’umanità che si crede potente, ma è solo di passaggio.
Dietro Il Portiere si nasconde il vero padrone dell’hotel, figura cinica che accetta il denaro senza fare domande. Le stanze diventano così metafora della vita, regolata da un’unica legge: non lasciare tracce, o il prezzo da pagare aumenterà.
L’album si chiude con Blues Hotel, bonus track e brano da cui ha preso forma l’intero progetto, qui riarrangiato per creare un’atmosfera più intima e vissuta.
MamaBaba è un’artista poliedrica dal repertorio che spazia dal pop al blues e al jazz, sostenuto da una voce potente e graffiante.
Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerosi concorsi musicali, ottenendo diversi riconoscimenti, e nel 2025 partecipa a The Voice Senior su Rai 1.
Nel 2023 pubblica il suo primo inedito, 'Blues Hotel', realizzato in collaborazione con il produttore musicale Piermatteo Carattoni, seguito da 'A Blues Story'.
Da questo progetto nasce uno spettacolo teatrale-musicale: un recital contro il femminicidio, che unisce musica e impegno sociale.
Nel 2024 esce l’album 'Sguardo ad Oriente', con il quale esplora e promuove un nuovo universo sonoro avvicinandosi al pop cinese.
Il 23 gennaio 2026 esce il suo nuovo album di inediti dal titolo 'Blues Hotel'.
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Alberobello è pronta a celebrare la Giornata Internazionale della Memoria e la Giornata Nazionale del Ricordo con un ricco programma di iniziative culturali e formative raccolte nel progetto “Una scelta necessaria per illuminare l’oscurità con la forza della speranza”, promosso dall’Ente del Terzo Settore Joyful People Company, con il patrocinio del Comune di Alberobello, Città dei Trulli.